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Bollettino Geologico della Teverina - Museo Geologico e delle Frane

1. Titolo del progetto

BOLLETTINO GEOLOGICO DELLA TEVERINA

 

2. Soggetto/i proponente/i

Associazione Culturale “Geo Teverina”, Bagnoregio (Viterbo)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Geologico e delle Frane

Palazzo Alemanni, Piazza San Donato, Civita di Bagnoregio (Viterbo)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Amministrazioni comunali e cittadini dei sei comuni della Teverina (Lazio, provincia di Viterbo): Bagnoregio, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d’Agliano, Graffignano, Lubriano.

 

5. Cosa

Il “Bollettino geologico della Teverina” è una pubblicazione divulgativa semestrale on-line a cura dello Staff del “Museo Geologico e delle Frane” di Civita di Bagnoregio (VT). La rivista raccoglie e rende fruibili alla comunità le osservazioni sui fenomeni di instabilità che vengono svolte quotidianamente dai geologi del Museo “vivendo” il territorio, ed espone, con linguaggio semplice e comprensibile da tutti, le nozioni geologiche che hanno ricaduta pratica nella vita dei cittadini.

 

6. Obiettivi

L’iniziativa è finalizzata alla salvaguardia del territorio alla diffusione della cultura della prevenzione, attraverso la raccolta di dati ed una costante opera di divulgazione e informazione alla cittadinanza, che viene da un lato dotata dei basilari strumenti conoscitivi per acquisire consapevolezza delle dinamiche e dei problemi del proprio territorio, e dall’altro viene stimolata ad attuare un coinvolgimento attivo con il Museo attraverso la segnalazione dei fenomeni potenzialmente pericolosi.

 

7. Strategie

Il “Bollettino geologico della Teverina” viene pubblicato ogni sei mesi in formato sfogliabile e in pdf sul sito del Museo Geologico e delle Frane. Ciascuna uscita viene promossa attraverso:

-       la diffusione ai mezzi di informazione (e sulla pagina Facebook del Museo) di un comunicato stampa in occasione dell'uscita di ciascun numero;

-       l’upload dell’intero numero sulla pagina Facebook della rivista (www.facebook.com/BollettinoGeologicoDellaTeverina);

-       la distribuzione di volantini informativi alla popolazione;

-       l'informazione ai visitatori del Museo;

-       la realizzazione di conferenze rivolte alla popolazione.

 

8. Prodotti

La rivista è sfogliabile e scaricabile in formato pdf sul sito del museo www.museogeologicoedellefrane.it alla sezione “Servizi”, oppure sulla pagina Facebook www.facebook.com/BollettinoGeologicoDellaTeverina.

 

PDF

Museo Geologico e delle Frane per Musei e paesaggi culturali.pdf

Le Case della Memoria e la Prima Guerra Mondiale - Associazione Nazionale Case della Memoria

1. Titolo del progetto

LE CASE DELLA MEMORIA E LA PRIMA GUERRA MONDIALE

 

2. Soggetto/i proponente/i

Associazione Nazionale Case della Memoria, sede legale Palazzo Datini, Via Ser Lapo Mazzei 41-43, 59100 Prato

 

3. Museo/i partecipante/i

Le case-museo dell'Associazione Nazionale Case della Memoria che conservano documentazione relativa al periodo: Castello Sidney Sonnino, Montespertoli (FI), Museo di Casa Puccini, Celle di Pescaglia (LU), Fondazione Giacomo Puccini- Puccini Museum, Lucca, Museo Casa Busoni, Empoli (FI), Centro Studi Casa Natale Maria Montessori, Chiaravalle (AN), Museo Casa Enrico Caruso, Lastra a Signa (FI), Casa Museo Renato Serra, Cesena, Casa Gramsci, Ghilarza (OR), Casa Bendandi Osservatorio Sismologico, Faenza, Casa Studio Piero Bargellini, Firenze, Museo Casa Enzo Ferrari, Modena, Fondazione Primo Conti, Fiesole (FI), Centro Studi Sigfrido Bartolini, Pistoia

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Le 41 case museo distribuite in 9 regioni italiane che fanno parte della rete italiana delle case museo dei personaggi illustri rappresentata dall'Associazione Nazionale Case della Memoria (www.casedellamemoria.it)

 

5. Cosa

In occasione del centenario della Grande Guerra, le case della memoria danno il loro contributo alla storia di quello che fu l'avvenimento di cesura fra le aspirazioni dell'Ottocento e l'inizio del “Secolo breve”. Molte di esse conservano infatti una cospicua documentazione che si configura come un originale e inedito percorso nella memoria: documenti d'archivio, materiale iconografico (dipinti, fotografie, oggettistica varia raccolta per interesse personale o per la diretta partecipazione all'evento), libri e giornali.

 

6. Obiettivi

Il fine è quello di ricostruire un percorso di storia attraverso questa comunità particolare di personaggi che si trovano riuniti (certo a posteriori) nelle Case della Memoria, per offrire alla comunità degli studiosi, ma anche dei semplici curiosi, un punto di vista e una documentazione che, per quanto parziale e selettiva, si presenti però come un interlocutore culturale capace di produrre contenuti altrimenti irreperibili nella loro varia omogeneità tematica.

 

7. Strategie

Per mettere a disposizione dei visitatori delle case della memoria la ricostruzione della storia del primo conflitto mondiale, attraverso l'ottica particolare di coloro che vissero questo evento, saranno creati alcuni percorsi tematici fra le case museo che conservano tale documentazione mediante esposizioni e manifestazioni sul tema, in modo da realizzare tanti eventi sul territorio coinvolgendo direttamente le istituzioni museali che partecipano alla rete dell'Associazione Nazionale Case della Memoria.

 

8. Prodotti

La rete delle mostre diffuse sul territorio sarà riunita sia attraverso gli strumenti multimediali sia cartacei. In particolare sul sito www.casedellamemoria.it sarà creata una sezione dedicata all'evento e sarà edito un dépliant che raccolga gli itinerari fra le case museo e le iniziative coordinate. Si prevede di realizzare un catalogo comune di tutte le esposizioni tramite ebook e/o cartaceo. Alla fine del progetto è previsto un convegno di studi i cui contributi saranno pubblicati.

 

PDF

Le Case della Memoria e la Prima Guerra Mondiale.pdf

Giro d’orizzonti - Museo civico di storia naturale di Piacenza, Museo geologico”G. Cortesi” di Castell’Arquato

1. Titolo del progetto

GIRO D'ORIZZONTI

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo civico di storia naturale di Piacenza

Museo geologico”G. Cortesi” di Castell’Arquato

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo civico di storia naturale di Piacenza

Museo geologico”G. Cortesi” di Castell’Arquato

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Società Piacentina di Scienze Naturali

Consorzio di Bonifica di Piacenza

 

5. Cosa

Il progetto punta a promuovere la conoscenza di alcuni degli habitat naturali più significativi del territorio della provincia di Piacenza (fiume Po, Appennino Piacentino e aree fossilifere plioceniche). Attraverso immagini virtuali ad alta definizione a 360° il visitatore dei due musei e il fruitore sul web vengono messi in condizione di “immergersi” nel paesaggio scoprendone gli aspetti legati alla morfologia ma anche alle sue peculiarità naturalistiche (geologia, flora e fauna).

 

6. Obiettivi

L’intento è quello rivolgersi alla più ampia platea di visitatori sia all’interno del museo sia all’esterno stimolando l’osservazione di paesaggi naturali di grande impatto visivo sfruttando l’utilizzo delle più moderne tecnologie legate al web attraverso immagini di altissima qualità e l’integrazione delle stesse in un sistema informatico multicanale e multipiattaforma coerente all’ecosistema di una moderna comunicazione digitale.

 

7. Strategie

Campagna fotografica per l’acquisizione delle immagini ad alta definizione e successivo assemblaggio del materiale iconografico e delle schede di approfondimento da parte dell’image engineering Marco Stucchi. Presentazione del progetto nel corso di una rassegna che verrà ospitata a dicembre 2014 presso la sede del Museo civico di storia naturale e nella primavera del 2015 nella sala auditorio del Museo geologico di Castell’Arquato.

 

8. Prodotti

All’interno dei due musei verrà allestito un apposito spazio multimediale dove poter accedere a questa specie di “finestra sul territorio”. Nello stesso tempo sui siti dei musei verrà proposta una “visita virtuale” che dalle sale espositive permetta di accedere virtualmente agli habitat naturali da cui provengono buona parte dei reperti esposti nelle sale del museo. Verrà anche attivato un sistema multicanale e multipiattaforma che permetta l’accesso remoto anche attraverso iphone e ipad.

 

PDF

Giro d'orizzonti.pdf

Piccole guide della città - Museo Civico di Bracciano (Rm)

1. Titolo del progetto

PICCOLE GUIDE DELLA CITTÀ

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo Civico di Bracciano (Rm)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Civico di Bracciano (Rm)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Istituto Comprensivo di Bracciano (Rm),

Istituto Comprensivo di Manziana (Rm),

Istituto Comprensivo di Trevignano Romano (Rm)

 

5. Cosa

Un laboratorio didattico per bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie tra 8 e 13 anni sulla storia del proprio paese. Utilizzando il metodo della ricerca storica e bibliografica i ragazzi hanno elaborato, anche presso i locali archivi storici, ricerche per capire come è cambiato nel tempo l’insediamento urbano, quali sono le caratteristiche di ogni epoca, i maggiori monumenti ed emergenze naturali.

Nella fase successiva ogni classe ha visitato i luoghi storici del paese cercando di capire come sono cambiate nel tempo, la differenza ed i rapporti tra le varie parti della città. Poi, con le loro insegnanti, hanno realizzato una guida turistica del proprio paese che è stata regalata alle famiglie, con testi e disegni; una classe quinta ha pure scritto degli hauku sui monumenti del paese.

I ragazzi delle medie, con le insegnanti di arte, hanno realizzato dei poster della città facendo il collage di tutti i disegni dei luoghi disegnati per illustrare la guida turistica.

 

6. Obiettivi

Avvicinare i bambini al mondo dei beni culturali partendo da quelli del loro paese, ai più sconosciuti, rafforzando il senso di identità e la consapevolezza della necessità di tutela. Rendere comprensibili le caratteristiche di ogni parte della città storica e le relazioni tra esse.

 

7. Strategie

Ricerca storica su antichi documenti d’archivio, osservazione diretta dei luoghi  per capire, attraverso le caratteristiche architettoniche e dei materiali, i cambiamenti della città nel tempo, elaborazione di gruppo delle osservazioni.

 

8. Prodotti

Ogni classe partecipante ha prodotto una guida turistica del proprio paese. Il museo ha prodotto una guida turistica per ragazzi della città di Bracciano utilizzando gli haiku appositamente scritti e pubblicando i disegni dei bambini.

 

PDF

Bracciano piccole guide.pdf

A scuola di paesaggio - FAI, Fondo Ambiente Italiano

1. Titolo del progetto

A SCUOLA DI PAESAGGIO

 

2. Soggetto/i proponente/i

FAI, Fondo Ambiente Italiano

 

3. Museo/i partecipante/i

no

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado di tutta Italia.

 

5. Cosa

Il FAI propone ogni anno un progetto di studio e scoperta dei segni lasciati dall’uomo sul paesaggio, quali testimonianze della storia, della cultura, dell’economia e dei modelli di vita del territorio di appartenenza. Nel corso dell’a/s 2013-2014, le classi hanno cercato e studiato i luoghi di lavoro e del tempo libero con valore identitario per la comunità locale. Gli studenti, inoltre, sono stati invitati a diventare “Apprendisti Ciceroni®”, guide sul territorio in occasioni speciali.

 

6. Obiettivi

- favorire lo studio del paesaggio come intreccio di elementi storici, artistici, ambientali, economici, culturali;

- educare gli studenti all’attenzione, al rispetto e alla cura del paesaggio italiano, quale bene collettivo di grande valore identitario;

- sviluppare il senso di appartenenza al territorio, mediante il coinvolgimento degli studenti in esperienze sul campo di “cittadinanza attiva”.

 

7. Strategie

Il FAI ha offerto ai docenti per lavorare con la classe:

- un percorso didattico con approfondimenti scaricabili dal sito www.faiscuola.it, relativo al tema dell’anno;

- due concorsi nazionali, mediante i quali gli studenti hanno ricercato, studiato e comunicato i luoghi di lavoro e del tempo libero del territorio: “Guarda dove FAI” e il “Torneo del paesaggio”;

- il percorso di formazione degli “Apprendisti Ciceroni®”, che ha permesso agli studenti di illustrare un bene d’arte o natura del loro territorio.

 

8. Prodotti

- i partecipanti del concorso “Guarda dove FAI” hanno prodotto album in cui hanno raccontato un luogo di lavoro o di tempo libero del loro territorio; i partecipanti del “Torneo del paesaggio” hanno elaborato un progetto di valorizzazione di un luogo della produttività o del consumo. I lavori migliori sono stati premiati durante una cerimonia speciale.

- gli “Apprendisti Ciceroni®”, dopo un’accurata formazione, hanno condotto visite guidate in occasione di eventi organizzati dal FAI.

 

PDF

A scuola di paesaggio FAI.pdf

Sistema Museale Acquese

1. Titolo del progetto

Sistema Museale Acquese

 

2. Soggetto/i proponente/i

Comune di Acqui Terme (AL)

 

3. Museo/i partecipante/i

Civico Museo Archeologico di Acqui Terme (AL)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Acqui Terme; Regione Piemonte; Soprintendenza ai Beni archeologici del Piemonte e del Museo Antichità egizie

 

5. Cosa

La moderna città di Acqui Terme si colloca nel sito della romana Aquae Statiellae, uno dei più importanti centri urbani del basso Piemonte, noto sin dall’antichità per le sue sorgenti termali.

L’indagine archeologica ha consentito, negli ultimi anni, una ricostruzione abbastanza articolata dello sviluppo urbanistico della città romana.

 

6. Obiettivi

Numerosi sono i resti dell’abitato antico ancora oggi conservati a vista e in buone condizioni. Per una migliore valorizzazione e conoscenza di queste importanti testimonianze si è elaborato un progetto complessivo che ne prevede un’adeguata sistemazione e l’inserimento all’interno di un articolato percorso di visita della città.

Accanto al Museo Archeologico, tre sono i siti di epoca romana allo stato attuale pienamente fruibili dal pubblico: le grandiose arcate dell’acquedotto (nei pressi del fiume Bormida), una grande piscina, parte di un vasto complesso termale (Corso Bagni) e un impianto artigianale, destinato alla produzione ceramica (Via Cassino). Di altre aree è prevista una futura sistemazione e apertura al pubblico.

 

7. Strategie

I siti sono stati musealizzati e corredati da un adeguato apparato didattico/illustrativo; sono state inoltre realizzate delle brevi guide monografiche, utili ad un approfondimento delle tematiche ad essi relative. È anche in corso di realizzazione un sistema integrato di audioguide multilingua, di supporto alla visita.  

 

8. Prodotti

All’interno del Museo, accanto alle collezioni permanenti, è presente uno spazio dedicato alle esposizioni temporanee, in cui illustrare al pubblico le più recenti scoperte archeologiche compiute in città. La mostra attualmente in corso è dedicata al rinvenimento di un grande mosaico pavimentale romano; altre esposizioni analoghe sono in programma per il futuro.

Il Sistema Museale Acquese è gestito dal Comune di Acqui Terme, che ne ha promosso e finanziato la realizzazione, in collaborazione con la Regione Piemonte e sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni archeologici del Piemonte e del Museo Antichità egizie.

 

VIDEO

Sistema Museale Acquese

Acquacheta X 5. La Toscana in Romagna - Foreste Casentinesi

1. Titolo del progetto

ACQUACHETA X 5. Scoprire la Toscana in Romagna

 

2. Soggetto/i proponente/i

Elisabetta Caruso, Stefania Pullini, Patrizia Cauteruccio, Samantha Berni, Silvia Bottoni, Alessandra Marzocchi (Gruppo di studio del Corso di formazione superiore Tecnico della valorizzazione dei beni/prodotti culturali di Gruppo Fipes srl)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo storico-archeologico del castello e della città MuSA della Rocca di Castrocaro, Museo dell’uomo e dell’ambiente di Terra del Sole, Museo delle tradizioni rurali e venatorie di Rocca S. Casciano.

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Da coinvolgere i comuni e le rispettive ProLoco (Castrocaro Terme, Terra del Sole, Dovadola, Rocca S. Casciano, Portico di Romagna e San Benedetto), l’Ente Parco delle Foreste Casentinesi e le cooperative che vi svolgono attività, l’Associazione Castrocaro Classica, il Ristorante Albergo Diffuso  Al Vecchio Convento, l’azienda agricola Cà dla Levra, Centro culturale L’Olmo di Portico, Gruppo Fipes srl.

 

 

5. Cosa

ACQUACHETA X 5 è un brand che nasce per promuovere e mettere in rete ogni evento, attività culturale e turistica della valle dell’Acquacheta in un sistema territoriale integrato e riconoscibile. Vista, udito, olfatto, tatto e gusto diventeranno i fili conduttori di cinque percorsi attraverso le testimonianze storiche, naturalistiche e tradizionali, per riscoprire un territorio e se stessi.

 

6. Obiettivi

Mappatura delle risorse culturali, turistiche, artigianali ed enogastronomiche del territorio; costruzione e arricchimento dei percorsi di visita con nuove tecnologie multimediali; costruzione di una infrastruttura tecnologica di coordinamento per diffondere il brand e le sue offerte. Creazione di un nuovo soggetto imprenditoriale nonprofit che oltre a garantire continuità al progetto, si occupi di tour operating e di promozione, e diventi fonte di occupazione soprattutto giovanile.

