ICOM Italia ricorda Michele Lanzinger

La Presidente, il Consiglio Direttivo, il Comitato dei Probiviri e la Segreteria di ICOM Italia si stringono con affetto intorno alla famiglia di Michele Lanzinger, che il 30 maggio 2026 ci ha lasciati.

Michele Lanzinger è stato presidente di ICOM Italia dal 2023 al 2025 e ha ricoperto lungo l’arco di vent’anni importanti incarichi nei comitati nazionali e internazionali, fornendo alla nostra comunità un contributo originale di idee e di proposte, oltre che di iniziative ed esperienze concrete. Per l’Italia è stato consigliere nazionale dal 2004 al 2009 e dal 2016 al 2022 e proboviro dal 2010 al 2013, a livello internazionale ha partecipato al Comitato per i musei e le collezioni di storia naturale NATHIST e soprattutto, fin dalla sua costituzione nel 2023, è stato nel board del gruppo di lavoro, poi Comitato internazionale, SUSTAIN sui Musei per lo sviluppo sostenibile, riportando anche nel nostro paese l’esigenza di un impegno concreto dei musei per contrastare i cambiamenti climatici e combattere le diseguaglianze e le ingiustizie sociali. In questo ambito nasce il suo più recente progetto, il Network dei Musei dei Futuri, in collaborazione con ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Nel novembre 2025 è stato eletto nel board di ICOM Europe.

A parte gli altri importanti incarichi (tra i quali, la presidenza dell’ANMS dal 1996 al 2024, il board di ECSITE dal 2008 al 2016, i comitati scientifici del MSN di Bolzano, della Fondazione Musei senesi, del MSN di Macerata) la sua vita (e la sua fama) era legata al Muse di Trento, di cui è stato ideatore del concetto e responsabile del progetto espositivo, nonché direttore fino al 2024.

ICOM ha potuto godere della sua formazione scientifica, della sua competenza e della sua visione di museologia innovativa e senza pregiudizi, nella quale ha lasciato un segno importante indirizzato all’attivismo dei musei nella contemporaneità e un invito alla riflessione sui musei del futuro.

Futuro che per lui è stato interrotto troppo presto, lasciando nella comunità di ICOM un grande vuoto. Abbiamo perso un amico e un punto di riferimento, anche perché le sue qualità professionali erano accompagnate da doti di simpatia e di apertura, di umiltà e ironia non disgiunte dalla perseveranza da “montanaro”, quale Michele si definiva: tratti di una personalità riservata ma allo stesso tempo intuitiva e comunicativa, che gli hanno valso la stima e l’affetto di chi l’ha conosciuto.

E avvalendoci delle parole di affetto di una delle persone che l’ha frequentato da più tempo all’interno di ICOM, ci fa piacere riportare di seguito il ricordo che Alberto Garlandini ha scritto in onore del collega e amico.

 

Oggi Michele Lanzinger ci ha improvvisamente lasciato! È una perdita terribile per la sua amata Giuliana e per la sua famiglia, per ICOM, per la comunità internazionale dei musei e per me che per più di trent’anni gli sono stato amico e compagno di lavoro in una appassionante avventura nei musei e per i musei.

Ci siamo conosciuti e immediatamente apprezzati umanamente e professionalmente negli anni Novanta quando Michele era il giovane direttore del Museo tridentino di scienze naturali ed io iniziavo il mio impegno per i musei e per ICOM.  Ricordo il nostro primo incontro nelle sale di quello che era un museo ospitato in spazi inadeguati in via Calepina a Trento, piccolo ma con collezioni di grande valore.  Michele ha sempre voluto ribadire la sua formazione scientifica come geologo e in quegli anni la arricchì con l’esperienza museologica sul campo. Già nelle discussioni degli anni Novanta Michele sapeva guardare lontano e costruiva quell’approccio e quella visione innovativa che hanno segnato nel nuovo secolo la costruzione del Muse di Trento. Il Muse di cui è stato direttore fino al 2024 deve il suo successo a lui almeno quanto a Renzo Piano.

Ricordo varie visite con lui al cantiere del Muse e sono uno dei tanti testimoni dell’interazione complessa e proficua che si realizzò tra un architetto e museografo internazionale come Renzo Piano e un museologo di visione ed esperienza come Michele.  Tutti a Trento e nella comunità museale sanno quanto si deve a Michele l’eccellenza del Muse, sia nella progettazione sia nella gestione dal 2014 in poi. Quando è andato in pensione ha lasciato un’eccellenza internazionale di cui possono essere orgogliosi la comunità museale nazionale, il Trentino, il nuovo direttore Massimo Bernardi e tutti quanti hanno lavorato con lui e continuano a farlo con professionalità e dedizione. La sua intelligenza, le sue competenze e il suo entusiasmo lo hanno portato ai vertici delle associazioni museali italiane e internazionali dapprima come Presidente dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici e poi come Presidente di ICOM Italia e leader europeo in ICOM Europe.

Michele era profondamente e orgogliosamente legato alla sua terra e alle sue montagne trentine. Con la sua tipica modestia, gli piaceva autodefinirsi un uomo delle montagne. Era una persona schiva che non amava mettersi in mostra a parole bensì con i fatti e i risultati.  Ciò che tutti gli riconoscevano erano un’ intelligenza sorprendente e una capacità propositiva e di innovazione che esprimeva in tutti i dibattiti museologici e culturali nazionali e internazionali a cui partecipava. Michele in ogni suo discorso e ragionamento, sia in pubblico sia nelle piacevoli conversazioni attorno a un tavolo o facendo una passeggiata,  sapeva introdurre una riflessione e un punto di vista inedito che ti colpiva, lasciava il segno e su cui si costruivano nuove idee e azioni.  Michele non era mai convenzionale e non seguiva l’ovvietà e non è un caso che l’ultimo discorso che il destino gli ha permesso di regalarci è stato proprio sui musei del futuro nello scorso dicembre all’Ara Pacis di Roma.

Caro Michele, per tanti anni ci hai guardato, aiutato e guidato dall’alto delle tue montagne. Sono certo che continuerai a farlo anche d’ora in poi un po’ più in alto. Ci manchi e ci mancherai sempre più, caro Michele.

Un grande abbraccio.  

Alberto Garlandini

 

 

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