Buon anno da ICOM Italia!

Cari soci, cari amici,

l’anno appena concluso ci restituisce immagini discontinue e sensazioni contrastanti, di soddisfazione per il grande lavoro svolto dai professionisti museali, da remoto e in presenza, e per l’impegno dei musei a reinventarsi, di preoccupazione per i problemi ancora irrisolti. Nonostante una maggiore diffusa consapevolezza dell’importanza della cultura e il riconoscimento pubblico del ruolo dei Musei per lo sviluppo sostenibile e il benessere individuale e collettivo, resta ancora molto da fare per un sostegno efficace del settore.

Indubbiamente il 2021 è stato un anno meno critico del precedente, ma ha confermato, soprattutto nei primi mesi, situazioni di instabilità e incertezza legati alle chiusure e alle limitazioni nell’accesso agli istituti di cultura, che hanno avuto ancora riflessi negativi sulla loro piena operatività e sull’occupazione, soprattutto negli istituti non statali e nelle strutture più fragili.

Nei mesi estivi si sono registrati segnali incoraggianti con la graduale, seppur timida ripresa del turismo internazionale e della frequentazione di musei, cinema e teatri da parte degli italiani, cui ha fatto seguito nel periodo autunnale una vera e propria esplosione di mostre ed eventi, finalmente in presenza, organizzati con rinnovato impegno ed entusiasmo dagli operatori culturali, che speravano in una definitiva uscita dal tunnel.

Ed ora? In questi ultimi giorni, la diffusione di una nuova variante del Covid sembra frenare il nostro ottimismo, nel timore che le misure di prevenzione e le preoccupazioni della popolazione possano mettere a rischio quanto faticosamente riconquistato.

Eppure, non dobbiamo sottovalutare alcuni fattori importanti registrati a livello politico, nazionale e internazionale: le prese di posizione dei Ministri della Cultura dei 20 paesi più industrializzati del mondo, riuniti per la prima volta sotto la presidenza italiana a Roma, raccolte nella dichiarazione finale. e le azioni concrete intraprese dal governo italiano per sostenere e rilanciare il settore culturale.

Gli investimenti previsti dal PNRR che riguarderanno direttamente o indirettamente i musei e gli altri istituti di cultura potranno produrre effetti benefici, nei prossimi anni, soprattutto per quanto riguarda la digitalizzazione del patrimonio, l’accessibilità, l’efficientamento energetico, la ricerca, la rivitalizzazione dei centri minori. Si tratta di un processo che va strettamente presidiato in maniera rigorosa e propositiva. ICOM Italia ha già avviato contatti utili per un coinvolgimento attivo delle Associazioni museali italiane nei vari settori.

Il principale rammarico è che i fondi non possano esser destinati anche al reclutamento di figure professionali essenziali per assicurare livelli di qualità adeguati, in linea con quanto previsto per l’accreditamento nel Sistema Museale Nazionale. Le stesse risorse destinate alla formazione – che pure ha avuto negli ultimi due anni un grande slancio grazie all’azione meritoria della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali – rivestono un’enorme importanza per l’ampliamento delle competenze e la diffusione di una visione lungimirante e di un linguaggio comune fra gli operatori, ma si rivolge prevalentemente a chi è già occupato.

La difficoltà di acquisire personale qualificato – a fronte di un’enorme quantità di giovani laureati e specializzati – resta a nostro avviso il problema più grave, che investe il Ministero della Cultura (che ha bandito nuovi concorsi, a volte migliorabili nel loro approccio, ma non potrà risolvere in tempi brevi le gravi carenze d’organico), ma soprattutto molti Enti locali, i quali per motivi diversi, di ordine finanziario e “culturale”, non possono o non intendono investire sulle professionalità museali e in particolare su una figura qualificata e pienamente responsabile di direzione.

ICOM Italia assicura che su questo tema continuerà ad impegnarsi, prendendo posizione chiara su bandi e attribuzioni d’incarico non rispondenti alle indicazioni della Carta delle professioni museali e non remunerate in modo adeguato, ma soprattutto studiando possibili proposte per incentivare l’occupazione qualificata, d’intesa con le altre associazioni, attraverso linee guida, norme, misure finanziarie ad hoc da parte del Ministero della Cultura e degli Enti territoriali,

Non è questa la sede per dar conto delle attività svolte da ICOM Italia nel 2021 (ci affideremo per questo al Bilancio Sociale che, giunto alla sua quarta edizione, sarà pubblicato nei prossimi mesi), ma chi ci ha seguito attraverso la newsletter, il sito e i canali social sa quanto intenso sia stato il lavoro di confronto, di aggiornamento, di scambio con voi, attraverso riunioni e webinar online, organizzati a livello nazionale e locale, con l’ausilio dei Coordinamenti Regionali, delle Commissioni Tematiche e dei Gruppi di Lavoro e l’impegno straordinario della nostra Segreteria.

L’Assemblea Nazionale tenutasi finalmente in presenza a Paestum il 28 novembre, nel contesto della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, e il Convegno sulla valorizzazione integrata del patrimonio che l’ha preceduta hanno confermato la sintonia, la vitalità e la determinazione di un gruppo sempre più ampio di persone disponibili a mettere in gioco le proprie esperienze e competenze, investendo tempo e risorse individuali.

Il prossimo anno, ultimo del mandato dell’attuale Consiglio Direttivo, sarà un anno particolarmente importante per ICOM.

Per il Comitato italiano, perché saranno portati a conclusione e diffusi i risultati di progetti che hanno riguardato temi centrali: dal contributo dei musei agli obiettivi di sviluppo sostenibile alle diverse forme di cooperazione per la gestione e la valorizzazione, dall’educazione al patrimonio e formazione/reclutamento di professionisti dedicati, ai problemi legati a diritto d’autore nel web, licenze libere, digitalizzazione e accesso al patrimonio culturale. Altri progetti, in partenariato o con il sostegno di altri soggetti, riguarderanno la sperimentazione di nuove forme di progettazione e gestione condivisa, il continuo approfondimento di temi legati al digitale, l’applicazione di nuove tecnologie alla sicurezza dei beni e delle persone e al monitoraggio ambientale, e molto altro.

A livello internazionale per ICOM, che ha appena festeggiato 75 anni di attività e conta ormai una presenza in 134 paesi del mondo, sarà l’anno in cui si rinnovano le cariche elettive del Presidente, dei membri dell’Executive Board e dei board dei Comitati Internazionali e quello in cui si dovrebbe concludere il lungo e complesso processo di modifica della definizione di museo, che sarà votata nel corso della Conferenza Generale di Praga alla fine d’agosto.

Vi invitiamo quindi a seguire attraverso il sito internazionale e le nostre comunicazioni la preparazione della Conferenza e di partecipare numerosi agli eventi previsti, per rafforzare la presenza della comunità museale italiana e riportare in Italia gli echi degli orientamenti internazionali.

Carissimi soci e amici di ICOM, siamo certi che non mancherete di farci sentire anche nel 2022 il vostro sostegno e, se lo meritiamo, la vostra fiducia e il vostro affetto. Noi siamo orgogliosi della responsabilità che ci avete affidato e speriamo di rappresentarvi degnamente.

Adele Maresca Compagna
Presidente ICOM Italia