International Museum Day 2020: President’s Message

Dal sito di ICOM International:

Today, as every 18th of May since 1977, the global museum community comes together for the International Museum Day. This year, the celebration is being marked in the most exceptional circumstances since its establishment. It seems like a strange time to celebrate, as thousands of museums remain closed and the uncertainty of what will happen in the coming months overwhelms our thoughts. Yet it is precisely now that we need to spread the message of the International Museum Day.

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Il museo che verrà: inclusivo e accessibile | 22 maggio 2020 | Guarda il video!

GUARDA IL VIDEO!

Il webinar dal titolo Il Museo che verrà: inclusivo e accessibile si terrà nell’ambito di Grand Tour Museivenerdì 22 maggio, ore 10. L’appuntamento è organizzato dal Coordinamento Regionale Marche di ICOM Italia e prevede un confronto tra referenti e operatori museali sui progetti di inclusione e accessibilità realizzati dai nostri musei marchigiani.

Per informazioni sulle modalità di collegamento: marche@icom-italia.org

PROGRAMMA

Riciclo allestimenti museali | L’indagine avviata dal Gruppo di Lavoro del Coordinamento Regionale Lombardia

Il Gruppo di Lavoro Riciclo degli allestimenti museali del Coordinamento Regionale Lombardia di ICOM Italia ha messo a punto un breve questionario, rivolto per ora ai soli Musei lombardi, con lo scopo di avviare un’indagine sulle buone pratiche di sostenibilità ambientale che riguardano gli allestimenti museali.

Questo strumento intende semplicemente mappare le esperienze di riciclo in atto, fare emergere esigenze e necessità, raccogliere spunti, capire se è possibile iniziare a tessere una rete di collaborazioni e di scambi e incoraggiare buone pratiche che favoriscano la sostenibilità delle risorse, sia economiche che ambientali. Come è noto, infatti, il tema della sostenibilità è oggetto di attenzione crescente anche in ambito museale ed è verosimile che nel prossimo futuro divenga sempre più cogente pure in relazione a bandi e finanziamenti.

Il questionario è molto breve e non si impiegano che pochi minuti per compilarlo.
Scadenza per la compilazione: domenica 14 giugno.

Per ogni informazione e chiarimento potrete rivolgervi a: allestimenti.sostenibili@icom-italia.org

Dona ora il 5X1000 a ICOM Italia e sostieni la comunità museale!

Grazie all’impegno di oltre 1300 Soci, che a novembre del 2019 a Roma nell’Assemblea Straordinaria hanno votato le modifiche di Statuto, ICOM Italia ha ottenuto il riconoscimento giuridico e può ora essere indicata come destinatario del 5X1000 nella denuncia dei redditi.

L’impegno di ICOM Italia è a sostegno della comunità museale italiana. I proventi del 5X1000 saranno destinati ad attività definite attraverso un percorso partecipativo.

CODICE FISCALE
11 66 111 01 52

Il  5×1000 indica una quota dell’imposta IRPEF, che lo Stato italiano ripartisce per dare sostegno a Enti che svolgono attività socialmente rilevanti. Non si tratta di una donazione opzionale, ma di una quota che comunque viene assegnata: ogni contribuente destina all’Ente prescelto il 5X1000 delle proprie imposte effettive.

Confidiamo che la Vostra scelta ricada sulla nostra Associazione!

Come fare?

  1. nella parte dei modelli di dichiarazione (modello Redditi Persone fisiche, modello 730, scheda allegata alla Certificazione unica) dedicata alla SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF, individuare il riquadro FINANZIAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI TUTELA, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI (SOGGETTI DI CUI ALL’ART.2, COMMA 2, DEL D.P.C.M. 28 LUGLIO 2016)
  2. apporvi la firma
  3. inserire il Codice Fiscale di ICOM Italia: 11 66 111 01 52.

 

Nel caso in cui utilizziate un intermediario per la compilazione della dichiarazione dei redditi (commercialista, CAF o altro professionista), chiedetegli esplicitamente di donare il 5X1000 ad ICOM Italia, inserendo il seguente C.F. 11 66 111 01 52.

Scarica le immagini della campagna 5X1000 di ICOM Italia e diffondile, aiutandoci a sostenere il mondo dei Musei italiani! 

Cliccando sull’immagine, questa si ingrandisce e con il tasto destro del mouse è possibile copiarla o salvarla.

Riapertura dei musei, tra criticità, soluzioni e nuove prospettive | Coordinamento Regionale Sicilia di ICOM Italia, 4 giugno 2020, 17:00-19:00

L’obiettivo dell’incontro è quello di condividere riflessioni e buone pratiche da attuare per la riapertura dei musei dopo l’emergenza sanitaria, stimolando al contempo un confronto sul ruolo e le nuove prospettive che i musei sono chiamati a delineare in una società inevitabilmente diversa.

