Prevenire i rischi, affrontare le emergenze e garantire la continuità delle attività sono responsabilità centrali per ogni museo. Il Piano di Sicurezza ed Emergenza Museale (PSEM) consente di ricondurre queste responsabilità a una strategia organica, mettendo in relazione la tutela delle persone, delle collezioni, degli edifici e delle attività dell’istituto.
ICOM Italia presenta una nuova pubblicazione dedicata alla costruzione e all’applicazione del PSEM, realizzata dal Gruppo di Lavoro “Prevenzione, Sicurezza ed Emergenza”, coordinato da Antonella Nonnis. Il volume nasce per offrire ai professionisti museali uno strumento concreto di conoscenza, orientamento e supporto operativo. Al suo fianco, una guida visuale restituisce in forma sintetica la struttura del Piano, le principali fasi di lavoro e gli elementi da prendere in considerazione.
Che cos’è il Piano di Sicurezza ed Emergenza Museale (PSEM)
Il PSEM è l’insieme coordinato degli elaborati attraverso i quali ciascun museo definisce la propria strategia complessiva di sicurezza, sia nelle condizioni ordinarie sia durante un’emergenza.
Non è un documento standard, applicabile nello stesso modo a ogni istituto, né un ulteriore adempimento da affiancare meccanicamente ai piani già esistenti. La sua costruzione parte dalle caratteristiche specifiche del museo: il contesto territoriale, l’edificio, le collezioni, l’organizzazione, il personale, i pubblici e le risorse disponibili. Il Piano raccoglie, integra e mette in relazione informazioni già presenti in documenti e strumenti differenti, restituendo una visione unitaria dei rischi, delle misure di prevenzione, delle responsabilità e delle procedure da attivare.
Dalla frammentazione delle informazioni a una strategia condivisa
Molti dei dati necessari alla costruzione del PSEM sono già disponibili nel Documento di Valutazione dei Rischi, nei piani di emergenza e antincendio, nella documentazione relativa agli edifici e alle collezioni e nei sistemi informativi territoriali e ambientali. La difficoltà non consiste soltanto nel reperire queste informazioni, ma nel renderle accessibili, aggiornate e utilizzabili da tutte le persone coinvolte nella gestione della sicurezza.
In questo processo il digitale può svolgere un ruolo strategico. Strumenti di raccolta e organizzazione dei dati, sistemi di geolocalizzazione, archivi condivisi, procedure digitalizzate e dispositivi per la comunicazione interna possono facilitare l’aggiornamento del Piano, il coordinamento tra i diversi responsabili e l’accesso rapido alle informazioni durante un’emergenza. La trasformazione digitale, tuttavia, non coincide con la semplice conversione dei documenti in formato elettronico: significa progettare informazioni e procedure affinché siano comprensibili, interoperabili, aggiornabili e realmente disponibili nel momento in cui servono.
Una pubblicazione per approfondire e lavorare
La pubblicazione accompagna il lettore nella comprensione del PSEM e dei suoi contenuti, fornendo criteri, riferimenti metodologici e indicazioni operative per affrontarne la redazione, l’attuazione, il monitoraggio e l’aggiornamento. È rivolta ai direttori e alle direttrici, ai responsabili della sicurezza e delle emergenze, ai responsabili delle collezioni, ai conservatori, ai registrar, al personale tecnico e amministrativo e, più in generale, a tutte le persone che partecipano alla vita e alla gestione del museo.
Il Piano non può infatti essere costruito da una sola figura professionale. Richiede un lavoro interdisciplinare, capace di mettere in relazione conoscenza dell’istituto, competenze tecniche, organizzazione interna e collaborazione con i soggetti che operano sul territorio.
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Il PSEM in sintesi: una guida visuale
Accanto al volume è disponibile una guida visuale che sintetizza il percorso di costruzione del Piano di Sicurezza ed Emergenza Museale. Attraverso una rappresentazione immediata, l’infografica permette di riconoscere i principali elementi del PSEM, comprendere le relazioni tra analisi dei rischi, prevenzione, risposta e ripresa e individuare i soggetti da coinvolgere nelle diverse fasi.
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Attività prevista dal progetto ICOM Learning Center – L’acceleratore di competenze del sistema culturale italiano, selezionato tramite l’avviso pubblico finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura per la presentazione di proposte progettuali di capacity building per gli operatori della cultura, nell’ambito del PNRR, MISSIONE 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, COMPONENTE 3 – Turismo e cultura 4.0, MISURA 3 – Industrie culturali e creative, INVESTIMENTO 3.3 – “Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde”, Sub-investimento 3.3.1 “Interventi per migliorare l’ecosistema in cui operano i settori culturali e creativi, incoraggiando la cooperazione tra operatori culturali e organizzazioni e facilitando upskill e reskill” (Azione A I).