 

7. Strategie

Condivisione di obiettivi ed esigenze con i soggetti pubblici e privati interessati al progetto per ottimizzare gli sforzi di ognuno. Cogliere l’occasione dei festeggiamenti per i 450 anni dalla fondazione di Terra del Sole per inaugurare il festival Terra dei Sensi, una giornata dedicata al turismo sensoriale, declinato in chiave storica: un momento di sperimentazione, per i turisti e i soggetti pubblici e privati coinvolti, di ciò che potrà essere strutturato nei percorsi di ACQUACHETA X 5

 

8. Prodotti

Creazione di cinque percorsi sensoriali che connettono le realtà già esistenti e si completano con le proposte di ACQUACHETA X 5: supporto tecnologico, apparati informativi in loco e online, ideazione e organizzazione del festival annuale Terra dei Sensi, workshops presso le fattorie didattiche e i laboratori artigianali, visite guidate, realizzazione di percorsi personalizzati.

 

PDF

Slideshow_acquacheta.pdf

Albingaunum affiora nell'odierna Albenga

1. Titolo del progetto

Albingaunum affiora all'interno del paesaggio urbano e suburbano dell'odierna Albenga

 

2. Soggetto/i proponente/i

Fondazione Gian Maria Oddi
Fondazione culturale comunale della città di Albenga (SV)

 

3. Museo/i partecipante/i

-Museo Navale Romano

-Museo Civico Ingauno

-Museo Diocesano

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

-Istituto Internazionale di Studi Liguri - sezione di Albenga

-Museo Diocesano – Diocesi di Albenga-Imperia

-Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria

 

5. Cosa

Questo progetto nasce e ruota intorno al paesaggio culturale e storico di quello che fu ed ancora oggi è il territorio della antica città di Albingaunum, l'odierna Albenga. Albenga si mostra, ancora oggi così come era nel 1500.

 

6. Obiettivi

La finalità è quella di creare una rete di connessioni e dei percorsi culturali quale risposta alla necessità di approfondimento della conoscenza del paesaggio ingauno diversificato a seconda dei diversi target di fruitori.

 

7. Strategie

Nei percorsi saranno tenuti in massima considerazione l'accessibilità da parte di persone svantaggiate, anziani, bambini; La cartellonistica e i racconti, saranno realizzati con linguaggi diversi per i diversi approcci, per accompagnare la visita con un punto di riferimento proprio per tutte le tipologie di visitatori.

Nell'idea di promuovere le iniziative standard quali mostre, conferenze, visite guidate, prodotti editoriali, applicazioni multimediali, la Fondazione Oddi, capofila del progetto, ha scelto come partner le principali istituzioni culturali attive nel territorio non solo ingauno ma del ponente ligure quali: l'Istituto Internazionale di Studi Liguri e la Diocesi di Albenga-Imperia.

Il progetto interessa sedi museali (Museo Navale Romano, Museo Civico, Museo Diocesano), mostre (esposizione permanente Magiche Trasparenze, il Centro Multimediale della Riserva Naturale Regionale dell'Isola Gallinara), monumenti storici (Battistero Paleocristiano, Torre di Palazzo Vecchio, Fortino Cinquecentesco), aree e parchi archeologici (area archeologica dell'alveo del Centa, parco archeologico di San Calocero, area archeologica della Via Iiulia Augusta): in pratica il mondo culturale ingauno.



8. Prodotti

Cartellonistica, gadgets, applicazioni multimediali per smartphones, prodotti editoriali (cartine, guide, poster).

 

VIDEO

Filmato Albingaunum

Anghiari. Temi turistici per il paesaggio culturale

1. Titolo del progetto

Temi turistici per il paesaggio culturale della Valtiberina Toscana

 

2. Soggetto/i proponente/i

Palazzo della Battaglia – Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari

 

3. Museo/i partecipante/i

Palazzo della Battaglia – Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Anghiari – Toscana d’Appennino Soc. Coop.

 

5. Cosa

Trasformare il bookshop del museo nel  luogo in cui vengono comunicate tematiche turistiche legate al paesaggio, dove il visitatore trova informazioni utili a una visita memorabile e personalizzata del territorio. Per cui, lo spazio dedicato alla vendita di oggetti, diviene strumento per veicolare informazioni per vivere esperienze di svago consapevoli.

 

6. Obiettivi

Far percepire il museo come promotore di fruibilità turistica e al tempo stesso fornire al territorio strumenti per il proprio sviluppo. Fornire inoltre “consapevolezza” ai visitatori del museo riguardo al territorio (da capire e rispettare nelle sue peculiarità storiche e antropologiche). Passato lo start-up, il progetto verrà esteso agli altri musei della attuale rete museale in Valtiberina toscana.

 

7. Strategie

Adeguare il protocollo di biglietteria mediante un periodo formativo rivolto al personale  sulle tematiche turistiche comunicate nel bookshop. Attivare una metodologia di prenotazione (in accordo con tour operator e/o operatori del settore) per mettere in grado il visitatore di vivere la sua esperienza. Attivare analisi di customer satisfaction. 

 

8. Prodotti

Appostiti apparati di comunicazione (fissi e digitali) in cui sarà possibile ricevere le informazioni adeguate con comunicazione adeguata. Questi alcuni dei temi: La Battaglia di Anghiari e i suoi luoghi - Per chi non si accontenta di Leonardo Da Vinci – San Francesco in terra di Anghiari - Per chi cerca la suggestione –   Il primo maestro di Piero della Francesca?  - Per gli appassionati d’arte –  Il Tevere in Toscana - Per chi cerca la natura in un paesaggio di storia.

 

PDF

Filmato Anghiari

Argenta. Mappe di comunità e fiera degli ecomusei

1. Titolo del progetto

Mappe di comunità e Fiera Nazionale degli Ecomusei

 

2. Soggetto/i proponente/i

Comune di Argenta

 

3. Museo/i partecipante/i

Ecomuseo di Argenta

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune e comunità di Argenta

 

5. Cosa

Sono progetti culturali, di un processo che pone al centro della sua attività il patrimonio del territorio su cui insiste, un patrimonio da salvaguardare e valorizzare. Il risultato di questo straordinario lavoro e stata la progettazione e realizzazione condivisa con la comunità, di mappe., che  assieme alla Fiera Nazionale degli Ecomusei  sono  volte a creare una comunità di buone pratiche tra ecomusei si occupa di:

- scambio ed innovazione delle esperienze

- tematiche del territorio, del paesaggio, dei sistemi di partecipazione delle comunità locali

- incentivare gli ecomusei ad assumere un ruolo di intesa e mediazione con le amministrazioni pubbliche e gli attori in ordine ai processi di sviluppo locale economico sostenibile;

- strategie di turismo responsabile, valorizzazione sia del patrimonio fisico paesaggistico , sia del patrimonio intangibile espresso delle comunità locali, del loro saper fare in termini di prodotti, attività, artigianato, enogastronomia, cultura immateriale che distinguono un territorio.

 

6. Obiettivi

Far capire che l’ecomuseo è un progetto culturale, un processo che pone al centro della sua attività il patrimonio del territorio su cui insiste, un patrimonio da salvaguardare e valorizzare. L’intento di questo progetto è quello di portare alla realizzazione di un percorso, composto da più itinerari, finalizzati alla scoperta del territorio comprendente vari punti di interesse storico, artistico, culturale e naturalistico, puntando anche alla riscoperta di strade, case, capitelli votivi, maceri, zone naturalistiche che fanno parte della storia del territorio fin dall’antichità, senza escludere l’importanza dei toponimi che da sempre identificano la storia di questo territorio,far emergere i valori del nostro territorio Il progetto sviluppato con le Mappe di Comunità, e la Fiera Nazionale degli Ecomusei è un modello di lavoro tale che permette una continua riqualificazione del territorio attraverso l’interazione con la Comunità locale.con lo scopo di preservarli, valorizzarli e trasmetterli alle nuove generazioni, in linea con la mission degli Ecomusei.

 

7. Strategie

-Continuare l’interazione con gli attori locali attraverso le Associazioni

 -“Arti Cibo e Paesaggio”

 -Fiera degli Ecomusei Argenta 12-15 settembre 2014

 

8. Prodotti

Sono state realizzate

-Video di 28' documentario sulle Mappe di Comunita

-CAMPOTTO

-Serie di incontri attivi tra gruppi di lavoro a cui ha partecipato attivamente la

cittadinanza

-Esposizione “Campotto si Racconta”, che si compone di :

1. 18 pannelli, 3 a carattere generale e 15 monotematici.

2. 1 video/documentario di 28 minuti intitolato “Lungo la Via Cardinala”.

3. 1 pubblicazione “Campotto Tradizione tra Acqua e Terra” che raccoglie la ricerca effettuata sulla cucina e ricette locali.

4. plastici trasportabili, attualmente collocati presso il Museo della Bonifica.

5. Mappa della Comunita di Campotto.

6. libro “Campotto tradizione tra Terra e Acqua”

7. ristrutturazione ex-Tabaccaia allestimento di mostra permanente all’interno della

stessa

8. riqualiquificazione del Luccio di Valle

BENVIGNANTE

1. diversi incontri durante i quali si e potuta riscontrare un’ottima partecipazione

da parte della comunita locale

2. realizzazione della Mappa dell Comunita di Benvignante

3. consolidamente del piano di sviluppo rurale nel 2010 intervento alle strutture

portanti della Delizia. di Benvignante  (Reintervento dopo il terremoto con una nuova

consolidamento che avverra nel 2015)

Fiera Nazionale  degli Ecomusei

- Stand espositivo durante la fiera degli ecomusei,

- Workshop nazionale degli Ecomusei

  1. Stand espositivi con assaggi, degustazioni e promozione dei territori dei vari ecomusei presenti
  2. Workshop Nazionale degli Ecomusei “Ecomusei Soggetti e Protagonisti locali cosa fanno e cosa vogliono”

Borsino degli Ecomusei sito internet in cui si và ed andrà a valorizzare nel tempo il “Paniere dei Prodotti “ perchè essi  stessi sono paesaggi culturali.

 

PDF

Poster Argenta

Museo della Badia del Lavino: Case torri e borghi

1. Titolo del progetto

Case torri e borghi della Valle del Lavino nel Comune di Monte San Pietro (Bologna)

 

2. Soggetto/i proponente/i

Comune di Monte San Pietro

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo della Badia del Lavino

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Biblioteca Comunale di Monte San Pietro, Ufficio Tecnico Comune di Monte San Pietro, Associazione Pro Loco di Monte San Pietro, CAI Emilia-Romagna Gruppo Monte San Pietro, Strada dei vini e dei sapori Valli del Samoggia e del Lavino, Associazioni Culturali di Monte San Pietro

 

5. Cosa

L'eccezionale censimento fotografico delle case in sasso dell'Appennino realizzato da Luigi Fantini tra il 1935 e il 1955 costituisce la base di partenza per la ricognizione del patrimonio edilizio tradizionale, in parte perduto a causa degli eventi bellici e in parte trasformato. Verrà realizzata una nuova campagna fotografica, accompagnata dai necessari rilievi e da una ricerca archivistica.

 

6. Obiettivi

Il museo della Badia del Lavino è nato con l'intento di essere punto di riferimento e presidio del territorio in armonia con la politica del Comune di Monte San Pietro che nel 2014 ha adottato un nuovo PSC (Piano Strutturale dei Comuni dell'area bazzanese) che regolamenta in dettaglio l'utilizzo del territorio, bloccando la costruzione di nuovi edifici e stabilizzando la crescita urbana e abitativa a saldo zero. Il progetto Case Torri e Borghi della Valle del Lavino intende sostenere la costruzione di una cultura del rispetto e della valorizzazione delle risorse del territorio in un'ottica di sviluppo locale.

 

7. Strategie

Coinvolgimento della cittadinanza e delle realtà associative ed istituzionali presenti sul territorio, organizzata sul modello previsto dalle forme di sviluppo locale di tipo partecipativo. La compartecipazione di organismi diversi (Comune, Associazione Pro-Loco, Strada dei vini e dei sapori Valli del Samoggia e del Lavino, CAI Emilia – Romagna Gruppo Valle del Lavino) Associazioni culturali del territorio, cittadini proprietari del bene) assicura la presenza di interessi e di competenze articolate.

 

8. Prodotti

Archivio della campagna fotografica; Carta tematica geolocalizzata.

 

PDF

badia.pdf

Fondazione Barumini. Dalla conservazione alla valorizzazione

1. Titolo del progetto

La Fondazione Barumini Sistema Cultura: dalla conservazione alla valorizzazione del patrimonio culturale

 

2. Soggetto/i proponente/i

Fondazione Barumini Sistema Cultura

 

3. Museo/i partecipante/i

Area archeologica  Su Nuraxi – Polo museale Casa Zapata – Centro di Comunicazione e Promozione del Patrimonio Culturale Giovanni Lilliu

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Barumini - Fondazione Barumini Sistema Cultura

 

5. Cosa

Il Comune di Barumini, piccolo centro di poco più di 1300 abitanti dell’entroterra sardo,  ospita nel proprio territorio l’Area archeologica Su Nuraxi: monumento simbolo della architettura e della civiltà preistorica sarda, inserito nel 1997 nella Lista del Patrimonio dell’Umanità.

Il 2006, anno in cui viene costituita la Fondazione Barumini Sistema Cultura, segna una svolta per il Comune di Barumini.

 

6. Obiettivi

Con la creazione del nuovo soggetto giuridico, si sono poste le basi per una rivisitazione dell’impianto gestionale che tenesse conto della fruizione dei beni culturali, della domanda occupazionale, delle potenzialità dell’impatto economico legato alla valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e agli eventi artistici e culturali.

 

7. Strategie

Partendo dalle risorse del territorio comunale, l’Area archeologica Su Nuraxi (unico Sito Unesco in Sardegna), il Polo Museale Casa Zapata (palazzo baronale del 1500 edificato su un nuraghe rinvenuto nei lavori di recupero dell’edificio, dotato di sezioni archeologica, etnografica e storica) e il Centro Culturale Giovanni Lilliu (centro multidisciplinare, dotato di sale congressi, espositive e didattiche, bookshop, punto di ristoro), la Fondazione ha dato avvio ad un suggestivo progetto museografico che consente un viaggio tra archeologia, storia ed etnografia e il continuo sviluppo di progetti culturali ed attività di supporto, determinando uno strumento capace di rispondere alla sempre più esigente domanda culturale e di dare la stura ad uno sviluppo economico e sociale di un territorio a rischio di spopolamento che accusava i sintomi di una crescente crisi economica e occupazionale.

 

 

8. Prodotti

La Fondazione rappresenta la più importante azienda sarda del settore, garantendo occupazione a più di 60 dipendenti che, a vari livelli professionali (addetti all’accoglienza, guide turistiche plurilingue, archeologi, esperti in didattica museale, ceramisti, restauratori, addetti alla manutenzione-custodia ed ai servizi aggiuntivi) assicurano una risposta qualificata ai bisogni di un turismo culturale sempre più esigente.

 

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Fondazione Barumini Sistema Cultura.pdf

Casa Venturi: Il Ritornello. sapori, saperi luoghi e persone

1. Titolo del progetto

Il Ritornello. Sapori, saperi, luoghi e persone sulla strada verso casa

 

2. Soggetto/i proponente/i

Casa Venturi - Archivio Venturino Venturi

Festina Lente - Associazione Culturale, Firenze

 

3. Museo/i partecipante/i

Casa Venturi - Archivio Venturino Venturi

Museo Venturino Venturi di Loro Ciuffenna

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Regione Toscana

Comune di Loro Ciuffenna

 

5. Cosa

La casa di Venturino Venturi diviene un luogo di esperienza viva che si estende alla città e al paesaggio circostante. La casa, dunque, come nodo cruciale di relazioni culturali tra memoria e paesaggio. Attraverso l’esperienza artistica e umana di Venturi si vuole offrire uno sguardo innovativo sul territorio e sulla pratica artistica costruendo un appuntamento a scadenza stagionale con protagonisti gli artigiani, i coltivatori, le guide ambientali ed altri soggetti legati al territorio.

 

6. Obiettivi

Intrecciare le maglie mancanti di una rete che connetta le piccole e grandi realtà già attive sul territorio, attualizzando il concetto di produzione culturale tramite la proposta di esperienze conoscitive dirette. Prodotti materiali rappresentativi la comunità (la patata , il pane, i fagioli) diverranno guida di percorsi esperienziali che, dalla Casa di Venturino Venturi, popoleranno di personaggi reali e immaginari le vie e le case del borgo.

 

7. Strategie

Organizzazione di momenti aggregativi (passeggiate, laboratori e mercati) nel segno della stagionalità dei prodotti della terra, traslando dalla sfera dell’alimentazione (street food a chilometro zero) a quella della produzione culturale.

 

8. Prodotti

il 21 giugno 2014 abbiamo organizzato una passeggiata collettiva condotta dagli strumentisti della locale Banda. Muovendo dal Museo Venturino Venturi abbiamo raggiunto un’azienda agricola dove, entro cartocci di carta gialla, sono stati offerti prodotti lì coltivati. La scelta della carta gialla è stata il trait-d’union con Venturino Venturi, che nel 1954 l’aveva adoperata per tracciarvi a matita i volti della sua gente con una performance che ebbe vasta eco sulla stampa.

 

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Casa Venturi

My Castell'Arquato

1. Titolo del progetto

My Castell'Arquato

 

2. Soggetto/i proponente/i

Rocca Viscontea Castell’Arquato, Museo Geologico G.Cortesi, Museo Illica

 

3. Museo/i partecipante/i

Rocca Viscontea Castell’Arquato, Museo Geologico G.Cortesi, Museo Illica

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Istituto Mattei di Fiorenzuola d’Arda, Comune di Castell’Arquato, Pro Loco Castell’Arquato, Associazione Gens  Innominabilis

 

5. Cosa

La prima parte del progetto prevedeva la rielaborazione delle cartine geografiche turistiche di Castell’Arquato già esistenti ma poco funzionali in una cartina nuova, multilingue, colorata e dedicata ad un turismo giovane. La seconda parte invece consisteva nella realizzazione di un video turistico promozionale sul borgo e i suoi musei, da proiettare all’interno della Rocca e soprattutto da diffondere su internet, alle fiere di settore, agli operatori turistici.

