Il GdL sull’Accessibilità si costituisce per riflettere a livello teorico sulla definizione di Accessibilità e scambiare e condividere esperienze, criticità e soluzioni.
Il punto di partenza è l’urgenza di ampliare la concezione e l’applicazione dell’accessibilità, intendendola come una disciplina trasversale agli ambiti museali, un approccio sistemico fortemente centrato sull’esperienza del visitatore, portatore di diversi bisogni e preferenze di accesso. Il GdL propone, infatti, una visione dell’accessibilità che coinvolge l’intera istituzione museo nei suoi diversi dipartimenti e che, partendo dai bisogni e delle aspettative delle persone con disabilità, riguarda tutti i visitatori allo scopo di migliorarne l’esperienza di visita sul piano fisico, cognitivo, sensoriale, relazionale e sociale.
Per questo il GdL lavorerà per favorire l’adozione di pratiche e procedure che favoriscano la produzione di servizi e progetti culturali accessibili a ogni livello e ab origine, dalla didascalia all’allestimento di una mostra. Si tratta di un approccio che impatta sull’organizzazione generale del museo e coinvolge la sua policy e la sua leadership, per questo le proponenti si pongono l’obiettivo di coinvolgere, oltre a persone con disabilità o che vivono condizioni di fragilità e dei loro carer, studenti e ricercatori, professionisti museali afferenti ad altri ambiti, in particolare: curatori, conservatori, registrar, architetti progettisti di allestimenti e responsabili della manutenzione degli edifici, comunicatori, responsabili dei servizi di accoglienza al pubblico, educatori.
Negli anni precedenti, è stata attiva una Commissione Tematica sull’ambito dell’Accessibilità.
Tutti i musei hanno una soglia fisica e contemporaneamente costituiscono una soglia metaforica in quanto spazi che pongono in comunicazione le persone e il patrimonio culturale. Essendo luoghi sociali, al loro interno si incontrano persone con varie culture, provenienze, età, religioni, identità di genere e orientamenti sessuali.
Riconoscere le soglie è il primo passo per invitare a oltrepassarle trasformandole in confini permeabili che mettono in comunicazione.
Crippi, Lo spazio non è neutro. Accessibilità, disabilità. Abilismo, Napoli, Tamu, 2024
Griglié, G. Romeo, Per soli uomini. Il maschilismo dei dati, dalla ricerca scientifica al design, Torino, Codice Edizioni, 2021
Perec, Espèces d’espaces, éditions Galilée, Parigi, 1974 trad. it. G. Perec, Specie di spazi, Torino, Bollati Boringhieri, 2015
Ponzi (a cura di), Soglie. Per una nuova teoria dello spazio, Milano, Mimesis, 2012
Zanini, Significati del confine, Milano, Bruno Mondadori, 2002
DESIGN FOR ALL
Progettare per ogni persona e per tutte e tutti vuol dire considerare l’accessibilità non qualcosa di correttivo o integrativo ma come un principio di base, con la consapevolezza che quello che va a beneficio delle persone con disabilità migliora l’esperienza di ogni persona. Seguire il principio del Design for all vuol dire considerare i bisogni di tutti i visitatori evitando di progettare per corpi e menti che rispondono a una presunta “norma”.
Accolla, Design for all, Milano, Franco Angeli, 2025
Cetorelli, Luca Papi, Manuale di progettazione per l’accessibilità e la fruizione ampliata del patrimonio culturale. Dai funzionamenti della persona ai funzionamenti dei luoghi della cultura, Roma, CNR Edizioni, 2024. Versione digitale: https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/attivita/editoria/9788880806110_Manuale%20accessibilita.pdf
Chaney, Am I Normal? The 200-Year Search for Normal People (And Why They Don’t Exist), Londra, Wellcome Collection, 2022. Trad.it. Sono normale? Due secoli di ricerca ossessiva della “norma”, Torino, Bollati Boringhieri, 2023
Levent, A. Pacual-Leone,The Multisensory Museum. Cross-Disciplinary Perspective on Touch, Sound, Smell, Memory and Space, Lanham, Rowman&Littlefield, 2014
Lupton, A. Lipps, The Senses: Design Beyond Vision, New York, Princeton Architectural Press, 2018
MLA: The Museums, Libraries and Archives Council, Access for All Self-Assessment Toolkit: Checklist 1. Disability Access for Museums, Libraries and Archives
Tools and Approaches for Transforming Museum Experience, Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum, 2021
Universal Design 2024: Shaping a Sustainable, Equitable and Resilient Future for All, IOS Press, 2024 consultabile online:///C:/Users/irenb/Downloads/UD_2024_published.pdf
ACCOGLIENZA
L’accessibilità riguarda e coinvolge tutta l’istituzione, dalla dirigenza agli addetti al pubblico. Questo comporta ripensare gli spazi, gli strumenti i servizi e le attività in modo tale da incontrare i bisogni e i desideri di tutti i possibili visitatori e visitatrici. In questo processo l’accoglienza costituisce un punto fondamentale in quanto primo punto di contatto con i pubblici, per questo necessita una particolare cura e
attenzione. L’accoglienza, così come altra azione intrapresa dai musei, deve avere come fine ultimo “il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone” (Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, 2006).