L’incontro è rivolto ai Soci del Coordinamento Regionale Sicilia di ICOM Italia, ma aperto alla partecipazione di chiunque fosse interessato previa registrazione.

L’incontro si terrà su piattaforma GoToMeeting. Per partecipare all’iniziatva è necessario registrarsi online. Il link per collegarsi alla piattaforma sarà inviato all’email indicata in fase di registrazione.

PROGRAMMA

Museum, museum professionals and COVID-19. Il rapporto di ICOM e UNESCO

Dal sito di ICOM International:

Nel Rapporto di ICOM e UNESCO sono pubblicati i risultati dell’indagine condotta tra i 7 aprile e il 7 maggio 2020 attraverso un questionario online diffuso in tutto il mondo. 1600 le risposte fornite da operatori e responsabili delle istituzioni, di cui il 46% raccolte in 39 paesi europei.

L’analisi ha toccato cinque aspetti:

  1. la chiusura e la situazione dello staff
  2. l’impatto economico stimato
  3. le attività digitali e la comunicazione
  4. la sicurezza e conservazione
  5. un approfondimento su liberi professionisti e consulenti dei musei.

Dalla situazione di crisi registrata si potrà ripartire solo se interverranno significativi interventi pubblici e privati per sostenere i musei e proteggere professionisti e lavoratori autonomi con contratti precari.

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NEMO survey on the impact of the COVID-19 situation on museums in Europe

Il Rapporto finale dell’indagine – che aveva lo scopo di documentare l’impatto economico prodotto dalla chiusura e di dimostrare allo stesso tempo le opportunità offerte dal digitale – ha analizzato circa 1000 risposte raccolte tra il 24 marzo e il 30 aprile da musei di 48 paesi, in maggioranza europei.

Il campo di approfondimento – analogo a quello proposto dal rapporto ICOM / UNESCO – tocca gli aspetti della crisi causata dal blocco dei flussi turistici e della mobilità dei cittadini e l’impatto sull’occupazione, particolarmente negativa sui liberi professionisti e i volontari. D’altra parte 4 musei su 5 hanno registrato un aumento delle visite online, con un’oscillazione tra il 10% e 150% e la loro presenza è stata tanto più efficace quanto più i Musei sono stati in grado di cambiare i compiti del proprio staff o implementare le risorse destinate.

Dallo studio effettuato emergono alcune esigenze prioritarie che si tramutano in altrettante raccomandazioni dirette da NEMO agli stakeholders a tutti i livelli:

  • fornire un supporto economico adeguato da parte dei governi europeo, nazionali, regionali e locali per mitigare le perdite, assicurare il mantenimento del personale e sostenere nei musei le azioni di adattamento necessarie dopo la pandemia;
  • investire nel patrimonio culturale digitale, in termini di infrastrutture e di servizi; armonizzare le modalità di rilevazione delle visite on line; produrre un’offerta digitale creativa sulle collezioni e i loro ricchi contenuti;
  • preparare i musei in previsione di eventuali emergenze, rivedere gli assetti organizzativi e intensificare nuovi metodi di lavoro più flessibili; promuovere un maggiore collegamento con il contesto transnazionale in una logica di rete.

ISTAT. I musei statali al tempo del COVID-19

Il breve report di ISTAT TODAY del 21 maggio 2020, che analizza alcuni dati dell’indagine censuaria sui musei, monumenti e aree archeologiche italiane relativa all’anno 2018, pone in evidenza, oltre al quadro complessivo degli istituti statali e non statali, alcuni elementi di particolare interesse per la valutazione dell’impatto della pandemia: in particolare vi sono evidenziati alcuni dati rilevati sulla digitalizzazione (disponibilità di sito web, account sui social media, catalogo online, visite virtuali).

L’utilizzo dei dati mensili 2019 dei visitatori prodotti dal MiBACT ha fornito inoltre un’indicazione sullo scenario che era atteso per 2020 e quindi un’ipotesi dei mancati introiti dei musei statali nel periodo di chiusura: nei mesi di marzo-aprile-maggio dello scorso anno le strutture statali avevano registrato 17 milioni di visitatori con introiti lordi per 69 milioni di euro e si può prevedere che, se si fosse confermato il trend di sviluppo in atto prima della pandemia, avrebbero raggiunto i 19 milioni di visitatori con circa 78 milioni di euro di introiti.

Editoriale del 3 giugno 2020

Mentre sembra terminata la fase più acuta della pandemia e alcuni Musei riaprono le porte ai visitatori, si cerca di tracciare un primo bilancio degli effetti della chiusura e si avanzano timide previsioni per il futuro.

