Due giorni di confronto, sperimentazione e progettazione condivisa per immaginare il ruolo dei musei nel costruire visioni di futuro. Il 26 e 27 febbraio 2026, presso la sede di Save the Children a Roma, si è svolto il Workshop “Network Musei dei Futuri – progettazione e sviluppo”, promosso da ICOM Italia e ASviS nell’ambito del programma Ecosistema Futuro e sostenuto dal Ministero della Cultura. L’incontro – dedicato ai musei ed enti “apripista” già coinvolti in momenti di confronto e formazione durante l’autunno – ha riunito musei, professionisti della cultura ed esperti di futures studies con l’obiettivo di avviare un percorso di lavoro comune dedicato alla future literacy e alla capacità delle istituzioni culturali di attivare riflessioni e attività sul lungo periodo da a realizzarsi nell’ambito del Network dei Musei dei Futuri.
Con la moderazione di alcuni membri del Team di Coordinamento del progetto del Network (Luca Miggiano, Michela Rota e Giulia Ranuzzi de’ Bianchi), si sono alternati momenti teorici e laboratori hands-on alternati con presentazioni di buone pratiche, speech di ispirazione, tavole rotonde e molti momenti di dialogo e confronto. Il riscontro dei partecipanti è risultato estremamente positivo, con la consapevolezza che si sta aprendo un percorso e diversi aspetti rimangono ancora da approfondire, anche per essere calati nelle diverse realtà locali e nelle connessioni degli enti con le amministrazioni, le comunità e i territori. Interesse di molti è quello di continuare il percorso per alimentare con il Network una comunità di pratica che si interroghi allo stesso tempo sul futuro dei musei e sui musei nei futuri, facendo emergere dialoghi, tematiche e pratiche che possano essere condivise.
La prima giornata è stata dedicata al contesto e agli strumenti: dopo la presentazione del progetto e il confronto sui risultati della survey “Il senso dei musei per i futuri”, ai partecipanti sono stati illustrati alcuni metodi e approcci per esplorare i futuri possibili e hanno preso parte a due laboratori pratici per esplorare metodologie di anticipazione e analisi dei cambiamenti – dai megatrend ai segnali deboli fino alle tecniche di backcasting e ruote dei futuri – applicate al mondo dei musei. E’ stata avviata una prima riflessione su come la dimensione umanistica e la valorizzazione del patrimonio culturale, e quindi in particolare il ruolo dei musei, possano aprire a pensieri originali e utili ai sensi della consapevolezza sui futuri. I metodi sono stati sperimentati per immaginare delle agorà dei futuri – spazi e incontri nel museo e negli enti culturali dove favorire il dibattito e la partecipazione attiva – e dei micro allestimenti correlati alle tematiche.
Nella prima mattina un momento molto apprezzato è stato lo speech del Direttore del Futurium di Berlino seguito da una fase di domande volte ad approfondire l’esperienza e su come alcune pratiche possano trovare riscontro nella realtà italiana. Il Futurium è un museo e spazio di dialogo dedicato ai futuri possibili, dove scienza, tecnologia, società̀ e politica si incontrano. Attraverso mostre interattive e partecipative invita i visitatori a riflettere criticamente su come le scelte di oggi influenzano il mondo di domani.
La seconda giornata ha messo al centro iniziative per immaginare, progettare e costruire insieme, con diversi focus sulle pratiche educative. Essa si è aperta con una sessione di confronto su come mettere il futuro – o meglio i futuri – al centro del dibattito pubblico, culturale, politico, economico in Italia; sull’importanza del pensiero di lungo-termine, ma anche dell’agire nel presente, nella consapevolezza che le decisioni di oggi hanno un impatto determinante per la vita delle generazioni future. Nella sessione si è esplorato – grazie agli interventi dei professori Enrico Giovannini, Giovanna Brambilla e Ugo Morelli – in particolare, il ruolo della cultura come motore di questa riflessione condivisa nel Paese. Durante la Tavola rotonda “La futures literacy e pratica educativa nei musei” si è esplorato sia come creare pratiche educative coerenti, replicabili e valutabili., nel passare dagli strumenti di anticipazione alla progettazione di attività̀ per scuole, famiglie e comunità, sia come integrare scenari, pensiero sistemico e immaginazione trasformativa nei format educativi già̀ esistenti e anche quali siano le competenze professionali richieste e quali cambiamenti organizzativi comportino questi passaggi. Il confronto si è mosso tra ricerca, sperimentazione e pratica museale, con metodologie, dispositivi e casi concreti di applicazione dei future studies nei servizi educativi. I partecipanti hanno iniziato a delineare possibili traiettorie di sviluppo del Network e prime ipotesi di attività condivise.
Il workshop ha rappresentato un passaggio chiave nella costruzione di una comunità di pratica tra musei e istituzioni culturali interessate a integrare il pensiero sui futuri nelle proprie strategie, nei programmi educativi e nel rapporto con i territori. I due giorni sono serviti per aprire al dialogo anche su quali strumenti funzionano in un contesto museale, come si evita che il “futuro” diventi solo un tema narrativo anziché una competenza da allenare e in che modo si costruiscono percorsi che sviluppino nei pubblici capacità di anticipazione, agency e responsabilità. Il workshop ha offerto elementi operativi, criteri e chiavi di lettura utili alle istituzioni che si stanno aprendo a questa fase di trasformazione, favorendo un confronto orientato alla messa a terra delle pratiche.
Per seguire lo sviluppo delle attività del Network Musei dei futuri e per contatti diretti fare fare riferimento alla pagina dedicata sul sito di Ecosistema Futuro e sul sito di ICOM Italia.
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