 

6. Obiettivi

Il progetto intendeva sensibilizzare i ragazzi sulle tematiche della promozione turistica e culturale e renderli più consapevoli e partecipi del patrimonio artistico dei musei di Castell’Arquato e del borgo stesso, vero e proprio museo a cielo aperto. Prendendosi cura dell’immagine di Castell’Arquato, attraverso la realizzazione di una nuova cartina turistica e del video promozionale, si sono potuti sentire coinvolti nella valorizzazione del proprio patrimonio museale, artistico e ambientale.

 

7. Strategie

Tutte le cartine disegnate dagli alunni sono state esposte all’interno delle sale della Rocca Viscontea ed è stato indetto un sondaggio tra i visitatori della Rocca per stabilire quale fosse la preferita. La cartina che ha ottenuto più voti è stata stampata in 10.000 copie. il video illustrativo del sistema Museale di Castell’Arquato e del borgo in generale è stato girato dai ragazzi del laboratorio pomeridiano di cinematografia, guidati dal regista Martinelli e infine proiettato pubblicamente.

 

8. Prodotti

La cartina che ha ottenuto più voti è stata stampata e ristampata ed è tutt’ora e diffusa gratuitamente ai visitatori presso l’ufficio IAT Castell’Arquato e Val d’Arda, in Piazza Municipio 1 a Castell’Arquato. Il materiale girato invece è stato  trasferito su chiavetta USB e diffuso insieme a pacchetti e itinerari turistici nelle fiere di settore a cui regolarmente partecipano gli addetti dell’Ufficio Turistico. Il video, dal titolo Mirabilia, è visibile su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=1fNSVb7eVJU

 

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My Castell'Arquato

Museo Nazionale del Cinema: Digital Panorama

1. Titolo del progetto

Workshop con Gianni Caravaggio e Diego Perrone a Castel di Tusa e gli artisti del SACS

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo Nazionale del Cinema

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Nazionale del Cinema

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

L’installazione è realizzata grazie al contributo della Camera di Commercio di Torino.

Realizzazione:

Concept: Donata Pesenti Campagnoni

Progetto applicazione: Davide Borra

Sviluppo applicazione: NoReal.it

Gigafoto: Antonino Del Popolo

Sound Design: Vito Martinelli e Paolo Armao – Zero dB

 

5. Cosa

Il Digital Panorama è un’installazione permanente realizzata dal Museo Nazionale Cinema nell’area espositiva dedicata all’Archeologia del Cinema. Essa ripropone al pubblico l’esperienza spettacolare del panorama, un fenomeno di massa tra i più importanti del XIX secolo. Grazie alla tecnologia digitale della virtualità aumentata, lo spettatore può osservare lo stesso panorama di Torino che si vede dal tempietto della Mole Antonelliana e interagire con il paesaggio rappresentato scoprendo come la città è cambiata dagli inizi del ‘900.

 

6. Obiettivi

Obiettivo del progetto è la riproposizione in chiave contemporanea di una delle più popolari esperienze spettacolari che precedettero la nascita del cinema per scoprire come alcuni luoghi della città  siano cambiati nel corso di un secolo. Per garantire l’esperienza dell”immersività” a tutti i visitatori, normo dotati o ipodotati, si è scelto un allestimento multisensoriale che affianca ai tradizionali strumenti espositivi un uso attentamente studiato del suono (musica, rumori ed effetti sonori speciali).

 

7. Strategie

Il Digital Panorama consente di arricchire il percorso sul tema del paesaggio proposto nel Museo permanente e, grazie alla tecnologia della virtualità aumentata, coinvolgere e rendere partecipe lo spettatore. L’installazione multisensoriale offre inoltre l’opportunità di ampliare le modalità di fruizione del panorama alle diverse tipologie di pubblici.

 

8. Prodotti

L’installazione, inaugurata il 6 giugno 2014, è in fase di sperimentazione. Al termine della sperimentazione, si prevede l’eventuale perfezionamento dell’interfaccia di navigazione secondo quanto segnalato dal pubblico e l’ampliamento dei contenuti per rendere sempre più ricco il percorso storico su Torino.

 

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Digital Panorama

Museo del paesaggio di terra e di fiume: un nuovo allestimento

1. Titolo del progetto

 

 MUPAC. Un nuovo Museo a partire da una collezione  etnografica dismessa

 

2. Soggetto/i proponente/i

MUPAC Museo dei paesaggi di terra e di fiume - Colorno

 

3. Museo/i partecipante/i

MUPAC Museo dei paesaggi di terra e di fiume- Colorno

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Colorno (PR) , Pro Loco Colorno sotto l’egida di Provincia di  Parma e IBC Regione E/R

 

5. Cosa

L’idea chiave del nuovo allestimento museale è quella di rendere visivamente e narrativamente conto della relazione tra gli oggetti della civiltà contadina e artigianale dalla fine del 1800 alla seconda guerra mondiale, con l’evoluzione dei paesaggi della Bassa pianura rivierasca del Po nel territorio di Colorno con riferimenti sino ai giorni nostri .

Il visitatore si trova di fronte alla possibilità di percorrere itinerari organizzati ad isole tematiche che può interconnettere nel modo più libero e riferire anche alla propria esperienza di vita.

 

6. Obiettivi

Obiettivo primario del Museo è il coinvolgimento di cittadini e scuole locali nella costruzione prossima di un “ catalogo narrativo e partecipato” degli oggetti esposti in relazione alla evoluzione degli sguardi sul paesaggio che li ha fatti vivere e che sono sottesi al susseguirsi di immagini integrate nei testi  illustrativi.

 

7. Strategie

I “sentieri” del Museo, sotto forma di installazioni di oggetti,  sono riassumibili nei seguenti.

  • ABITARE la terra, il lavoro, la dimora.
  • I SAPERI della terra, della vita, della mano.
  • IL FIUME
  • Paesaggi di terra e di fiume della Bassa nel CINEMA ITALIANO

All’inizio del percorso – dei possibili sentieri- si aprono due grandi spazi riservati alla didattica ed alle esposizioni e attività temporanee.

E’ appunto questo inizio “didattico” che caratterizza ulteriormente  il Museo infatti lo spazio è anzitutto una prima grande narrazione: un enorme pannello  illustrato dagli alunni della scuola locale racconta una favola padana che si svolge sullo sfondo del paesaggio golenale delle pioppelle e delle brume fluviali.

Il contenitore storico del Museo , l’Aranciaia settecentesca  appendice del Palazzo di Corte  del Ducato di PR e PC, rappresenta altresì un elemento di immersione nella specificità di un  paesaggio costruito dalle vicende storiche del territorio.

 

8. Prodotti

Nuovo allestimento del MUPAC

 

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Mupac

Restauro del grande Cretto di Alberto Burri

1. Titolo del progetto

Restauro del grande Cretto di Alberto Burri e Workshop

 

2. Soggetto/i proponente/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

3. Museo/i partecipante/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Fondazione Orestiadi di Gibellina; Museo delle Trame Mediterranee, Comune di Gibellina

 

5. Cosa

Il progetto di restauro del Grande Cretto di Alberto Burri, opera di land art tra le più importanti in Europa, è tra i più significativi sul restauro del contemporaneo promosso da Museo Riso. La grande opera di Burri, memoria di una popolazione flagellata dal terremoto e della sua storia, è espressione di forte legame con il territorio e con il paesaggio: il suo restauro rappresenta una sfida per il museo, istituzione pubblica impegnata nella promozione del territorio

 

6. Obiettivi

Lo scopo di tale progetto è rivolgere l’attenzione degli addetti ai lavori e del pubblico sul tema attuale del “restauro del contemporaneo”. Inoltre ciò permette al museo di perseguire un altro obiettivo, di primaria importanza per l’istituzione: valorizzare l’arte ambientale all’interno del territorio siciliano, specie in una realtà complessa e articolata come è quella di Gibellina vecchia, laboratorio-museo en plein air.

 

7. Strategie

A partire dal 2008 sono stati organizzati workshop e dibattiti sulla tutela del Cretto e sono stati attivati protocolli con la Facoltà di Architettura di Palermo, con il Laboratorio di Ingegneria Chimica per i Beni Culturali della Facoltà di Ingegneria di Palermo e con Enti di tutela dell’arte contemporanea. Sono previsti altri incontri con i tecnici e il pubblico così da stimolare l’interesse sull’opera e sulla sua salvaguardia.

 

8. Prodotti

La prosecuzione del restauro e stimolare l’attenzione al tema attraverso convegni, workshop e pubblicazioni ad hoc. È certo, inoltre, che l’intervento sul Cretto costituirà un interessante campo di lavoro e formazione per i futuri specialisti.

 

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Cretto

Itinerari turistico-culturali del Nord Milano

1. Titolo del progetto

Itinerari turistico-culturali del Nord Milano

 

2. Soggetto/i proponente/i

Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord (EUMM), Milano

 

3. Museo/i partecipante/i

Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord (EUMM), Milano

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Assessorati alla Cultura e Associazioni culturali dei Comuni coinvolti nel progetto; Centro di Documentazione Storica, Cinisello Balsamo; Fondazione Pirelli, Sesto San Giovanni; Politecnico di Milano Bovisa; Parco Nord Milano (Sesto San Giovanni); Società Jeco Guides per la piattaforma informatica.

 

5. Cosa

La guida-app conduce il visitatore all’interno dei quartieri Affori, Bicocca, Bovisa, Bruzzano, Dergano, Isola, Niguarda e dei cinque Comuni della cinta metropolitana: Bresso, Cormano, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Sesto San Giovanni, grazie alle notizie storiche, la documentazione visiva tratta da archivi privati e pubblici, il racconto in presa diretta dei suoi abitanti.

 

6. Obiettivi

Ogni luogo ha una sua storia e molti sono le fonti, le tracce e le testimonianze preziose di paesaggi culturali, ora non più individuabili. Per far conoscere e mettere in valore il patrimonio diffuso, che caratterizza la geografia culturale del paesaggio metropolitano, Ecomuseo Urbano ha realizzato la guida-app “Itinerari turistico-culturali del Nord Milano”.

 

7. Strategie

Ecomuseo Urbano ha chiesto ai cittadini di partecipare alla realizzazione della guida, di essere loro gli autori, per comunicare gli snodi più rappresentativi, e quelli che svelano una fisionomia diversa e particolare di Milano e dintorni.  

 

8. Prodotti

Oltre alla guida-app, Ecomuseo Urbano ha realizzato il Geoblog MAPP-Mi (http://www.eumm-nord.it/site/il-geoblog-mappami.html), che permette a ogni  cittadino di partecipare in modo attivo e diretto alla costruzione della documentazione dei paesaggi culturali del Nord Milano, per ricomporne i caratteri distintivi e contribuire all’interpretazione collettiva.

 

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Ecomuseo Milano - Itinerari

Metro_Polis: Memorie e nuove identità del Nord Milano

1. Titolo del progetto

Metro_Polis: Memorie e nuove identità del Nord Milano

 

2. Soggetto/i proponente/i

Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord (EUMM), Milano

 

3. Museo/i partecipante/i

Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord (EUMM), Milano

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Parco Nord Milano (Sesto San Giovanni)

 

5. Cosa

I bunker della Breda Aeronautica, oggi parte del Parco Nord Milano, sono un landmark delle trasformazioni che hanno interessato le metropoli occidentali nel corso degli ultimi 70 anni. L’allestimento degli spazi sotterranei è realizzato con mezzi di comunicazione multimediali (installazioni, videoproiezioni, montaggi sonori); il percorso espositivo è costruito con la documentazione acquisita per mezzo della ricerca archivistica e la realizzazione di interviste a testimoni privilegiati.

 

6. Obiettivi

Far conoscere, mettere in valore un luogo significativo della  storia della città; rendere partecipi i cittadini delle memorie evocate dai luoghi e dai testimoni privilegiati; stimolare la riflessione sul passato e sulla storia locale, per rafforzare i legami sociali e la consapevolezza della popolazione; attualizzare brani di vita e di storia  grazie a un allestimento dedicato e strumenti tecnologici adeguati.

 

7. Strategie

Il progetto affianca attività di ricerca storico‐antropologica, approfondimento e restituzione alla cittadinanza, secondo una struttura circolare nella quale il momento della restituzione costituisce anche lo stimolo per nuove narrazioni ed elaborazioni. I laboratori educativo-didattici propongono e suggeriscono una riflessione puntuale sulla tematica del conflitto, grazie all’opportunità offerta dal luogo di affrontare un argomento storico in un contesto realistico e in modo diretto.

 

8. Prodotti

L’esposizione permanente “I bunker e la memoria”. Percorsi guidati per la cittadinanza; attività educativo-didattiche destinate alle scuole. Pubblicazione BUNKER. I rifugi antiaerei della Breda Aereonautica di Sesto San Giovanni, un progetto a cura di EUMM e Parco Nord (Squilibri editore, 2013), corredato di DVD con immagini, testimonianze e documenti d’archivio sui rifugi, sul Parco e sul riuso dei bunker.

 

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Metropolis

Ecomuseo delle Erbe Palustri: Lamone bene comune

1. Titolo del progetto

Lamone bene comune

 

2. Soggetto/i proponente/i

Associazione Culturale Civiltà delle Erbe Palustri

Sede operativa:  Ecomuseo delle Erbe Palustri

 

3. Museo/i partecipante/i

Ecomuseo delle Erbe Palustri, Villanova di Bagnacavallo (Ravenna).

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Bagnacavallo –  Consorzio Il Bagnacavallo -Area di riequilibrio Podere Pantaleone -  Provincia di Ravenna – Geol@b onlus  - Parco Delta Po - Comune di Faenza – Tavolo dell’ambiente Faenza – U.O.E.I Faenza –  Consulta Faentina - Lamone Russi -  P. Russi –  C. Promotore Santerno – C. Promotore Traversara – Turismo bellezzanatura Legambiente –  C. Ammonite – Radisa – Chicco di grano – P. Casal Borsetti – P. Marina Romea – AcqueTerre – Romagna senza Valigia – Arpa – Fiab -  L’ARCA- Consorzio di Bonifica – Autorità di Bacino Regionale

 

5. Cosa

Il progetto “Lamone bene comune” nasce molti anni fa da un percorso di analisi e autocritica sulla gestione del patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale locale e  della  intenzione di sensibilizzare la comunità attiva, gli enti pubblici e di gestione. Tramite i tavoli di negoziazione, il progetto si propone di vivere il fiume in modo più consapevole,  abbattendo i confini politici, evitando il degrado degli ambienti dimenticati e proponendo il paesaggio e i suoi siti d’interesse come museo d’area vasta, risorsa culturale ed economica  attuale e futura.

 

6. Obiettivi

Definire l’area vasta lungo il corso del fiume Lamone, territorio sovra-regionale, col termine “TERRE DEL LAMONE” – depositare un marchio – consolidare un coordinamento permanente – portare avanti idee e iniziative tematiche condivise – promuovere il territorio – produrre un catalogo delle iniziative culturali e naturalistiche lungo il fiume – produrre il quaderno della vita del fiume – arrivare ad un contratto di fiume - promuovere il turismo culturale e naturalistico.

 

7. Strategie

Lóng e’ Fion: quaderno del turismo consapevole nei luoghi della vita, lungo il fiume Lamone pubblicazione annuale.

Il  memoriale di campagnaserie di eventi comuni da celebrarsi lungo il fiume che recuperano le usanze della vita rurale di queste terre. Questi momenti comuni vengono personalizzati da ciascuna località, dando  continuità  all’antico rispetto per le risorse della natura locale. L’evento comune che ha attualmente raggiunto il livello più alto di partecipazione e collaborazione reciproca tra le varie località sul fiume è Lóm a Mêrz.

La pedaleda cun la magneda longa itinerario a tappe culturali e gastronomiche di Km 20 seguendo le sommità arginali che collegano antichi palazzi, orti e giardini, strutture poderali e costruzioni rurali in canna palustre, cantine, torri, musei e ponti intrisi di storia locale.

Giornate dell’ambiente delle zone umide del Lamone (verso il mare e contro corrente). Giornate dell’acqua - Progetti didattici  per la scuola e la famiglia (quali  Mappe di comunità -Convegni e tavoli tematici, passeggiate, scarpinate, pedalate tematiche).

 

8. Prodotti

Vetrina a mare – Mostre e laboratori in collina – Sagra Civiltà delle Erbe Palustri - Piccola Fiera del prodotto tipico delle terre del Lamone – 100 citta d’arte, ecc.

 

Un nuovo interesse da parte degli enti pubblici partecipanti, degli enti di gestione tecnica e naturalistica, dei promotori del turismo (sia volontari che professionali), delle organizzazioni sportive  e del turismo naturalistico e culturale.

 

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Lamone Bene Comune

Faïence: Il MIC Faenza nella terra dell’argilla

1. Titolo del progetto

Faïence: Il MIC Faenza nella terra dell’argilla

 

2. Soggetto/i proponente/i

Fondazione Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza – onlus (Fondazione MIC)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Rete dei musei faentini con collezioni ceramiche (Museo Guerrino Tramonti, Museo Carlo Zauli, Museo Ceramiche Gatti)

 

5. Cosa

Il progetto parte dalle singole raccolte museali per sperimentare un viaggio originale attraverso la ceramica. Si “raccontano” gli aspetti di questo materiale, dall’utilizzo nella quotidianità a quello tecnologico, fino agli aspetti più stupefacenti, attraverso le esperienze dei “creativi”, gli eventi temporanei, i laboratori didattici, per mantenere vivo il contatto col territorio, affinché si possa meglio comprendere un presente che offre possibilità di azione e rinascita.