Organizzazioni mondiali come ICOM o europee come NEMO hanno pubblicato i rapporti finali (riportati sul nostro sito) di indagini condotte più o meno nello stesso periodo attraverso la compilazione di questionari online da parte di responsabili e professionisti di Musei. I risultati hanno messo in evidenza i cambiamenti prodotti dal lockdown nell’organizzazione e svolgimento delle attività (la larghissima adozione dello smartworking, l’incremento dell’impiego del digitale, la ricerca di nuove modalità di comunicazione e interazione con pubblici più ampi e diversificati) e hanno cercato di descrivere la dimensione della crisi e le previsioni per il futuro (non proprio rosee, se il 12,8% dei Musei per ICOM pensa di non poter riaprire).

Per quanto riguarda le perdite economiche, esse risultano più rilevanti nei grandi musei meta del turismo internazionale (che copre fra il 75% e l’80% del budget) e nei musei privati che traggono le loro entrate quasi esclusivamente dalle vendite di biglietti e servizi. In Italia ISTAT ha stimato solo per i musei statali circa 78 milioni di euro.

La maggior parte dei Musei ha dichiarato di non aver licenziato i propri dipendenti, ma di essere costretto a ridurre le spese non rinnovando i contratti con i free lance e interrompendo le attività di volontariato. Tuttavia la stessa indagine ICOM / UNESCO ha difficoltà a ricostruire l’impatto della crisi su imprese individuali e liberi professionisti, per il numero ridotto di rispondenti (di questi comunque il 22% non ha avuto il rinnovo del proprio contratto durante il lockdown eil 56% teme sia a rischio il proprio impiego)

Entrambe le Organizzazioni (come del resto l’American Association of Museums) concludono le loro analisi riportando le gravi preoccupazioni degli operatori e richiamando l’assoluta necessità di consistenti interventi pubblici e privati per sostenere i Musei e proteggere professionisti e lavoratori autonomi con contratti precari.

Ma come possono intervenire i governi, alle prese con la crisi economica più grave dal dopoguerra? E come si è mosso in particolare il governo italiano?

In una fase di emergenza non si poteva che operare a tutela degli individui in maggiore difficoltà, dei lavoratori non tutelati da contratti a tempo indeterminato, ed è quanto ha cercato di fare con il “Cura Italia” attraverso l’estensione della cassa integrazione al nostro settore e la più generale misura a favore delle c.d. “partita IVA”.  Ma per quanto riguarda le imprese che operano nei Musei e attorno ai Musei, e che come sappiamo hanno un ruolo rilevante nel sistema complessivo dei servizi al pubblico e dell’offerta culturale, sembra non si sia fatto abbastanza.

Il DL Rilancio del 19 maggio interviene ora finalmente anche a favore dei Musei, cioè degli Istituti che dovrebbero rimettere in moto le attività e quindi il mercato, proprio e indotto, e l’occupazione. Ma a parte l’entità dei finanziamenti (certi per i musei statali, ma ancora non ben definiti per gli altri), che non consentirà comunque di coprire le richieste di tutti, quali saranno i destinatari: solo i musei privati, ecclesiastici, o anche i musei civici? E in quale direzione saranno orientati? Saranno destinati solo a coprire (in parte) le perdite subite e finanziarie le misure per la riapertura o saranno anche legate alla programmazione di particolari attività, rilevanti per le comunità territoriali e per lo sviluppo sostenibile?

Le norme sono molto scarne e rimandano praticamente tutto ai decreti attuativi.  Difficile quindi esprimere per ora una valutazione. ICOM Italia, tuttavia, nelle sue interlocuzioni con il Ministero ha raccomandato di non effettuare interventi a pioggia ma di sostenere le strategie dei musei che tendono ad allinearsi con i livelli di qualità previsti per accedere al Sistema Museale Nazionale e che siano comunque in grado (individualmente o in forma associata) di svolgere, grazie alla presenza di personale qualificato, un ruolo attivo nei rispettivi territori, contribuendo al benessere delle persone, alla diffusione della conoscenza, alla creatività, alla costruzione di valori condivisi, magari rimettendo in discussione le loro politiche o l’ordine di priorità degli obiettivi da raggiungere.

Nasce il nuovo Gruppo di Lavoro di ICOM Italia dedicato a Reti e sistemi

Il Gruppo di Lavoro Reti e sistemi ha l’obiettivo di

  • ricercare, studiare ed analizzare l’elaborazione di linee guida per l’attivazione di reti e sistemi territoriali tra istituzioni culturali pubbliche, private, realtà produttive, soggetti del Terzo settore
  • definire percorsi formativi di aggiornamento dedicati ai professionisti museali, amministratori e responsabili del patrimonio
  • individuare azioni congiunte con biblioteche, archivi, teatri ed attività di spettacolo;
  • individuare ed eventuale attivare progetti pilota

Membri del Gruppo di Ricerca
Daniela Tisi – Coordinatore
Manuel Roberto Guido
Luca Introini
Vito Lattanzi
Tiziana Maffei
Annamaria Ravagnan
Marcello Tagliente

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