Bitgood, Engaging the Visitor: Designing Exhibits That Work, Edimburgo, MuseumsEtc, 2013
Ciaccheri, Museum Accessibility By Design. A Systemic Approach to Organizational Change, American Alliance of Museums, Rowman&Littlefield, 2022
Fondazione Scuola Beni attività Culturali, Buone pratiche di prima accoglienza ad uso degli operatori museali. Guida breve all’accessibilità, 2022, consultabile online: https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/wp-content/uploads/2022/05/Buone-pratiche-prima-accoglienza-uso-operatori-museali.-Guida-breve-accessibilita.pdf
Heritage Lottery Fund, Making Your Project Accessible for Disabled People. Good-practice Guidance, 2012
Serra, F. Tartaglia, S. Venuti, Operatori museali e disabilità. Come favorire una cultura dell’accoglienza, Roma, Carrocci Faber, 2017
Ogni museo deve considerare le varie comunità, intese come sistemi relazionali, e rappresentarle. I musei possono anche favorire senso di connessione reciproca, permeabilità tra diversi gruppi e creare a loro volta comunità plurali. Come istituzione il museo deve inoltre assicurarsi che ogni visitatore e visitatrice si senta a proprio agio e riconosciuto/a come parte della comunità museale.
L. Amselle, Il museo in scena. L’alterità culturale e la sua rappresentazione negli spazi espositivi, Milano, Meltemi, 2017
Watson, Museums and Their Communities, Londra, Routledge, 2007
RELAZIONE
I musei sono luoghi di relazioni: tra i visitatori e il patrimonio, tra il personale e i visitatori e tra gli stessi visitatori e visitatrici. Costruire e coltivare relazioni solide e durature e un rapporto di fiducia con il territorio e con tutti gli stakeholder è essenziale per creare un museo accessibile.
All’interno di ogni museo inoltre favorire gli incontri e valorizzare le connessioni significa promuovere la cultura dell’accessibilità.
Bodo, a cura di, Il museo relazionale. Riflessioni ed esperienze europee, ed. Fondazione Giovanni Agnelli 2000;
Bourriaud, Esthétique relationnelle, Dijon, Les presses du réel, 1998. Trad. it. Estetica relazionale, Milano, Postmedia, 2010.
Eduard Glissant, Poetica della relazione, Quodlibet 2007
Hein, Learning in the museum, London, Routledge, 1998
Hooper-Greenhill, Museums and the Interpretation of Visual Culture, Londra, Routledge, 2000
PARTECIPAZIONE
La Convenzione di Faro (2005) incoraggia “ciascuno a partecipare al processo di identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione e presentazione dell’eredità culturale”.
Partecipare significa dare a ogni persona un ruolo attivo e il museo è chiamato ad ascoltare, stimolando e coltivando il potenziale creativo ed espressivo delle comunità, del territorio e di ogni singolo visitatore o visitatrice.
L’approccio partecipativo è un principio che trasforma il museo in un luogo di cittadinanza attiva dove le persone sono invitate a contribuire a nuovi processi e significati collettivi.
Dodd, R. Sandell, D. Jolly, C. Jones (a cura di) Rethinking Disability Representation in Museums and Galleries, RCMG, University of Leicester, 2008
Kidd, Museums in the New Mediascape: Transmedia, Participation, Ethics, Londra, Routledge, 2014
Steinbock, M. Bleeker, C. Mörsch, Re-visioning bodies, DNA #10, Lipsia, Spector books, 2022
Simon, The Participatory Museum, Museum 2.0, 2010
CO-PROGETTAZIONE
“Niente per noi senza di noi” è il motto che corrisponde al principio secondo il quale ogni persona ha il diritto di avere il controllo e la responsabilità delle scelte. Nei musei questo si traduce nella necessità costante di ascoltare e coinvolgere più segmenti di pubblico: varie figure professionali, persone con disabilità o chi vive particolari condizioni ma anche differenti età, culture, provenienza, identità di genere.
Co-progettare vuol dire creare insieme ai pubblici, utilizzare i sensi, altre lingue e linguaggi per poi valutare l’efficacia e il valore delle proposte, in uno scambio costante e reciproco.