 

6. Obiettivi

Organizzazione di visite guidate e incontri sulla ceramica per stimolare l’interesse turistico, offrendo veri e propri tour della ceramica. Un richiamo forte e necessario verso un territorio ricco di opportunità, in collaborazione con la città, compresi gli artigiani attualmente in grande sofferenza a causa di una crisi che ha visto chiudersi botteghe, anche storiche; essi potrebbero godere di un maggiore afflusso turistico, di “stimoli” creativi dati da nuova energia.

 

7. Strategie

Punto di inizio è la definizione di un gruppo di responsabili dalle istituzioni in rete per definire le azioni progettuali, partendo da un’indagine trasversale, effettuata sui diversi patrimoni ceramici legati a storie di popolazioni diverse, di eccellenti artigiani, di artisti che hanno operato nel territorio faentino arricchendolo di stimoli creativi e produttivi. Seguirà l’organizzazione degli eventi: visite guidate ai musei della città, laboratori didattici, eventi espositivi, workshop.

 

8. Prodotti

Ricerche sui patrimoni del territorio, programmi didattici divulgativi, eventi performativi, creazione di opere ceramiche da parte di artisti in collaborazione con le botteghe del territorio per un rilancio della produzione artigianale, creazione di video e prodotti multimediali per la disseminazione del progetto online, attraverso i siti dei musei in rete e i relativi social network.

 

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MIC Faenza

Mappa di comunità del Po di Primaro

1. Titolo del progetto

Mappa di comunità del Po di Primaro

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara (Carla Corazza)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara (Carla Corazza)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Ferrara – Assessorati alla Cultura ed all’Urbanistica, Assessorato alla Cultura della Provincia di Ferrara, abitanti delle frazioni situate lungo il Po di Primaro, Consorzio di Bonifica “Pianura di Ferrara”, Servizio Civile Volontario Nazionale.

 

5. Cosa

Il progetto è nato per promuovere lo sviluppo sostenibile di una porzione del  territorio comunale di Ferrara, attorno al sito fluviale della rete ecologica europea Natura 2000  IT 4060017 “Po di Primaro e Bacini di Traghetto”. Si tratta di una zona di notevole valenza paesaggistica per la quale però non esistono ancora piani complessivi di gestione che vadano al di là della pianificazione di qualche nuovo insediamento residenziale o produttivo, intesi come semplice completamento di realtà già esistenti.

 

6. Obiettivi

La finalità era  quella di costituire un nucleo di abitanti della zona interessati a “prendersi cura” del paesaggio in cui essi vivono. Questo gruppo di cittadini, aperto all’ingresso di altri membri, potrà porsi in futuro come soggetto proponente di iniziative ed attività culturali e come interlocutore per gli organi di gestione del territorio, anche nella ricerca di finanziamenti sulle principali linee esistenti (progetti Life, Sviluppo rurale, ecc.).

 

7. Strategie

Lo strumento di aggregazione adottato è stato quello delle “mappe di comunità”: un gruppo di abitanti si è incontrato una volta al mese per due anni. In ogni incontro sono stati presi in considerazione vari aspetti materiali (manufatti, luoghi naturalistici, percorsi fluviali, ecc.), culturali (notizie storiche, approfondimenti sulla gestione delle acque, ecc.) e tradizionali (cucina tipica, usanze,…); i cittadini hanno scelto quali punti e come riportarli in una carta non tecnica del territorio.

 

8. Prodotti

La mappa è stata realizzata con i disegni curati da una pittrice membro del gruppo, le foto ed i testi forniti dagli altri membri e cercati dal Museo e con l’aiuto di un tirocinante che ha curato l’impostazione grafica. L’opera di aggregazione ha avuto un buon esito, tanto che i partecipanti ai lavori hanno deciso di costituirsi in Associazione di Promozione Sociale ed ora stanno definendo lo statuto. Il gruppo ha l’attenzione dell’Assessore all’Urbanistica, che ha seguito il processo in atto.

 

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Po di Primaro

Narrando@Fiesole

1. Titolo del progetto

Narrando@Fiesole

 

2. Soggetto/i proponente/i

Associazione culturale “Fiesole Futura”

 

3. Museo/i partecipante/i

Associazione culturale “Fiesole Futura”

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Fondazione Michelucci, Fondazione e Museo Primo Conti, Biblioteca comunale di Fiesole, Archivio storico di Fiesole, Scuola di musica di Fiesole, George Town University.

 

5. Cosa

Frutto di un processo iniziato nel 2011, grazie ai due progetti “Officina del racconto” e “Osservatorio del paesaggio” confluiti in una progettazione condivisa “Narrando@Fiesole” vuole sperimentare una metodologia innovativa per la salvaguardia e valorizzazione del paesaggio inteso quale “componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro patrimonio culturale e fondamento della loro identità” (Convenzione Europea del paesaggio, 2000), collegandolo con la salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale (Convenzione Unesco 2003). Favorendo una visione dinamica del patrimonio culturale, il progetto si propone di contribuire alla costruzione di una “comunità di eredità” fiesolana.

 

6. Obiettivi

  • La creazione di uno spazio di ascolto delle narrazioni territoriali.
  • La costruzione di un archivio di voci, testimonianze memorie e racconti di vita, che possano “aprire” la conoscenza del territorio combinando una molteplicità di fonti legate dal filo della narrazione, grazie alle possibilità offerte dal web e dalle nuove tecnologie e all’apporto di ricercatori di diverse discipline, artisti visivi e sonori.
  • La progressiva realizzazione di un “inventario partecipativo” delle risorse culturali del territorio.
  • La realizzazione di azioni che si appoggino alle conoscenze prodotte dal progetto.

 

7. Strategie

Le azioni in corso e quelle previste possono essere così descritte:

 

  • Azioni di ricerca, registrazione sonora di narrazioni, trascrizione e analisi.
  • Catalogazione dei materiali audiovisivi adottando standard internazionali e appoggiandosi a sistemi open-access (xdams-Regesta)
  • Costruzione di un sito interattivo del progetto e suo progressivo incremento.
  • Giornate di studio multi-disciplinari ed internazionali.
  • Mostre tematiche, momenti di animazione territoriale e di restituzione/condivisione delle azioni di ricerca
  • Atelier di lavoro con la cittadinanza e le scuole
  • Giornate tematiche presso istituzioni ed enti del territorio
  • Spettacoli teatrali

 

8. Prodotti

Sono state realizzate registrazioni sonore, fotografie, diversi prodotti audiovisi (Piccole opere multimediali), spettacoli teatrali, giornate di studio, redazioni, pubblicazioni scientifiche.

Importante il lavoro di valorizzazione di varie azioni/prodotti già realizzati sul territorio comunale.

Si intende continuare nella realizzazione di un sito interattivo, concepito come una inventario del patrimonio immateriale del territorio fiesolano. Il dominio è già acquisito e la piattaforma in via di realizzazione: Narrando@Fiesole.

 

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Narrando Fiesole

Archeotrekking promosso dal Museo Archeologico del Finale

1. Titolo del progetto

ARCHEOTREKKING FINALE

 

2. Soggetto/i proponente/i

MUSEO ARCHEOLOGICO DEL FINALE - Chiostri di Santa Caterina, 17024 Finale Ligure Borgo SV

 

3. Museo/i partecipante/i

MUSEO ARCHEOLOGICO DEL FINALE - Chiostri di Santa Caterina, 17024 Finale Ligure Borgo SV

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Istituzioni e soggetti coinvolti:

ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI LIGURI sez. Finalese - Chiostri di Santa Caterina, Finale Ligure Borgo SV

COMUNE DI FINALE LIGURE - Finale Ligure SV

SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELLA LIGURIA - Genova GE

 

5. Cosa

Il Museo Archeologico del Finale (MAF) e la sezione Finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, in collaborazione e con il supporto del Comune di Finale Ligure e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, propongono l'iniziativa ARCHEOTREKKING, una serie di escursioni archeologiche e paesaggistiche nel territorio finalese, un’area tra le più pregiate del Ponente Ligure.

 

6. Obiettivi

Il progetto incrementa l’offerta del Museo e rende possibile scoprire direttamente, con l’assistenza di personale qualificato, i siti archeologici e i monumenti dai quali provengono i reperti esposti nelle sale. Gli itinerari spaziano dal Paleolitico all’età medievale, attraverso grotte e ripari abitati dall’Uomo di Neandertal, un tratto della Via Iulia Augusta con cinque ponti romani, chiese, torri e castelli di epoca medievale.

 

7. Strategie

La sinergia tra i diversi Enti di ricerca, valorizzazione e tutela, che operano ciascuno per le proprie competenze, oltre ad incrementare un’offerta turistica e culturale qualificata, permette la costante e coordinata presenza sul territorio garantendo un monitoraggio ed una sorveglianza di siti archeologici in parti del territorio difficilmente controllabili.

 

8. Prodotti

Partizione del sito web del museo dedicato agli itinerari; multimediali di approfondimento sugli itinerari e i siti/monumenti visitabili inseriti in postazioni touch-screen nel percorso museale; depliant e locandine promozionali.

 

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Archeotrekking Finale

Museo First. Il caso dell’illuminazione pubblica

1. Titolo del progetto

Scienza, tecnologia, innovazione e paesaggio urbano: il caso dell’illuminazione pubblica

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo FirST – Firenze Scienza e Tecnica (Fondazione Scienza e Tecnica, Firenze)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo FirST – Firenze Scienza e Tecnica (Fondazione Scienza e Tecnica, Firenze)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Silfi spa

Museo Italiano della Ghisa (Fondazione Neri)

 

5. Cosa

Dopo secoli di notti senza luce, nell’800 l’illuminazione a gas consentì di godere del paesaggio cittadino notturno: una vera novità. Con l’elettrificazione il salto fu del tutto compiuto. Se da una parte la città offriva una faccia nuova grazie ad una delle principali innovazioni scientifiche e tecnologiche ottocentesche, dall’altra l’arredo urbano si modificava lungo questo percorso per soddisfare le nuove esigenze tecniche.

 

6. Obiettivi

La riflessione sull’evoluzione della scienza e della tecnologia, il loro impatto sulla vita di tutti i giorni e le trasformazioni dell’ambiente che ne scaturiscono saranno i temi di alcune tappe fiorentine, a partire dal Museo FirST. Oggi l’illuminazione pubblica è un servizio indispensabile e organizzato, ma anche un mezzo per creare suggestioni ed emozioni attraverso un uso creativo dei raggi luminosi sul paesaggio urbano.

 

7. Strategie

Il Museo FirST, con la società di illuminazione Silfi spa, organizza a Firenze un itinerario per scoprire o conoscere meglio luoghi e manufatti riguardo la storia dell’illuminazione pubblica. Al Museo è possibile vedere una lampada ad arco per l’illuminazione stradale e la collezione di strumenti scientifici storici. Silfi spa apre per l’occasione le porte del proprio centro operativo e condivide con il pubblico il magico momento dell’accensione serale dell’illuminazione cittadina.

 

8. Prodotti

Una mappa ragionata della città con un percorso storico lungo le principali testimonianze inerenti i vari sistemi di illuminazione pubblica e un percorso notturno per scoprire un uso artistico e creativo della luce che illumina alcuni fra i più significativi beni artistici e architettonici della città.

 

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Illuminazione Pubblica

Paesaggio e cultura contadina della Bassa

1. Titolo del progetto

Gli oggetti raccontano il paesaggio e la cultura contadina della Bassa

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo del Mondo Piccolo di Fontanelle di Roccabianca  (PR)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo del Mondo Piccolo di Fontanelle di Roccabianca  (PR)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Museo del Mondo Piccolo di Fontanelle di Roccabianca  (PR)

Istituti Comprensivi di San Secondo P.se.; Sissa Trecasali, Fontanellato  (PR)

 

5. Cosa

Mostra temporanea allestita dalle scuole del territorio in collaborazione con “ collezione etnografica Ivo Bolsi”.

Il progetto, prevedendo  un lavoro in partenariato tra Museo / scuole di prossimità ( anni 3  -14) e collezionisti locali di memorie  - dagli attrezzi del lavoro contadino alle foto storiche etc… - si è proposto di far riflettere sull’evoluzione del paesaggio agrario come paesaggio culturale .

Il prestatore è il collezionista Ivano Bolsi di Roccabianca che raccoglie attrezzi della vita contadina della prima metà del 1900 .

 

6. Obiettivi

L’allestimento e la scelta degli oggetti, come la progettazione e pubblicizzazione della mostra sono state realizzate dalle classi  aderenti al progetto. Hanno  visitano la collezione e progettato la mostra suddividendo le sezioni come percorsi di ricerca del curricolo scolastico di classe.

Il modello  di lavoro progettuale si intende proiettare nel tempo esplorando le  altre collezioni sparse nel territorio per interpretarle e farle dialogare con scuola e museo. 

 

7. Strategie

La mostra “Gli oggetti raccontano il paesaggio e la cultura contadina della Bassa”, sviluppa   aspetti di vita contadina legati a contesti paesistici fortemente mutati in pochissimi anni .

  • La ruota del tempo e gli oggetti, con la realizzazione di un grande calendario 2015
  • Il campo e il mais, con l’esplorazione del mais nei campi e nella vita quotidiana
  • Racconti e fiabe che corrono tra i campi, con la restituzione di fiabe padane
  • La cucina contadina e i suoi oggetti, con una analisi dell’analisi culturale dell’ambiente cucina
  • L’osteria e la cantina, con l’analisi di giochi d’osteria e del ruolo sociale della stessa.

 

8. Prodotti

La mostra è stata realizzata dal responsabile del Museo con un gruppo di lavoro di docenti coordinato da un esperto di educazione al patrimonio. Lo stesso gruppo ha discusso la scelta e la esposizione degli elaborati didattici unitamente agli oggetti della collezione, con l’architetto che cura l’allestimento museale.

 

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Museo di Roccabianca

Paesaggi della Produzione lungo il Fiume Po

1. Titolo del progetto

Paesaggi della Produzione lungo il Fiume Po

 

2. Soggetto/i proponente/i

Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana – Città di Settimo Torinese

 

3. Museo/i partecipante/i

Ecomuseo del Freidano; Ecomuseo delle Terre d’acqua; Museo Etnografico delle miniere di Coniolo (AL); percorsi di archeologia industriale nel Monferrato casalese; altri in corso di definizione

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Regione Piemonte; Politecnico di Torino; AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale); Ecomuseo delle Terre d’Acqua; Associazione Il Cemento nell’identità del Monferrato Casalese; altri in corso di definizione

 

5. Cosa

Le affinità e le complementarietà fra paesaggi naturali e artificiali lungo il corso del fiume Po tra Torino, Settimo T.se, Chivasso, Vercelli e Casale M.to. L’Ecomuseo del Freidano sviluppa una serie di percorsi tematici illustranti l’intreccio fra le caratteristiche naturali del territorio e gli interventi infrastrutturali e tecnologici che, sin dall’età risorgimentale, hanno contribuito a plasmare in senso moderno l’area in esame (mulini e ferrovie, canali e opere di ingegneria idraulica, ecc.).

 

6. Obiettivi

Il progetto si prefigge di tessere una rete di collaborazioni collegando l'Ecomuseo del Freidano con gran parte del territorio piemontese compreso nell’area oggetto di studio. Il fine principale è quello di condividere l’esperienza settimese rapportandosi con quelle realtà, urbane e territoriali, che desiderano confrontarsi con essa in maniera dialettica. Far conoscere la realtà ecomuseale attraverso percorsi di conoscenza rivolti a un più ampio pubblico possibile

 

7. Strategie

Consolidare i rapporti di collaborazione già avviati con i partner coinvolti nel progetto e implementarli con nuove partecipazioni in una più ampia ottica di rete di ambito sovralocale. Condividere i contenuti del progetto con le realtà coinvolte attraverso momenti di confronto (incontri, conferenze) e percorsi di visita (itinerari) nei diversi territori per diffondere la conoscenza dei loro paesaggi culturali.

 

8. Prodotti

Iniziative realizzate/in corso: mostra itinerante “Mulini e riserie del capitalismo agrario” (dal 2011 è ospitata da diversi enti del territorio piemontese); itinerari di una giornata - per gruppi e scolaresche - nel territorio in esame e relativa guida cartacea; sviluppo di un’applicazione per smartphone e tablet (APP) sui temi descritti. Iniziative da realizzare: integrazione del percorso espositivo con nuovi contenuti da concordare con partner; implementazione dei percorsi di visita nel territorio con nuovi spunti.

 

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Paesaggi della Produzione

Archivi Alberti La Marmora. Dal Rinascimento al Risorgimento

1. Titolo del progetto

“ Itinerario Ferrero&LaMarmora – Dal Rinascimento al Risorgiment"(provvisorio)

Progetto in corso di realizzazione, il processo di formalizzazione delle modalità di collaborazione tra i soggetti coinvolti è in corso di definizione.

 

2. Soggetto/i proponente/i

Centro Studi Generazioni e Luoghi-Archivi Alberti La Marmora, Palazzo La Marmora, Biella

Comitato Sebastiano Ferrero, Biella

 

3. Museo/i partecipante/i

Palazzo La Marmora (Centro Studi Generazioni e Luoghi - BI)

Basilica di San Sebastiano (Città di Biella)

Museo del Territorio Biellese – Chiostro di San Sebastiano (Città di Biella)

Archivio di Stato di Biella

Palazzo dei Principi (Comune di Masserano - BI)

Comune di Marmora – CN

Ricetto di Candelo e Torre dl Principe (Città di Candelo – BI)

Castello di Pralormo – TO

Collegiata di San Pietro e Castello di Benna – (Comune di Benna, costituendo Comitato per il Castello – BI)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Centro Studi Generazioni e Luoghi-Archivi Alberti La Marmora

Comitato Sebastiano Ferrero

Città di Biella

Archivio di Stato di Biella

Comune di Masserano

Comune di Marmora

Castello di Pralormo 

Comune di Candelo

Comune di Benna

Costituendo Comitato per il Castello di Benna

 

5. Cosa

Un itinerario culturale e turistico per conoscere luoghi e personaggi che hanno fatto la storia del Biellese e dell’Italia: da Sebastiano Ferrero (1438-1519), Generale delle Finanze del Ducato di Milano, ai quattro fratelli Generali La Marmora (1799-1878), le vicende di due rami di una famiglia biellese, i Ferrero Principi di Masserano e i Marchesi della Marmora. Rendere visibile il filo che collega luoghi, monumenti e vicende avvenute nel corso di più secoli costituisce un valore aggiunto nell’accogliere visitatori e favorire la scoperta di un territorio.

