La Definizione di Museo di Vienna del 2007

La Definizione di Museo di Vienna del 2007

La definizione di museo approvata a Vienna nel 2007 rappresentò, per oltre quindici anni, un riferimento essenziale per la comunità museale internazionale.

Fu adottata il 24 agosto 2007, nel corso della XXII Assemblea Generale di ICOM, e inserita nello Statuto dell’Organizzazione, assumendo un valore normativo e deontologico riconosciuto a livello mondiale.

 

🇬🇧 Il testo ufficiale, in inglese:

A museum is a non-profit, permanent institution in the service of society and its development, open to the public, which acquires, conserves, researches, communicates and exhibits the tangible and intangible heritage of humanity and its environment for the purposes of education, study and enjoyment.”

🇮🇹 La traduzione italiana: 

Il museo è unistituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali delluomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto.”

 

Questa traduzione fu recepita anche nella normativa italiana. Il Decreto ministeriale MiBAC del 23 dicembre 2014, Organizzazione e funzionamento dei musei statali, all’articolo 1 ne riprese integralmente il testo, aggiungendo una precisazione finale:

“…promuovendone la conoscenza presso il pubblico e la comunità scientifica.”

In tal modo, la formulazione di Vienna divenne la base giuridica e culturale della politica museale italiana nel decennio successivo, orientando la redazione di statuti, regolamenti e linee guida dei musei statali e civici.

 

Il contesto e il percorso di revisione

La definizione del 2007 fu il risultato di un lungo processo di revisione interna a ICOM, avviato nei primi anni Duemila per aggiornare la formulazione del 1974. Nel 2003, il Consiglio Esecutivo di ICOM, rappresentato dal nordamericano Gary Edson, decise di avviare la revisione, evidenziando alcune incompatibilità tra i criteri di ammissione di professionisti, istituzioni e servizi dell’organizzazione.

Tra il 2003 e il 2004, su invito di ICOM, diversi teorici appartenenti ai Comitati internazionali proposero nuove idee e prospettive per ridefinire i termini e i concetti del testo ufficiale. Parallelamente, il Comitato Internazionale per la Museologia (ICOFOM) stava sviluppando un proprio progetto terminologico, coordinato dal museologo francese André Desvallées: il Thesaurus of Museology, avviato nel 1993, volto a raccogliere e confrontare differenti visioni su oltre venti termini chiave della museologia, tra cui “museo”. All’inizio degli anni Duemila, ICOFOM intraprese un nuovo percorso teorico con l’obiettivo di elaborare una definizione aggiornata di museo in risposta alla richiesta di ICOM.

Tra il 30 giugno e il 2 luglio 2005, i membri del Comitato si riunirono a Calgary (Canada), trasformando il consueto simposio annuale in un forum interamente dedicato al tema. Durante quell’incontro furono sollevate questioni teoriche cruciali e proposta una nuova formulazione da sottoporre a ICOM:

 

The museum is an institution for the benefit of society, devoted to exploring and understanding the world by researching, preserving and communicating, notably through interpretation and exhibition, tangible and intangible evidence that constitutes the heritage of humanity. It is a not-for-profit institution”

 

Questa proposta metteva in evidenza il ruolo della ricerca, della conservazione e della comunicazione, in linea con il modello museologico sviluppato dall’olandese Peter van Mensch. Fu inoltre la prima definizione a menzionare esplicitamente la categoria del patrimonio immateriale.

L’incontro di Calgary propose anche che la definizione di museo venisse considerata da ICOM come un testo dinamico, da aggiornare periodicamente in relazione agli sviluppi del settore museale. Nonostante i dibattiti teorici portati avanti da ICOFOM, ICOM adottò nel 2007 una nuova definizione solo parzialmente modificata rispetto a quella precedente. Essa riprendeva i termini del 1974, ma sostituiva la formula “testimonianze materiali dell’uomo” con “patrimonio materiale e immateriale dell’umanità”, in coerenza con la Convenzione UNESCO del 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (Consulta il documento sul sito dell’UNESCO).

La definizione di Vienna portò con sé un’importante innovazione: l’assenza dell’elenco degli istituti che, pur non essendo musei in senso stretto, potevano essere considerati tali. Questa scelta rispondeva alla volontà di rendere la definizione più universale e meno normativa. L’elenco fu pertanto trasferito nelle Internal Rules di ICOM, dove è tuttora presente (Versione attuale delle Internal Rules, approvata nel 2017).

 

Vuoi leggere la storia completa della Definizione di Museo? Clicca qui