AAVV, The constituent museum. Constellations of knowledge, politics and mediation, Valiz 2018
Gheno, Chiamami così. Normalità, diversità e tutte le parole nel mezzo, Trento, Il Margine, 2022
Simon, The art of relevance, Museum 2.0, 2016
BENESSERE
L’apporto della cultura e dei musei nel miglioramento del benessere e della salute individuale e collettiva è ormai ampiamente riconosciuto. I musei possono avere un impatto positivo sul benessere psicologico e sulla salute mentale delle persone contribuendo a ridurre lo stress, stimolare la creatività, il pensiero critico e l’interazione sociale.
Garantire un’ampia accessibilità (creando situazioni che favoriscono il comfort fisico, mentale ed emotivo dei visitatori) vuol dire pertanto anche contribuire a migliorare la salute in quanto fondamentale diritto dell’individuo della collettività.
Balzani (a cura di), Avere cura. Arte, persone, possibilità, Venezia, Marsilio Arte, 2024
Chatterjee, G. Noble, Museums, health and wellbeing. Londra, Routledge, 2016.
H. Falk,The value of museums: Enhancing societal well-being, Lanham, Rowman & Littlefield, 2021
Fancourt, S. Finn, Health evidence network synthesis report 67. What is the evidence on the role of the arts in improving health and wellbeing? A scoping review, WHO Regional Office for Europe, Copenhagen. Trad. it. a cura di CCW-Cultural Welfare Center, 2020-2021, consultabile online: https://culturalwelfare.center/3496-2/
J. Thomson, H. J. Chatterjee, UCL museum wellbeing measures toolkit, London, 2013, consultabile online: https://www.ucl.ac.uk/culture/sites/culture/files/ucl_museum_wellbeing_measures_toolkit_sept2013.pdf
AGENCY
Agency o agentività è la capacità di agire attivamente e trasformativamente nel contesto in cui si è inseriti, capacità che nasce dalla convinzione di poter esercitare una influenza nelle situazioni o sullo stato delle cose.
Ci sono due tipi di agency da incoraggiare: quella di ogni persona all’interno del contesto museale e quella degli stessi musei nella società dove, in virtù del loro ruolo e responsabilità possono generare un cambiamento positivo.
Acanfora, In altre parole. Dizionario minimo di diversità, Firenze, Effequ, 2021
Dodd, R. Garland-Thomson, R. Sandell (a cura di), Re-Presenting Disability: Activism and Agency in the Museum, Abingdon-New York, Routledge
Murgia, Stai zitta, Torino, Einaudi, 2021
ATTIVISMO
I musei e le narrazioni che propongono non possono essere né oggettive né neutrali: è partendo da questa consapevolezza che occorre ripensare il modo con il quale il patrimonio viene allestito, interpretato, comunicato. Auspichiamo che nella progettazione di mostre, musei e in generale negli spazi del vivere comune vengano considerati menti e corpi non conformi, scardinando l’idea di una “norma” con la quale sono organizzati ancora ambienti ed eventi.
Crediamo che musei, spazi espositivi e istituzioni culturali possono essere promotori essenziali di un cambiamento verso una società più equa.
Black, Museums and the Challenge of Change. Old Institutions in a New World, Abingdon – New York, Routledge, 2021
Bodo, A. Cimoli (a cura di),Il museo necessario. Mappe per tempi complessi, Busto Arsizio, Nomos Edizioni, 2023
Cachia, Curating Access. Disability Art Activism and Creative Accommodation, Abingdon-New York, Routledge, 2023
R. Janes e R. Sandell R. (a cura di), Museum Activism, Abingdon-New York, Routledge, 2019.
Raicovich, Culture Strike. Art and Museums in an Age of Protest, London, Verso, 2021. Trad. it. Lo sciopero della cultura. Arte e musei nell’epoca della protesta, Busto Arsizio, Nomos, 2022
Il GdL accessibilità di ICOM Italia propone cinque interviste a professionisti e professioniste nell’ambito culturale per approfondire alcuni aspetti della pratica museale in ottica accessibile.
Questi appuntamenti, in diretta online sulla piattaforma ZOOM di ICOM Italia e registrati, completano il precedente appuntamento 10 parole per l’accessibilità museale che aveva aperto la discussione con un taglio teorico. La finalità è quella di dialogare intorno a esperienze che hanno dimostrato una particolare attenzione all’accessibilità intesa come approccio sistemico.
Il webinar si propone di riflettere su dieci parole chiave pensate per i musei: dieci concetti per espandere l’idea di accessibilità ascoltando diverse voci e vari punti di vista. Questa occasione di confronto vuole essere un punto di partenza per condividere un vocabolario comune e sostenere le istituzioni e le persone che a vario titolo lavorano per ripensare i luoghi della cultura in ottica ampia, aperta e accessibile.
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