 

6. Obiettivi

Fonte di ispirazione di questo Itinerario è l'affresco che decora la volta della sala dei castelli a Palazzo La Marmora: quello che nel '600 era una mappa dei 32 feudi dei due rami dei Ferrero e dei La Marmora con al centro la città di Biella, oggi diventa punto di partenza per narrare la storia di alcuni territori ed evidenziarne le connessioni a livello piemontese. Le connessioni che erano legate al controllo politico oggi possono diventare chiavi di lettura di un paesaggio culturale e percorsi per valorizzare il paesaggio vero e proprio del Piemonte.

 

7. Strategie

Si intende collocare nelle diverse sedi un totem (uguale per tutti) che informa il visitatore che il luogo dove si trova è un punto di un itinerario, un pannello storico che spiega il legame tra il luogo e gli altri siti dell’itinerario e la comunicazione dell’Itinerario sui siti internet di tutti i partners e attraverso i relativi canali di comunicazione sia in formato elettronico che cartaceo.

 

8. Prodotti

Il percorso è stato lanciato verso la metà dell’estate 2013 con un numero di aderenti molto limitato. E’ stato comunicato su internet, nei siti della Rete Museale Biellese e sono stati realizzati totem autoportanti, collocati in alcuni dei luoghi; la veste grafica forniva una descrizione dei luoghi e gli orari di apertura.

www.lamarmoracasamuseo.it/images/downloads/FERRERO_LA_MARMORA_ITINERARIO.pdf

Il tema Ferrero & La Marmora innesca la connessione tra chi aderisce all’Itinerario e la motiva, ma i diversi luoghi hanno ciascuno altri temi e caratteristiche che possono declinare.

 

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Archivi Alberti La Marmora

GNAM. Lo sguardo dell’altro su Roma

1. Titolo del progetto

Lo sguardo dell’altro su Roma

 

2. Soggetto/i proponente/i

Galleria nazionale d’arte moderna e Centro territoriale permanente N.  Mandela, Roma

 

3. Museo/i partecipante/i

Galleria nazionale d’arte moderna e Centro territoriale permanente N.  Mandela, Roma

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

CTP N. Mandela, Roma - GNAM  

 

5. Cosa

La sala 4 della GNAM è dedicata a Il viaggio in Italia;  sono esposte opere che documentano i modi con cui i pittori italiani e stranieri hanno rappresentato l’Italia negli anni del Grand Tour. L’argomento è stato lo spunto per lavorare sul tema del paesaggio culturale con gli studenti stranieri adulti del CTP N. Mandela.

 

6. Obiettivi

Il paesaggio, interpretato dai protagonisti del Grand Tour, è stato il pretesto per favorire l’approccio multiculturale al patrimonio culturale e l’acquisizione di nuove conoscenze e competenze in differenti ambiti disciplinari (Italiano L2, Matematica, Scienze, Arte, Storia dell’arte), stimolando, attraverso la scrittura e l’utilizzo del mezzo fotografico, la  reinterpretazione del paesaggio romano.

 

7. Strategie

Abbiamo sollecitato la riflessione sul tema del paesaggio, a partire alla rappresentazione della città di Roma, per chiedere agli studenti di raccontare  - attraverso la scrittura e la fotografia -  la loro personale immagine della città.

Sono state realizzati:

-       visite in Galleria durante le quali sono stati osservati descritti e analizzati i quadri presenti nella sala;

-       lettura dei diari dei viaggiatori tra ‘700 e ‘800;

-       laboratori di scienze /geometria a partire dall’opera di G. Faure, Il Colosseo;

-       laboratori di scrittura;

-       laboratori di fotografia

 

8. Prodotti

-       pubblicazione con i testi con le prime impressioni degli studenti sulla città di Roma, corredati da  fotomontaggi dove hanno combinato insieme il loro ritratto con un luogo per loro significativo di Roma.

-       modellino del Colosseo, d’aprés l’omonima opera di Faure, mediante il quale gli studenti hanno ricostruito la pianta dell’edificio e ipotizzato l’ora del giorno in cui è stato dipinto il quadro

-       elaborati grafici che evidenziano le differenze di luce tra il tramonto romano e quello delle regioni tropicali da cui provengono molti degli studenti

-       mostra conclusiva del progetto presso la GNAM

 

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Lo sguardo dell'altro su Roma

Museo Geopunto: Pozzi e Argani

1. Titolo del progetto

Pozzi e Argani

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo Geopunto (ex Museo del Lavoro Minerario) e Associazione per il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna (ApgS)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Geopunto (ex Museo del Lavoro Minerario)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Associazione per il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

CEAS del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

Consorzio del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna;

Ass. ItaliaNostra – Sezione di Cagliari;

Fed. Pro Natura Sardegna;

Biblioteca comunale di Iglesias (CI);

Archivio minerario IGEA di Iglesias (CI);

Archivio Storico Comunale di Iglesias (CI);

Museo del Carbone di Carbonia (CI);

Mostra delle macchine di miniera di Masua (CI)

 

5. Cosa

Il progetto “Pozzi e argani” nasce con l’intento di censire tutti i pozzi e gli argani presenti nel territorio del Sulcis – Iglesiente, ponendosi come esempio per tutte le altre Provincie della Sardegna. Il progetto include inoltre il censimento delle Decauvilles e dei castelletti di estrazione. Il programma è in totale conformità con la denominazione e con la mission del Museo, che mira alla divulgazione della cultura mineraria.

Nel corso della prima attività di rilevamento dei pozzi e degli argani di miniera si definirà lo stato di conservazione o di degrado degli stessi e, nei limiti delle competenze dell’ApgS, sarà elaborata una proposta di recupero da avanzare al Ministero dei Beni Culturali e al Consorzio del Parco Geominerario, finalizzata alla salvaguardia del paesaggio culturale.

 

6. Obiettivi

L’obiettivo del progetto è conoscere la consistenza della distribuzione territoriale di queste attrezzature dell’industria mineraria, dal Museo Geopunto considerate come mezzo importante di trasmissione della cultura mineraria storica dell’isola, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO con la sottoscrizione, avvenuta il 30 settembre 1998, della Carta di Cagliari.

Nel corso della prima attività di rilevamento dei pozzi e degli argani di miniera si definirà lo stato di conservazione o di degrado degli stessi. Nei limiti delle competenze dell’ApgS si intende elaborare una proposta di recupero da presentare al Ministero dei Beni Culturali e al Consorzio del Parco Geominerario per la salvaguardia del paesaggio culturale.

 

7. Strategie

Il piano strategico prevede un’iniziale fase di sensibilizzazione sull’importanza degli studi che si effettueranno. Collateralmente si cercheranno importanti fonti di finanziamento da parte di enti pubblici preposti alla tutela dei beni minerari. Anche le università saranno chiamate a contribuire, anche a livello intellettuale.

Si prevedono:  un ciclo di conferenze che illustri l’importante storia mineraria della Sardegna e dia un’approfondita spiegazione relativa ai pozzi e agli argani (fisionomia, loro funzioni, entrata in disuso, loro stato attuale); un ciclo di proiezioni cinematografiche inerenti la storia mineraria della Sardegna e quella di altre regioni, italiane e non, al fine di sensibilizzare l’utente al paesaggio culturale in cui si trova immerso; una serie di escursioni – visite guidate nei siti interessati dalla presenza delle Decauvilles, dei pozzi e degli argani minerari; il censimento, il rilievo (fotografico –storico e dello stato attuale-, grafico, materico, del degrado); lo studio per il recupero (proposta interventi di restauro); la divulgazione e pubblicazione dei lavori

 

8. Prodotti

Il 2 marzo 2014, in occasione della Giornata delle Ferrovie dimenticate,  il Museo Geopunto ha ospitato una conferenza sulle Decauvilles. I vari interventi hanno permesso la conoscenza dei macchinari industriali e creato un ponte tra Sardegna ed Etiopia.

Nel futuro si pubblicheranno i lavori di ricerca e i progetti di recupero, si terranno conferenze, convegni, lezioni e si creerà una sinergia con gli enti del territorio

 

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Pozzi e Argani

Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Il paesaggio agrario del Trentino

1. Titolo del progetto

Il paesaggio agrario del Trentino in un grande plastico tridimensionale. 

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Ledro (Provincia Autonoma di Trento)

 

5. Cosa

Il riallestimento della sezione “Agricoltura”, prima sala del percorso permanente di  visita del Museo, si fonda su una nuova attenzione analitica alle componenti strutturali del paesaggio agrario del Trentino. Nella progettazione del nuovo allestimento, si faceva strada l’ipotesi della realizzazione di un grande plastico tridimensionale che potesse sintetizzare i fattori salienti del paesaggio agrosilvopastorale della montagna trentina.

 

6. Obiettivi

Obiettivo principale del plastico quale accreditato espediente espositivo proprio del linguaggio museale, era quello di poter esemplificare a fini didattici il contesto tipico dell’insediamento nucleato vigente nel Trentino, con le diverse ripartizioni dello spazio agrario (orto, prato, campo, bosco, pascolo) e il relativo assetto fondiario, con le rispettive tipologie d’insediamento permanente, semipermanente e stagionale, nell’ambito di un contesto altimetrico fortemente determinante.

 

7. Strategie

Si arrivava così alla determinazione di un esempio concreto sufficientemente rappresentativo, quello dell’abitato di Tiarno di Sotto, 639 abitanti a 728 m slm, nel comune di Ledro (Trentino sud-occidentale), conducendo alcuni sopralluoghi, con interviste, e approfondimenti di carattere geomorfologico e storico-etnografico, non senza il coinvolgimento della comunità locale. Il lavoro di progettazione veniva condotto di concerto con l’artista realizzatore, il maestro roveretano Gigi Giovanazzi.

 

8. Prodotti

Inserito in un’area di circa 16 mq x 2,50 di altezza, a una scala approssimativa di 1:400, e posto in opera nell’aprile 2014, contestualmente all’inaugurazione della sala, il plastico è stato generalmente apprezzato quale introduzione sintetica al Museo e alle tematiche sue proprie. L’esperienza della sua realizzazione consente di affrontare qualche questione più generale circa le specifiche modalità di un rendering corretto e didatticamente utile del paesaggio culturale in un contesto museografico qualificato.

 

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Museo Gente Trentina

LAND.IS: la cultura del paesaggio rurale come paradigma dell’eccellenza italiana

1. Titolo del progetto

Il progetto LAND.IS: la cultura del paesaggio rurale come paradigma dell’eccellenza italiana.

 

2. Soggetto/i proponente/i

Associazione Land.is, Strada di Sesta, Località La Torre, Sant'Angelo in Colle, MONTALCINO 

 

3. Museo/i partecipante/i

Associazione Land.is, Strada di Sesta, Località La Torre, Sant'Angelo in Colle, MONTALCINO

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

 _

5. Cosa

LAND.IS (www.landis.it) nasce nel maggio 2014; è un’Associazione senza finalità di lucro con sede a Montalcino, nel cuore della produzione vitivinicola d’eccellenza toscana, che comprende una rete di associati diffusa a livello nazionale, ed ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del paesaggio. Il Comitato dei soci fondatori riunisce docenti universitari e professionisti specializzati in ambiti differenti.

 

6. Obiettivi

Lo scopo principale di LAND.IS è promuovere un nuovo modello di sviluppo basato sulla conoscenza e sulla valorizzazione dei contenuti culturali del territorio attraverso progetti che utilizzano il paesaggio rurale come elemento culturale centrale, luogo della genesi dell’eccellenza del made in Italy.

 

7. Strategie

Strategie per una nuova cultura del paesaggio

Il paesaggio rurale è uno spazio fatto di piante e strutture generate dalla stessa stratificazione culturale che sta alla base del nostro patrimonio archeologico, architettonico ed alimentare. Oggi la ricerca consente di arrivare a datare piante, colture e manufatti, consentendone una precisa identificazione storica e culturale. Ciò consente di di legare il paesaggio rurale agli altri macro-elementi di un territorio, archeologia e architettura, permettendo l’elaborazione di strategie di marketing territoriale innovative ed integrate.

 

8. Prodotti

Progetto Cascine da salvare: riguarda i cascinali di aziende agricole abbandonate, e focalizza l’intervento sul recupero dei manufatti ed in particolare del patrimonio di biodiversità agronomica relitta, componente di un paesaggio agrario a rischio di estinzione.

School DECLAMA (Detecting the Excellence of the Cultural Landscape In Mediterranean Area): organizzata con edizioni itineranti sul territorio italiano, dedicata alla riscoperta del paesaggio locale e delle possibili interazioni con l’economia e la cultura del territorio. La prima edizione è stata organizzata nel 2012 a Radda in Chianti, le nuove edizioni sono previste ad Ovada e Positano; un’edizione permanente dedicata a studenti italiani e stranieri è in corso di realizzazione a Montalcino.

 

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Land.is

SESA: Sistema Ecomuseale del Salento

1. Titolo del progetto

SESA: Sistema Ecomuseale del Salento

 

2. Soggetto/i proponente/i

Associazione Culturale SESA

 

3. Museo/i partecipante/i

ECOMUSEO DEL CAPO DI LEUCA, ECOMUSEO URBANO DI BOTRUGNO, MUSEO DIFFUSO DI CAVALLINO, ECOMUSEO DEL PAESAGGIO DELLE SERRE SALENTINE, MUSEO DIFFUSO CASTELLO D’ALCESTE, ECOMUSEO DEI PAESAGGI DI PIETRA DI ACQUARICA DI LECCE.

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

REGIONE PUGLIA, UNIVERSITA’ DEL SALENTO, COMUNE DI ALESSANO-LE, COMUNE DI BOTRUGNO-LE, COMUNE DI CAVALLINO-LE, COMUNE DI NEVIANO-LE, COMUNE DI SAN VITO DEI NORMANNI-BR, COMUNE DI VERNOLE-LE

 

5. Cosa

La formula ecomuseale avviata in Puglia ha inteso concorrere - all’interno del processo costitutivo del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) - all’affermazione di nuovi significati e valori del paesaggio, contribuendo alla diffusione del radicamento delle popolazioni nel proprio territorio.

Con il progetto sperimentale delle Mappe di Comunità si è creato una rete locale di esperienze di cittadinanza attiva per sensibilizzare alla lettura del valore del paesaggio pugliese le popolazioni che vi abitano e per innescare processi di cooperazione e scambio anche all’interno delle stesse comunità.

 

6. Obiettivi

L’obiettivo iniziale è stato quello della produzione di “inventari partecipati del patrimonio” entrati a far parte dei progetti sperimentali previsti all’interno del Documento Programmatico per il nuovo PPTR. Il nuovo Piano Paesaggistico ha previsto, infatti, l’accompagnamento del processo di elaborazione del Piano attraverso azioni, eventi e progetti sperimentali che, superando la lontananza istituzionale che caratterizza l’elaborazione tradizionale dei piani, determinasse una presenza attiva, visibile sul territorio della Regione e la realizzazione di esperienze esemplificative degli obiettivi e delle metodologie del Piano.

 

7. Strategie

Le Mappe di Comunità si sono dimostrare strumenti funzionali ai seguenti obiettivi:

- tener conto delle percezioni locali del paesaggio secondo quanto previsto dall’art. 1 dalla Convenzione europea “..il paesaggio designa una determinata parte del territorio cosi come percepita dalle popolazioni…” aiutando la sperimentazione di un percorso di portata nazionale e internazionale;

- cogliere il paesaggio quale rappresentazione della storia dei luoghi così come tramandata dalla memoria individuale e collettiva;

- sensibilizzare alla lettura dei valori del paesaggio le popolazioni pugliesi, ma soprattutto a promuovere un “patto di comunità” che impegni abitanti, operatori e istituzioni a prendersi cura del paesaggio.

 

8. Prodotti

I risultati ottenuti dall’elaborazione delle Mappe hanno consentito di avviare la seconda fase di produzione sociale del paesaggio con l’individuazione di itinerari di visita degli ecomusei, veri e propri Consigli per l’uso del paesaggio (CAUA –  consigli di architettura, urbanistica e ambiente) redatte sulla base di approfondimenti dei principali temi individuati nelle mappe.

In alcuni casi si è anche giunti all’approvazione – nei rispettivi  Consigli Comunali - dello Statuto del Paesaggio locale quale strumento per la sperimentazione di “buone pratiche”, inserite nell’attuazione del nuovo PPTR di Puglia.

 

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Sistema Ecomuseale del Salento

Liceo Manzoni di Lecco: Con gli occhi di un viandante

1. Titolo del progetto

Con gli occhi di un viandante

 

2. Soggetto/i proponente/i

Liceo Statale “Manzoni”, Lecco, LC

 

3. Museo/i partecipante/i

_

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecco; Cooperativa Artigiana di Garanzia

 

5. Cosa

Si tratta di un viaggio - fisico e reale, non solo ideale - di analisi del nostro territorio, in particolare del cosiddetto “Sentiero del Viandante”, antica rete di mulattiere lunga 40 km, che collega diversi paesi sul ramo orientale del Lario. Il progetto, realizzato tra settembre 2012 e ottobre 2013 coinvolgendo 5 docenti e circa 60 studenti del Liceo Manzoni di Lecco, pone al centro la valorizzazione del bene culturale sul territorio e si collega direttamente al tema Musei e paesaggi culturali.

 

6. Obiettivi

Il progetto risponde alla necessità di una nuova modalità di approccio turistico al territorio, fatto di lentezza, di riflessione, di contatto diretto con la natura e di salvaguardia ambientale. I prodotti realizzati, andando oltre la ricerca teorica, sono strumenti posti al servizio della comunità non solo locale, in quanto bilingue e supportati delle nuove tecnologie (archivi virtuali, piattaforme di condivisione di media, software per la mappatura con GPS, apparecchiature video digitali).  

 

 

7. Strategie

Lo sviluppo del progetto ha consentito di visitare, studiare, presentare e divulgare testimonianze artistiche, storiche, architettoniche, antropologiche, paesaggistiche del territorio lariano. È stato un lavoro interdisciplinare (storia, filosofia, storia dell’arte e inglese), che ha visto la collaborazione anche di persone esterne alla Scuola: guide esperte e professionisti che hanno, a vario titolo, messo a disposizione le proprie competenze così da permettere la realizzazione dei diversi prodotti.

 

8. Prodotti

Sono stati realizzati: un video per un palinsesto televisivo; un video e l’attività di guide turistiche bilingue per una mostra a Villa Monastero; una brochure in inglese distribuita gratuitamente presso le Pro Loco del lago e l’Ufficio Turistico di Lecco; la mappatura con GPS di una parte del sentiero per rendere fruibili e localizzabili i siti rilevanti con apparecchi mobili digitali. L’ulteriore proposta è quella di proseguire la mappatura della riviera orientale del Lario e di pubblicarla sul web.

 

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Con gli occhi di un viandante

“Leggere” e scoprire le terre dei Malaspina e delle statue stele

1. Titolo del progetto

“Leggere” e scoprire le terre dei Malaspina e delle statue stele

 

2. Soggetto/i proponente/i

Rete dei musei della provincia di Massa-Carrara

 

3. Museo/i partecipante/i

Musei della provincia di Massa-Carrara

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Amministrazioni provinciale e comunali della provincia di Massa-Carrara

 

5. Cosa

“Terre dei Malaspina e delle Statue Stele” nasce dalla volontà di guidare cittadini e visitatori alla scoperta dei musei del territorio custodi di preziose testimonianze storico-artistiche e culturali, parte attiva di un progetto di coordinamento e strategia comune che ne migliora visibilità e offerta.

 

6. Obiettivi

La rete dei musei, pievi e castelli rappresenta  una risorsa per il territorio provinciale, primo passo verso la nascita di un vero e proprio Distretto Culturale che integri attività e filiere, raggiungendo una massa critica in produzione di beni e servizi specializzati, elaborando strategie condivise tra attori differenziati.

 

7. Strategie

Comunicare il valore del territorio attraverso la creazione di sinergie tra cultura e vita produttiva, pubblico e privato, elementi che costituiscono la trama del tessuto sociale: memoria del passato e comprensione del presente si rafforzano reciprocamente, trasformando l’eredità culturale in produzione di contenuti per i cittadini.

 

8. Prodotti

“Leggere” e “scoprire” un territorio, le sue peculiarità e ricchezze grazie a strumenti di comunicazione presenti in tutti i musei e relativi borghi: targhe, totem dotati di touch screen e QR Code funzionali alla fruizione museale e alla conoscenza della zona. Il progetto didattico Museando offre l’opportunità di “viaggiare” in più musei della rete in modo che lo stesso tema possa essere analizzato da punti di vista diversi utilizzando gli strumenti propri delle differenti discipline: storia, scienza, arte, archeologia, al fine di comporre un mosaico diversificato che percorre gli argomenti in maniera trasversale.

 

Ecomuseo di Malesco: La pietra si fa storia

1. Titolo del progetto

La pietra si fa storia

 

2. Soggetto/i proponente/i

Ecomuseo Ed Leuzerie e di Scherpelit di Malesco (VB)

 

3. Museo/i partecipante/i

Ecomuseo Ed Leuzerie e di Scherpelit di Malesco (VB)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

_

 

5. Cosa

Il titolo rievoca  il nome della nuova sezione geologica ,inaugurata al Museo del Parco e pone l’attenzione, in seguito anche al riconoscimento da parte dell’UNESCO del Sesia-Val Grande Geopark, sui fenomeni geologici del territorio (data la presenza di strutture tettoniche rilevanti come la linea Insubrica , linea del Canavese in questa zona) valorizzando la cultura della pietra (l’estrazione e lavorazione della pietra ollare e lo sfruttamento delle fornaci per la produzione di calce).

 

6. Obiettivi

L’Ecomuseo per definizione riveste un ruolo fondamentale nella promozione del territorio nella sua interezza e contribuisce alla  valorizzazione di beni ambientali, culturali e tradizionali. Lo scopo del progetto è quello di rendere maggiormente fruibile il percorso ecomuseale, facendo in modo che. Il paesaggio diventi  parte integrante del percorso museale.  La pietra si fa storia intende avvicinare il pubblico a tematiche complesse.

 

7. Strategie

Sono previste una serie di iniziative che avranno lo scopo di informare e sensibilizzare anche non addetti ai lavori su tematiche importanti. Il fil rouge dell’iniziativa sarà la pietra, pietra che si fa storia ma anche gusto, attività  didattica e crea un’ occasione di confronto tra realtà diverse. 

 

8. Prodotti

Sono previste visite guidate, escursioni alla scoperta delle cave e delle tecniche di estrazione della pietra ollare, laboratori a cura di un archeologo con degustazione di prodotti cotti su pietra, seminari volti alla messa a confronto di realtà geografiche limitrofe, appartenenti a nazioni  diverse (quali la Svizzera e l’Italia). Sarà inoltre riproposto Geologo- detective per un giorno (già presente nelle attività didattiche), una giornata dedicata alla studio dei fenomeni geologici.

 

Museo Civico di Modena: “E’ la mia vita in Piazza Grande”

1. Titolo del progetto

E’ la mia vita in Piazza Grande”

 

2. Soggetto/i proponente/i

Comune di Modena, Coordinamento Sito Unesco

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Civico d’Arte di Modena

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Arcidiocesi di Modena e Nonantola; Assessorati alla Cultura e alle Politiche sociali del Comune di Modena; ERT – Emilia Romagna teatro Fondazione; oltre 20 altri enti, istituzioni e associazioni modenesi

 

5. Cosa

l’iniziativa partecipata ideata dal Coordinamento del Sito Unesco “Modena, Cattedrale, torre civica Ghirlandina, Piazza grande”, con sede presso il Museo Civico d’Arte di Modena, ha coinvolto cittadini di tutte le età e di tutte le provenienze, invitati ad inviare testimonianze e immagini di un momento di vita trascorso in Piazza Grande per condividere il proprio ricordo della frequentazione della piazza che è il cuore di Modena. Tutti i contributi hanno costituito materiale prezioso per la realizzazione di due mostre e per l’evento conclusivo che si è tenuto l’8-9 giugno 2014.

 

6. Obiettivi

Indurre i modenesi a riflettere sul significato dello spazio pubblico che, oltre ad essere parte del Sito Unesco, è da sempre il cuore della vita della città, al fine di accrescere la consapevolezza condivisa dell’importanza del luogo e renderli capaci di mantenerne nel tempo l’intreccio di valori religiosi e civili che tradizionalmente lo hanno caratterizzato, costituendo parte integrante del prestigioso riconoscimento internazionale

 

7. Strategie

Il progetto ha fatto leva sulla memoria e sul ricordo per stimolare il coinvolgimento attivo del pubblico in un processo che lo rende protagonista e non semplice fruitore, rispetto ad una precisa richiesta dell’Unesco, quella di preservare nel tempo il valore universale del Sito.

 

8. Prodotti

Sito internet www.vitainpiazzagrande.it; cataloghi delle mostre Le voci della Piazza (Modena, Galleria Europa, 9 maggio – 15 giugno 2014) e I giorni di Piazza Grande. Parole e immagini dal Medioevo a oggi (Modena, Museo Civico d’Arte, 9 maggio – 28 settembre 2014); evento E’ la mia vita in Piazza Grande. Nel cuore di Modena, una festa di voci, immagini e spettacoli per tutti (Modena, Piazza Grande e dintorni, 8-9 giugno 2014).

 

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Modena

Museo dell’Agricoltura e del Mondo Rurale. Sedute d'Arte

1. Titolo del progetto

Sedute d'Arte. I colori delle stagioni. Panchine e tavoli realizzati a mosaico

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo dell’Agricoltura e del Mondo Rurale

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo dell’Agricoltura e del Mondo Rurale

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Impronta Ceramiche Italgraniti (sponsor dell’intero progetto); scuola dell’infanzia “Regina Pacis”, scuola primaria “ E. De Amicis” e scuola media “A. Allegri” di San Martino in Rio; Assessorato alla Cultura, Assessorato ai Lavori Pubblici e Assessorato all’Ambiente del Comune di San Martino in Rio; ditta Pollini Mosaici e ditta Maranello Pose.

 

5. Cosa

Il percorso è iniziato con la visita delle classi alla sezione “Le Ceramiche antiche della Rocca Estense”, inaugurata nel 2008 all’interno del Museo dell’Agricoltura e del Mondo Rurale, e alla mostra di ceramiche artistiche “Visione_Forma_Sviluppo”, allestita in Rocca tra ottobre 2009 e aprile 2010, è proseguito con vari momenti di laboratorio ed è terminato a maggio 2010 con l’inaugurazione delle panchine e dei tavoli collocati lungo la pista ciclo-pedonale del canale Tresinaro.

 

6. Obiettivi

Con questo progetto si è voluto portare il Museo sul territorio, rispondere ad una esigenza urbanistica e far sviluppare ai bambini e ai ragazzi coinvolti un senso civico nei confronti del patrimonio della collettività.

 

7. Strategie

I bambini e i ragazzi sono stati coinvolti direttamente e attivamente in tutte le fasi: dall’ideazione del progetto grafico sul tema delle stagioni alla realizzazione dei rivestimenti in mosaico di ceramica presso l’Aula didattica del Museo dell’Agricoltura e del Mondo Rurale, fino alla passeggiata finale lungo la ciclo-pedonale come momento conclusivo dell’inaugurazione.

 

8. Prodotti

Sono stati realizzati 8 panchine e 2 tavoli collocati lungo la pista ciclo-pedonale del canale Tresinaro a San Martino in Rio, ancora oggi visibili e fruibili dalla collettività. A questo progetto ne sono seguiti altri, con gli stessi obiettivi e utilizzando le stesse tecniche, che hanno portato alla realizzazione dei loghi della scuola dell’infanzia “Aurelia d’Este, dell’allestimento di una rotonda all’ingresso del paese e del rivestimento della tomba del clarinettista locale Henghel Gualdi.

 

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Sedute d'arte

Museo della Miniera di Cavriglia. Trasformazione dei paesaggi del '900

1. Titolo del progetto

Trasformazione dei paesaggi del '900

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo della Miniera di Cavriglia

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo della Miniera di Cavriglia

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

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5. Cosa

All'inizio del 1800 il territorio di Cavriglia viene descritto dalle diverse fonti storiche come un tradizionale paesaggio agrario toscano legato alla mezzadria e costituito fondamentalmente da una pianura, colline e un ampio spazio boschivo.

Negli anni '70 del 1800 inizia lo sfruttamento dei bacini lignitiferi presenti nella parte pianeggiante e comincia per il territorio una storia del tutto diversa. La necessità di manodopera porta ad una forte immigrazione con tutte le problematiche infrastrutturali quali nuovi alloggi per i minatori, sviluppo della rete viaria e ferroviaria ecc...

Per quasi un secolo continua l'attività di escavazione nelle miniere in sotterraneo che modifica fortemente le caratteristiche lavorative del territorio incidendo solo parzialmente per quanto riguarda gli aspetti fisici del paesaggio.

A metà degli anni '50 del 1900 inizia la grande trasformazione. Le moderne tecniche estrattive basate sull'escavazione a cielo aperto modificano profondamente il territorio sconvolgendo i precedenti assetti ambientali. Si segue il filone dovunque questo conduca, in nome della modernità e della produzione si distruggono case, cimiteri, antichi castelli, borghi, pievi romaniche....lasciando al loro posto un'enorme voragine.

Nel 1994 è terminata l'escavazione ed è iniziato il progetto di recupero ambientale. L'uomo tende così a ricreare quello che fino a ieri ha distrutto lasciando la memoria come unico filo conduttore del passato, un passato fatto prima di miniere in galleria, poi a cielo aperto.

Il progetto di propone di raccogliere tutte le varie forme di memoria degli abitanti rispetto al loro territorio in formato fotografico, filmico, orale, oggettuale che troverà la sua sede naturale nello sviluppo museale di MINE, Museo delle miniere e del territorio, di Cavriglia.

 

6. Obiettivi

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7. Strategie

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8. Prodotti

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Miniere di Cavriglia

Sentieri etnografici: storia sociale e etnografia nel Parco fuori dal Museo Etnografico dell'Alta Brianza

1. Titolo del progetto

Sentieri etnografici: storia sociale e etnografia nel Parco fuori dal Museo Etnografico dell'Alta Brianza

 

2. Soggetto/i proponente/i

MEAB – Museo Etnografico dell’Alta Brianza, Galbiate (LC); Parco Monte Barro, Via Bertarelli 11 – 23851 Galbiate (LC)

 

3. Museo/i partecipante/i

MEAB – Museo Etnografico dell’Alta Brianza

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

MEAB, Parco Monte Barro, Ecomuseo del distretto dei monti e dei laghi briantei

 

5. Cosa

Attraverso il progetto “Sentieri etnografici” il MEAB offre ai visitatori del territorio del Parco Monte Barro strumenti di conoscenza di particolari luoghi dove sono ancora presenti  elementi naturali significativi per la popolazione locale, manufatti o edifici che hanno avuto o hanno un particolare ruolo economico, sociale o culturale, in relazione ad attività o usanze del passato o del presente.

 

6. Obiettivi

Raccogliere e divulgare la conoscenza dei saperi tradizionali di manifesta precarietà, messi in evidenza lungo alcuni sentieri del Parco e attraverso video-interviste; presentare il Parco non solo come luogo di svago, ma anche come luogo di conoscenza documentata e articolata; sensibilizzare operatori economici e amministratori pubblici circa il valore, la varietà, ma anche la precarietà del patrimonio culturale immateriale di interesse etnoantropologico.

 

7. Strategie

Raccolta di documenti storici e testimonianze esperte attraverso videointerviste; presentazione dei risultati del progetto in incontri pubblici e sul web, dal sito del parco Monte Barro.

 

8. Prodotti

Sono stati realizzati nove pannelli esplicativi – collocati in vari punti di passaggio pedonale, ciclistico o automobilistico, del Parco – con notizie di carattere etnografico riguardanti i vegetali, gli animali, le costruzioni, le attività tradizionali, le pratiche rituali, la toponomastica, i racconti e le credenze relative ai luoghi che si incontrano lungo alcuni sentieri del Parco; sono state, inoltre, realizzate alcune video-interviste con i testimoni esperti.

 

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Alta Brianza

Associazione Musei Marittimi del Mediterraneo

1. Titolo del progetto

Associazione Musei Marittimi del Mediterraneo - AMMM

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museu Maritim de Barcelona e Mu.MA-Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni Genova, Calata de' Mari 1

 

3. Museo/i partecipante/i

The Maritime Museum, The Naval Bakery, Vittoriosa, Malta; The Gibraltar Museum, Gibraltar, United Kingdom; The Hellenic Maritime Museum, Piraeus, Greece; Pomorski Mužej “Sergej Masera”, Pirano, Slovenija; Museu Marítim de Barcelona, Barcelona, Spain; Museu de la Pesca, Palamós, Spain; Museu del Port de Tarragona, Tarragona, Spain;The Maritime Museum of Dubrovnik, Croatia; The Museo Arqueológico de la Ciudad de Dénia, Spain; Museu de la Nautica del Masnou, Spain; Museo Naval de Madrid, Spain; Servizio Tecnico per l'Archeologia Subacquea, Ministerio per i Beni Culturali e Ambientali, Roma, ltalia; International Centre of Croatian Universities, Dubrovnik, Croatia

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Musee maritime d'Alger; Museo Naval de Madrid; Museo d'Historia de Sant Feliu de Guixois; Museo de la Mediterrania, Torroella de Montgri; Museu de la Pesca, Palamos; Museu de l'Anxova i de sal, L'Escala; Museu del Mar, Lloret de Mar; Museu del Port de Tarragona; Museu Maritim de Barcelona; Museu Municipal de Nautica, El Masnou; European Maritime Heritage; Musee national de la Marine, Paris; Hellenic Maritime Museum, Piraeus; Ekomuzeia Kuca o batani, Rovino; Pomorski i Povijesni Muzei Hrvatskog Primoria Rijeka; Pomorski Muzei, Dubrovnik; Arsenale di Palermo; Museo del Mare, Palermo;  Ecomuseo Casa del Porto, Gabicce MAre; Ecomuseo marittimo di Salerno; Galata Museo del MAre, Genova; Museo del MAre di Napoli; Museo dellla MArineria di Cesenatico; Museo della Marinera "W. Patrignani", Pesaro; Malta MAritime Museum, Vittoriosa; Musee NAval de Monaco; Ecomuseu Municipal do Sixal; Kniiznica Pomorskega muzeia "Sergej Masera", Piran; Istanbul Deniz Muzesi; The Gibraltar Museum; Site de Paulilles; Conseil General des Pyrenees Orientales; Federation du Patrimoine Maritime Mediterraneen, France; Turkish Naval Museums, Ministry of Defense; Insula, France; Turkish Institute of Nautical Archaeology - TINA; Associacio Amics del Museu Maritim de Mallorca, Espana; La Mola Fortalesa Isabel II, Spain; Associacio d'Amics de la Mar de Menorca

5. Cosa

È una associazione di musei ed enti che si uniscono per diffondere e preservare il patrimonio marittimo e della cultura del Mediterraneo.I suoi membri organizzano ogni anno un Forum, dove i membri e gli esperti invitati discutono su questioni di interesse comune. Inoltre, il AMMM realizzare diversi progetti comuni grazie alla competenza di molti professionisti che dedicano alla salvaguardia del nostro patrimonio.

 

6. Obiettivi

garantire la conservazione della storia e della cultura marittima e la loro interpretazione seguendo standard professionali di qualità. Migliorare gli standard professionali e promuovere la ricerca. Salvaguardare il patrimonio marittimo.
Favorire la cooperazione tra le istituzioni associate in materia di pubblicazioni di ricerca, mostre, conservazione ed educazione al patrimonio marittimo. Promuovere una legislazione a favore della tutela del patrimonio marittimo. Avere un ruolo consultivo per le organizzazioni internazionali come ICMM e ICOM.

 

7. Strategie

Collaborare su progetti comuni: Metodologie  di catalogazione per la salvaguardia delle imbarcazioni tradizionali del Mediterraneo. Salvaguardia Patrimonio Marittimo Immateriale; Feste e tradizioni del Mediterraneo

 

8. Prodotti

Ricognizione delle imbarcazioni di interesse storico; sito web; forum annuale; mostre itineranti.

 

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AMMM

Carta del Mare, dalla Liguria al Mediterraneo

1. Titolo del progetto

CARTA DEL MARE , dalla Liguria al Mediterraneo, Paesaggio culturale del mare

 

2. Soggetto/i proponente/i

Mu.MA-Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni Genova

 

3. Museo/i partecipante/i

Galata Museo del Mare; Museoteatro Commenda di Prè; Museo Navale di Pegli; Museo della Marineria, Cesenatico; Museo Villa del Principe, Genova, Museo Marittimo, Barcellona; Museo Navale, Istanbul; Museo della Marineria,Pesaro; Museo Andreatta,  Chiavari; Muvita, Arenzano (GE); Area Marina Protetta,Bergeggi; Parco Nazionale delle Cinque Terre,La Spezia;Parco dell’Aveto, Genova; Parco Naturale Regionale di Piana Crixia, Savona; Area marina protetta di Portofi

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Regione Liguria (Assessorato al Turismo e alla Cultura),

Agenzia Liguria Lavoro/Registro dei Datori di Lavoro Socialmente Responsabili di Regione Liguria,

Agenzia di Promozione Turistica 'in Liguria',

Slow Food,

Touring Club Italiano,

Donne nel Turismo,

UNIMED/Unione delle Università del Mediterraneo,

AMMM/Associazione dei Musei Marittimi del Mediterraneo

e tutti i soggetti aderenti alla Carta

 

5. Cosa

La Carta del Mare è uno strumento con il quale raccogliere le esperienze e BUONE PRATICHE di soggetti pubblici e privati che condividono i principi etici basati sulla salvaguardia dei valori culturali, ambientali e sociali del mare. La carta è a punti su autovalutazione. Ai quattro principi della Carta riguardanti  Cultura, Ambiente, Accoglienza, Lavoro, corrispondono 21 comportamenti 'virtuosi', cui possono essere associate le buone pratiche. Dai 23 soggetti aderenti del 2009 con 231 Buone pratiche si è arrivati in crescendo a 81 soggetti con ben 1086  buone pratiche nel 2013.

 

6. Obiettivi

Creare una rete di soggetti pubblici e privati, singoli e associati, accomunati dai principi della Carta e portatori di buone pratiche; sostenere lo sviluppo e la diffusione della "cultura del mare", la creazione di un'offerta turistico-culturale integrata basata sulla valorizzazione del mare, del rapporto tra costa ed entroterra e del suo paesaggio

 

7. Strategie

Ogni anno si comunicano i risultati a mezzo stampa e media durante l'evento finale aperto al pubblico. Il 'premio' per i soggetti aderenti alla Carta è la visibilità dei loro siti e buone pratiche sul sito turistico-culturale della Regione Liguria. A partire dal 2013 chi aderisce alla Carta del Mare ha un percorso facilitato all'iscrizione al Registro delle Imprese Socialmente Responsabili della Regione Liguria e, attraverso la Regione, al Registro Nazionale in fase di realizzazione. La Carta del Mare è stata presentata presso le imprese dello shipping dei Promotori Musei del Mare,  a Parchi naturalistici, Associazioni di Categoria regionali e nazionali, AMMM/Associazione Musei Marittimi del Mediterraneo, e UNIMED.

 

8. Prodotti

Brochure in italiano e in inglese per promuovere la Carta del Mare anche in area Europea e Mediterranea. Targa di riconoscimento di ‘Protagonista di Buone Pratiche’ per ogni soggetto partecipante. E' stato realizzato un logo/brand virtuale da inserire sul proprio sito ufficiale.

 

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Carta del Mare

GOAHM Galata Open Air Harbour Museum

1. Titolo del progetto

GOAHM Galata Open Air Harbour Museum/ /Paesaggio culturale portuale 

 

2. Soggetto/i proponente/i

Mu.MA-Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni Genova

 

3. Museo/i partecipante/i

Galata Museo del Mare, Sommergibile Nazario Sauro, Vecchia Darsena

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Regione Liguria, Comune di Genova, Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico della Liguria, Soprintendenza ai Beni Archeologici, Autorità portuale, Marina Militare, Fincantieri e Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione.

 

5. Cosa

Rivisitazione dell’area della Vecchia Darsena come “paesaggio culturale portuale”. Le fasi: a) restauro delle Calate Di Negro e De Mari, con l’obiettivo di salvare e riordinare testimonianze architettoniche portuali dell’800;

b) restauro e apertura al pubblico del Sommergibile N.Sauro, in collaborazione con Fincantieri e Marina Militare. c) realizzazione all’interno del Galata Museo del Mare la Scuola dei Sommergibilisti con postazioni multimediali dove il visitatore viene istruito sul funzionamento e vita di bordo.

d) restauro, ricollocazione e valorizzazione di gru portuali in collaborazione con le Soprintendenze.

e) realizzazione apparato espositivo “a isole”, con foto e immagini della Vecchia Darsena per creare una connessione tra le testimonianze oggi ancora presenti.

 

6. Obiettivi

Realizzare un percorso visivo della memoria, accessibile a tutti i cittadini e turisti. Offrire una nuova lettura del territorio legando il bacino acqueo della Darsena, il complesso di calate e banchine che lo delimitano, le attività che vi hanno dimora, i resti di attività portuali che affondano nell’archeologia industriale, che fanno questo uno  dei luoghi in cui la città è più vicina al suo mare e al suo porto.

 

7. Strategie

Eventi con figuranti per rivivere la vita quotidiana e gli antichi mestieri del mare del secolo passato. Visite guidate in collaborazione con la Soprintendenza, a cura dell'Arch. Guido Rosato, per far conoscere al pubblico i protagonisti del porto di Genova ormai dimenticati. Attività didattica “Prova la Vela” in collaborazione con l’Associazione Interforze e Coop. Solidarietà & Lavoro per far salire a bordo i visitatori del museo e navigare dentro e fuori il porto.

Attività ed eventi in collaborazione con la Cooperativa Pescatori che ha la flotta in Darsena e ha inaugurato a dicembre 2013 uno stand di vendita del loro pescato.

 

8. Prodotti

Pannelli esplicativi in tre lingue (Inglese, francese, italiano), depliant, audioguida visita Sommergibile.

 

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Galata Open Air Harbour

Memoria e Migrazioni: Un paesaggio culturale del mare attraverso le storie dei migranti

1. Titolo del progetto

MEMORIA E MIGRAZIONI, dalla memoria all’accoglienza, un paesaggio culturale del mare attraverso le storie di viaggio dei migranti di ieri e di oggi.

 

2. Soggetto/i proponente/i

Mu.MA-Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni Genova

 

3. Museo/i partecipante/i

Galata Museo del Mare; Museoteatro della Commenda di Prè

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

TAREA - Centro di Producciòn e Investigaciòn en Restauraciòn y Conservaciòn Artistica Bibliografica -Patrimonial, Buenos Aires

UNSAM - Universidad Nacional San Martin, Buenos Aires

CEMLA - Centro de Estudios Migratorios Latinoamericanos, Buenos Aires Circolo italiano, Buenos Aires- Governo do Estado de São Paulo - Arquivo Público do Estado, São Paulo

UPPM - Unidade de Preservação do Patrimônio Museológico –Secretaria de Estado da Cultura, São Paulo-Universidade Estadual de Campinas - Centro de Memória Unicamp Campinas, São Paulo-Arquivo Histórico Municipal João Spadari Adami, Caxias do Sul, São Paulo

International Coalition Sites of Conscience, New York

Statue of Liberty National Museum And Ellis Island Museum, New York

Archivio Ligure della Scrittura Popolare, Università degli Studi di Genova

CISEI - Centro Internazionale di Studi sull’Emigrazione Italiana, Genova

Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana, Lucca

Conferimento targa di rappresentanza dal Presidente della Republica Italian Giorgio Napolitano. Con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nell'ambito di Esperienza Italia 150.

Con il sostegno della Compagnia di San Paolo

 

5. Cosa

Il MeM, è un Museo nel Museo, creato per accostare, ad oggi unico in Italia, il fenomeno dell'emigrazione a quello dell'immigrazione attraverso il tema del viaggio. Il paesaggio culturale è il Mare. Nel MeM si vivere la memoria tra passato e presente delle grandi migrazioni. Presso il Museoteatro della Commenda di Prè, 'hospitale' del 118, oggi si accolgono le espressioni multiculturali, artistiche, musicali, religiose dei 'nuovi italiani' e 'nuovi genovesi'.

 

6. Obiettivi

Stemperare molti steccati ideologici attraverso un confronto storico culturale con i nostri migranti del secolo passato. Con questo scopo il Mu.MA propone agli Enti, alle Associazioni, alle Comunità straniere, al mondo della scuola, di sentire il MeM/Memoria e Migrazioni non solo come una 'risorsa' da visitare  ma anche come un luogo a loro dedicato, in cui sentirsi protagonisti.

 

7. Strategie

Promozione di eventi collaterali sul tema delle migrazioni (convegni, seminari, mostre tematiche e manifestazioni in collaborazione con le comunità straniere residenti sul territorio). Attività didattiche in partenariato con le scuole cittadine. Progetti speciali dedicati agli adolescenti sul tema ddelle migrazioni e intercultura.In collaborazione con Compagnia S.Paolo, il prossimo step consiste nella costituzione e promozione della Rete dei Musei italiani ed europei delle Migrazioni, con l'obiettivo di raccogliere archivi e musei, realtà nazionali e internazionali per uno scambio di best practice nella ricerca e nella museologia, di partecipare a progetti comuni e promuovere finanziamenti europei.

 

8. Prodotti

Sito dedicato a Memoria e Migrazioni per mettere in rete i documenti, le immagini, le interviste e i filmati presenti nel museo e scaricabili dagli  utenti. Una sezione del sito è dedicata alle proposte didattiche sul tema migrazioni ed intercultura per supportare gli insegnanti a parlare di questi temi in classe condividendo contenuti ed immagini.

 

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MeM

Estrazione del petrolio e cultura tecnologica a Fornovo di Taro

1. Titolo del progetto

Estrazione del petrolio e cultura tecnologica a Fornovo di Taro (PR)

Un Parco Museo per conservare, esporre e divulgare i saperi scientifici.

Tra didattica e valorizzazione di una identità culturale.

 

2. Soggetto/i proponente/i

Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura - DICATeA, Gruppo di Ricerca Architettura Musei Reti

 

3. Museo/i partecipante/i

Il progetto di museo virtuale è propedeutico alla realizzazione del MU.PE. Parco Museo del Petrolio, a Vallezza, Fornovo di Taro, Parma

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Fornovo di Taro (Partner del progetto – convenzione di ricerca scientifica)

Gas Plus Italiana srl (Partner del progetto – convenzione di ricerca scientifica)

Il progetto preliminare è stato realizzato con il contributo del MIUR – Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, nell’ambito dei Programmi annuali per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica: Pann12_00467

 

5. Cosa

Il piccolo borgo appenninico di Vallezza, il territorio, i resti delle architetture industriali, compongono un paesaggio culturale unico da valorizzare.

Nel suo sottosuolo esiste un giacimento di petrolio e gas, noto dall’antichità e sfruttato per l’estrazione dalla fine del XIX secolo. Esso riveste importanza nazionale particolarmente tra le due guerre mondiali, quando Vallezza è un polo industriale all’avanguardia sia nell’adozione di nuove tecniche di perforazione ed estrazione, sia nella ricerca geologica e geofisica.

Tale sistema di luoghi, abbandonato dopo la chiusura della miniera, è oggi custode muto di un ingente patrimonio materiale e immateriale che, se valorizzato, può divenire il narratore necessario a divulgare contenuti tecnici, scientifici e culturali da non disperdere.

 

6. Obiettivi

Obiettivo del progetto è valorizzare il patrimonio materiale di luoghi, architetture, macchinari, reperti geologici e documenti d’archivio, e dare voce al vasto patrimonio immateriale di memorie e competenze tecniche ancora radicate nell’identità locale. La costruzione di un parco museo legge e interpreta una esigenza che parte dalla società di Fornovo di Taro, e la riconfigura nel progetto, alle tre scale del paesaggio, dell’architettura e dell’allestimento prevedendo ricadute future nei seguenti ambiti:

1. Divulgazione didattica della cultura tecnica e scientifica.

2. Costruzione di reti materiali e immateriali per lo scambio di politiche culturali e buone pratiche mirate alla sostenibilità del progetto in termini culturali, finanziari e occupazionali.

3. Realizzazione di basi ricettive, culturali e informative per la promozione di un turismo culturale.

 

7. Strategie

Il progetto imposta la base di un programma pluriennale per prevedere secondo step successivi:

1. La costruzione di una rete di relazioni tra musei, istituzioni e comunità locale, il coinvolgimento delle scuole (sito web, installazione didattica multimediale)

2. L’orientamento all’interno del parco come filo connessione tra i luoghi (sistema di segnaletica verticale e definizione delle polarità)

3. La costruzione di un polo espositivo e laboratorio didattico nell’ex Cantiere di Vallezza (recupero delle officine e del sistema verde tra gli edifici – operazioni di ricerca paternariato in ambito europeo).

4. La costruzione di un sistema ricettivo policentrico (albergo diffuso nel borgo di Vallezza, foresteria, punto ristoro) per la valorizzazione turistica del luogo.

 

8. Prodotti

1. La costruzione di un sito web per l’informazione e, in parte, la formazione relativa alla cultura scientifica, tecnologica e sociale connessa alla petrolifera di Vallezza.

2. La costruzione di una collezione digitale che raccoglie i luoghi, le architetture, i macchinari, i documenti d’archivio e il completamento della una collezione immateriale di memorie sociali, tecniche e tecnologiche del patrimonio di Vallezza

3. la realizzazione di un dispositivo multimediale per la divulgazione didattica del patrimonio paesaggistico, materiale e immateriale dei luoghi del petrolio a Vallezza

4. la costruzione di un sistema di orientamento nel parco tramite indicazioni e pannelli esplicativi

5. la promozione del luogo a livello locale (allestimento rotonda Anas), nazionale (promozione luoghi del cuore Fai), internazionale (partecipazione a convegni multidisciplinari nel settore)

 

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Museo del Fiore. I Paesaggi della bellezza o la bellezza dei paesaggi

1. Titolo del progetto

I Paesaggi della bellezza o la bellezza dei paesaggi

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo del fiore

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo del fiore, Comune di Acquapendente (VT); Sistema museale RESINA, Regione Lazio

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Commissione Nazionale UNESCO, Sistema museale Lago di Bolsena, Sistema museale regionale RE.SI.NA., IIS "L. Da Vinci" di Acquapendente (VT), IIS "C.A. Dalla Chiesa" di Montefiascone; I.O. "F.lli Agosti" di Bagnoregio; Pinacoteca-Museo della città di Acquapendente (VT); Biblioteca comunale di S. Lorenzo Nuovo (VT); Riserva Naturale Regionale Monte Rufeno; Ass.ne Il Ginepro; Ass.ne La Porticella; Ass.ni Pro Loco; Provincia di Viterbo; Regione Lazio

 

5. Cosa

Progetto pilota transdisciplinare attivato con tre Istituti superiori del territorio dell'area del lago di Bolsena (a.s. 2011-13) per stimolare all’osservazione e alla descrizione del "paesaggio" che ci circonda, valutando ogni singolo elemento naturale che caratterizza il territorio, con tutti i segni che anche l’uomo nel corso del tempo vi ha inserito e ha rappresentato, fino ad arrivare ad una “completa” definizione del termine “paesaggio”, filtrata dalle emozioni e dalle percezioni individuali dell’osservatore.

 

6. Obiettivi

Percorso con la finalità di promuovere la conoscenza e la consapevolezza del valore del paesaggio come bene culturale, di favorire la riflessione personale, la capacità di ricerca e di senso critico, l’interesse ed il coinvolgimento nelle questioni ambientali, necessari per i cittadini del futuro mondo globale e per una nuova cultura e nuovi atteggiamenti per una gestione sostenibile del mondo in chiave di sostenibilità e di consapevolezza delle proprie radici.

 

7. Strategie

La realizzaizone del progetto ha portato alla definizione di un percorso educativo e didattico che il museo intende offrire annualmente a istituti scolastici, gruppi di interesse e cittadini comuni. La sintesi di questi percorsi, di laboratori didattici messi a punto, pubblicazioni e progetti è stata presentata nell'ambito della Settimana UNESCO DESS 2013 e ulteriormente elaborata con studenti del Liceo attraverso personali visioni del paesaggio e l’allestimento della mostra itinerante per il coinvolgimento di tutti i cittadini nell’osservazione dei apesaggi e deel loro variazioni.

 

8. Prodotti

- proposta di percorso didattico e di proposta metodologica di osservazione delle caratteristiche e delle variazioni di paesaggio

- promozione per monitoraggio di una pubblicazione su percorsi paesaggistici "Chi lascia la strada bianca per la nuova ... 10 itinerari e 1000 paesaggi sulla viabilità minore fra Lazio, Umbria e Toscana"

- mostra itinerante “Calati … dentro il paesaggio” realizzata dagli studenti delle scuole superiori con il proprio punto di vista e contributi di vari cittadini

 

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Museo del Fiore

Museo Uomo Ambiente. Musei e paesaggio tra etnografia e ambiente

1. Titolo del progetto

Musei e paesaggio tra etnografia e ambiente

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo Uomo Ambiente. Il territorio nel temp. Bazzano (Parma)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Uomo Ambiente. Il territorio nel temp. Bazzano (Parma)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Scuole e Musei del comune di Neviano degli Arduini (PR), Museo Ettore Guatelli, Sistema Museale della provincia di Parma, Cooperativa di comunità Fuso.com

 

5. Cosa

Il Museo Uomo-Ambiente  ha inteso, già in fase progettuale, comprendere gli oggetti del patrimonio della civiltà contadina all’interno dell’ambiente che li ha visti trasformarsi ed ha sempre operato perché l’ambiente e gli oggetti fossero colti nel contesto dinamico che si è concretizzato nella definizione di paesaggi culturali in divenire. Il Museo ha dunque scelto di modificare nel tempo i percorsi espositivi, mantenendo tuttavia il forte legame tra questi e il territorio, sia come “fonte” storiografica che come “museo all’aperto”. Tutto ciò che entra nel Museo torna nelle case-deposito del paese quando muta il percorso espositivo

 

6. Obiettivi

Concretizzare percorsi espositivi che trovino nell’ambiente circostante forti richiami ancora presenti

Progettare sul piano museografico e museologico affinché sia evidente che oggetti ed ambiente hanno costituito paesaggi di culture che si sono avvicendati, integrati, negati, obliati, riscoperti…ma che hanno continuato a creare relazioni significanti che il museo consente di leggere.

Salvaguardare è un aver cura che lascia il patrimonio nella sua essenza, poichè è questa la sua salvezza. Ed è cura aperta, dischiusa, proprio perchè istituita e fondante nel presente, sulla via che si inizia

 

7. Strategie

Corsi per il recupero di antiche abilità , corsi di cucina tradizionale, 'Serate all'osteria' (il museo diventa luogo di incontro di anziani e giovani del paese che riscoprono la gioia del racconto e dell'ascolto), progetto 'D'uve antiche' per la riscoperta e la tutela di antichi vitigni, attenzione ai depositi presenti in paese, progettazione partecipata scuole del territorio -museo : Musei al museo e Paesaggi di oggetti, progetto di "museo diffuso" in collaborazione con la 'Cooperativa di comunità Fuso.com che gestisce nella parte alta del nostro comune il Parco Monte Fuso

 

8. Prodotti

Alcune attività hanno portato alla pubblicazione  di monografie (D'uve antiche e Ti racconto Case Penuzzi); i progetti attuati con le scuole del Comune hanno permesso ai bambini di creare percorsi espositivi all'interno del Museo.

'Musei e paesaggio tra etnografia e ambiente: prèsidi e comunità in dialogo' è il titolo del convegno che si svolgerà presso il Museo Uomo Ambiente di Bazzano,. Si parlerà di museo come dono, della 'delicatezza' del paesaggio, del rapporto tra musei, comunità e territorio

 

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Museo Uomo Ambiente

La Partecipanza Agraria di Nonantola

1. Titolo del progetto

La Partecipanza Agraria di Nonantola: mille anni di storia tra archeologia e ambiente

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo di Nonantola (MO)

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo di Nonantola (MO) - capofila con Istituto Comprensivo F.lli Cervi

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra

Partecipanza Agraria di Nonantola

Centro di Educazione alla Sostenibilità di Nonantola

Università Ca’ Foscari di Venezia – Insegnamento di Archeologia Medievale

Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna

Consorzio della Bonifica Burana

 

5. Cosa

La Partecipanza Agraria è una particolare forma di gestione collettiva dei terreni agricoli di origine medievale: i suoi terreni sono periodicamente ripartiti, tramite sorteggio, tra i discendenti di antiche famiglie legati al territorio dall’obbligo di residenza.

300 studenti della scuola primaria di secondo grado D. Alighieri e 60 corrispondenti francesi del Collège di Belley sono stati coinvolti in un progetto di valorizzazione storica, ambientale e archeologica di questo  “bene culturale”.

 

6. Obiettivi

Gli studenti hanno :

  • appreso metodi e strumenti per “fare storia”: fonti scritte e materiali
  • acquisito nozioni di metodologia archeologica: scavo e documentazione
  • approfondito la conoscenza del territorio e del paesaggio storico di un’istituzione unica nel suo genere
  • indagato l’ambiente rurale sperimentandone in loco le trasformazioni
  • elaborato report e documentazione sulle attività svolte
  • trasmesso le esperienze e le conoscenze acquisite attraverso visite guidate

 

7. Strategie

- attraverso le visite nei musei nonantolani i ragazzi hanno compreso l’evoluzione del territorio nel corso dei secoli

- esperti naturalisti li hanno guidati alla scoperta del bosco e del cambiamento del paesaggio agrario in Partecipanza

- dopo una preparazione teorica si sono cimentati nello scavo archeologico di un sito romano localizzato in Partecipanza, seguiti da professionisti archeologi sotto la direzione della Soprintendenza Archeologica Regionale e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

 

8. Prodotti

3 seminari a novembre 2013 sulle Partecipanze dal punto di vista storico e ambientale tenuti dal prof. Gianluca Bottazzi–Università di Parma; dalla dott.ssa Ombretta Piccinini–Archivio Storico Comune Nonantola e dal dott. Alberto Reggiani–Partecipanza Agraria di Nonantola

31 maggio 2014 “Le radici della Partecipanza” visita guidata archeologica e ambientale a cura degli studenti

Diario on-line compilato dai ragazzi divulgato sui siti web di Comune, UIT, scuola, IBC, Soprintendenza e Università.

 

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Partecipanza

Rete degli Orti Botanici della Lombardia: MicroMacro

1. Titolo del progetto

MicroMacro (paesaggi)

 

2. Soggetto/i proponente/i

Rete degli Orti Botanici della Lombardia

 

3. Museo/i partecipante/i

Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; Giardino Botanico Alpino Rezia di Bormio (SO); Orto Botanico di Brera, Orto Botanico Cascina Rosa, Milano; giardino Botanico G.E Ghirardi, Toscolano Maderno (BS); Orto Botanico di Pavia; Villa Carlotta, a Tremezzo (CO).

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Bergamo, Parco Nazionale dello Stelvio, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Pavia, Ente Villa Carlotta; varie Istituzioni scolastiche del territorio.

 

5. Cosa

MICRO/MACRO (paesaggi) è  una attività educativa centrata sui concetti di osservazione e rappresentazione con brevi cenni all’Architettura del paesaggio e alla Storia del Paesaggio nell’Arte. Si caratterizza per semplicità di realizzazione, efficacia di strumenti, multidisciplinarietà delle applicazioni.

 

6. Obiettivi

L’obiettivo principale è di fornire ai partecipanti gli strumenti cognitivi e metodologici per una osservazione analitica degli elementi del territorio; obiettivo ulteriore è impostare un percorso di approfondimento per comprendere i processi dinamici che interessano i mutamenti del paesaggio, a partire anche dalla riflessione su un singolo elemento vegetale.

 

7. Strategie

Le azioni in essere sono volte alla promozione e diffusione dell’attività anche in contesti esterni ai musei ed alla formazione degli insegnanti con approfondimenti sui temi legati alla gestione sostenibile dell’ambiente.

 

8. Prodotti

Sono state realizzate fino ad ora attività con 42 classi nei vari Orti Botanici della Rete ed in contesti esterni. Proposta per la realizzazione di una mostra degli elaborati prodotti nel tempo ed una riflessione pubblica condivisa. Proposta di attivare ulteriori connessioni con musei, enti o istituzioni che si occupano di paesaggio urbano e innescare un dialogo costruttivo per una lettura del paesaggio nella sua dimensione complessiva (vegetale, naturalistica, antropica, urbanizzata).

 

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Micro Macro

Quattro passi nella centuriazione: ricostruzione del paesaggio e dell’ambiente in età romana

1. Titolo del progetto

Quattro passi nella centuriazione: ricostruzione del paesaggio e dell’ambiente in età romana

 

2. Soggetto/i proponente/i

Istituto Comprensivo di San Giovanni in Persiceto e Museo Archeologico Ambientale in collaborazione con Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, Università degli Studi di Ferrara, Comune di San Giovanni in Persiceto, Comune di Sant’Agata Bolognese, Consorzio dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto, Consorzio della Bonifica Burana, Agen.Ter.

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Archeologico Ambientale

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Istituto Comprensivo di San Giovanni in Persiceto e Museo Archeologico Ambientale in collaborazione con Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, Università degli Studi di Ferrara, Comune di San Giovanni in Persiceto, Comune di Sant’Agata Bolognese, Consorzio dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto, Consorzio della Bonifica Burana, Agen.Ter.

 

5. Cosa

E’ stato indagato con attività di ricerca archeologica e archeobotanica un sito di età romana rinvenuto nel territorio rurale di San Giovanni in Persiceto (Bo). Il progetto ha previsto la formazione e la partecipazione attiva di studenti della Scuola secondaria di I grado nelle operazioni di ricerca sul campo e ha consentito di mettere in luce i resti di un edificio rustico e strutture produttive oltre a ricostruire il paesaggio e l’ambiente circostante in età romana.

 

6. Obiettivi

Obiettivo del progetto è la realizzazione di un percorso didattico ciclopedonale che consenta di ripercorrere le tracce del reticolo centuriale ancor oggi esistente tra i comuni di San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata Bolognese e che illustri gli aspetti della vita quotidiana in età romana messi in luce in seguito allo scavo dell’edificio rustico. L’esperienza di ricerca sul campo, inoltre, ha favorito la socializzazione e la cooperazione dei ragazzi partecipanti.

 

7. Strategie

Gli studenti hanno seguito lezioni teoriche di approfondimento ed hanno partecipato ad un piccolo trekking guidato attraverso il territorio comunale; sotto la direzione scientifica della Soprintendenza sono state svolte ricognizioni di superficie ed un piccolo scavo stratigrafico in corrispondenza del sito di età romana. Sono poi seguite le analisi dei reperti archeologici e archeobotanici rinvenuti per ricostruire il contesto archeologico e l’ambiente circostante.

 

8. Prodotti

Per il progetto sono state realizzate speciali magliette Io amo i Beni Culturali indossate in tutte le attività, una mostra archeologica con i reperti recuperati e la ricostruzione ambientale del sito indagato, un video-documentario dei momenti salienti del progetto; è stata organizzata una giornata di presentazione dei risultati con cena “romana” finale curata da una storica dell’alimentazione in collaborazione con studenti di un Istituto d’Istruzione Superiore per gustare i cibi presenti “sulla tavola di Apicio”.

 

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Centuriazione

Il Museo a Cielo Aperto - Itinerari multimediali naturalistici e storico-architettonici sul Monte Pisano

1. Titolo del progetto

Il Museo a Cielo Aperto - Itinerari multimediali naturalistici e storico-architettonici sul Monte Pisano

 

2. Soggetto/i proponente/i

Museo di Storia Naturale Università di Pisa

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo di Storia Naturale Università di Pisa

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Regione Toscana - Comune di Calci - Comune di San Giuliano Terme

 

5. Cosa

Il Monte Pisano ed il territorio circostante rappresentano un patrimonio culturale di grande valore che spesso viene ignorato dagli utenti a causa della inaccessibilità delle informazioni. Il progetto ha previsto di realizzare dei pannelli multilingua contenenti anche dei Qr code lungo due percorsi opportunamente selezionati di interesse Naturalistico e Storico-Architettonico sul versante Sud- Occidentale del Monte Pisano.

 

6. Obiettivi

L'obiettivo primario del progetto è quello di intensificare i rapporti tra il Museo ed il  territorio e di garantire l'accessibilità alla conoscenza ad un pubblico sempre più vasto e diversificato (scuole, turisti, abitanti del territorio). Il progetto si prefigge di ricercare forme più ampie e aperte di partecipazione sociale e di dialogo che riguardino non solo i contenuti, ma anche i contesti e i linguaggi.

 

7. Strategie

Per garantire la massima diffusione è prevista la realizzazione di una guida multilingua dove vengono spiegati nel dettaglio i due itinerari e la realizzazione di cicli di seminari divulgativi riguardanti il patrimonio naturalistico del Monte Pisano.

Inoltre, per quanto riguarda l'utenza scolastica, è prevista la progettazione e la promozione di percorsi didattici in Museo e di escursioni lungo l'itinerario naturalistico dove si affrontano tematiche di educazione scientifica e ambientale.

 

8. Prodotti

- Realizzazione e collocazione di 20 pannelli multilingua di diversa dimensione lungo i due itinerari (14 nell'itinerario naturalistico e 6 nell'itinerario storico-architettonico).

- Guida cartacea agli itinerari "Il Museo a cielo aperto" (32 pag.)

- Presentazione del progetto al pubblico

- Seminari divulgativi sul patrimonio del Monte Pisano

- Presentazione e promozione nelle scuole di diverso ordine e grado dei percorsi all'interno del Museo e dell'escursione sul territorio.

 

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Monte Pisano

Workshop a Castel di Tusa - Museo d’arte contemporanea della Sicilia (2)

1. Titolo del progetto

Workshop con Gianni Caravaggio e Diego Perrone a Castel di Tusa e gli artisti del SACS

 

2. Soggetto/i proponente/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

3. Museo/i partecipante/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Atelier sul Mare, Fiumara d’arte di Antonio Presti.

 

5. Cosa

Coerentemente con l’intento di sensibilizzare la popolazione sul tema della tutela e del rispetto dell’ambiente, il museo ha condotto un gruppo di giovani artisti ad immergersi nel paesaggio suggestivo di Castel di Tusa, dando così vita ad una sperimentazione sui materiali e sulle tecniche in armonia con il contesto naturalistico, il tutto illuminato da un’idea di arte legata alla sostenibilità ambientale. 

 

6. Obiettivi

L’obiettivo di questo workshop era quello di dare vita ad una riflessione teorica sulle ragioni e sulle modalità del fare arte, rivolgendo la propria attenzione ad una nuova generazione di artisti, con un proprio bagaglio di visioni e istanze che chiedono di essere riconosciute, indagate e quindi valorizzate.

 

7. Strategie

Lo scopo del progetto è stato perseguito attivando una dimensione laboratoriale di effettiva operatività, all’interno della quale realizzare opere destinate ad essere parte integrante di una mostra: questa, a sua volta, è stata progettata coralmente durante i giorni del progetto RESIDENZA  e, in un secondo momento, verrà allestita nella sede espositiva del museo, così da valorizzare le opere dei giovani artisti coinvolti nel progetto.

 

8. Prodotti

La realizzazione di una mostra presso il Museo Riso nel corso della futura programmazione.

 

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Workshop presentazione_TUSA.pdf

Modello per un Sistema Museale Ambientale. Il Parco del Valentino a Torino

1. Titolo del progetto

Modello per un Sistema Museale Ambientale - Il Parco del Valentino a Torino

 

2. Soggetto/i proponente/i

Soggetti proponenti: Politecnico di Torino: Annalisa B. Pesando, referente del progetto, ricercatore postdottorato, Elena Dellapiana, referente scientifico, Clelia Caldesi Valeri, dottoranda; Borgo medievale: Filippo Ghisi, responsabile, e Edoardo Santoro, curatore giardino; Daniele Jallà, direttore di MuseoTorino ed ex Dirigente Servizi Museali Città di Torino.  

 

3. Museo/i partecipante/i

Borgo medievale di Torino, viale Virgilio, Parco del Valentino

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Partner attuali: Politecnico di Torino - SITI (Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l'Innovazione) - Fondazione Torino Musei - partner economici privati; Partner interessati: Città di Torino (Divisione Cultura, Comunicazione e Promozione Città e settore Verde Pubblico), Regione Piemonte (Corona Verde), Circolo dei Lettori Torino, Parco Fluviale del Po.

 

5. Cosa

Il progetto si colloca nei processi di strategia territoriale indirizzata a promuovere nuovi approcci di metodo, nell’ottica del “fare sistema”, per la valorizzazione e il potenziamento dell’ambiente storico urbanizzato, nello specifico dei parchi urbani, secondo gli orientamenti europei indirizzati al “Natural & Cultural Heritage”, attraverso il caso studio del Parco del Valentino di Torino, storicamente carico di valenze, limitrofo al centro storico e caratterizzato da attività diverse.

 

6. Obiettivi

L’obiettivo del progetto è quello di connettere temi fondamentali come Arte, Scienza, Natura e Società in una visione generale e condivisa in cui la cultura possa avere un ruolo importante per il coordinamento di un sistema capace di migliorare la qualità della vita, di rafforzare le capacità di innovazione, creare opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, qualificare la domanda turistica e valorizzare il paesaggio culturale.

 

7. Strategie

Le strategie di progetto prevedono l’individuazione di un gruppo multidisciplinare di lavoro, tecniche di visitor management per l’elaborazione di linee guida per il sistema Parco, l’applicazione di approcci innovativi per la qualità dell’informazione (Digital Humanities), l’uso della piattaforma web 2.0 per strategie di marketing territoriale, la sperimentazione con casi pilota.

 

8. Prodotti

Le iniziative in corso sono studio del modello con elaborazione di mappe urbane e strumenti storico critici per l’analisi e la conoscenza dei luoghi per la sostenibilità futura, l’esecuzione di ricognizioni sul territorio e la realizzazione di indagini per la partecipazione condivisa con le attività del Parco. Iniziative future prevedono approcci associativi, proposte integrative di promozione e collaborazione con casi pratici pilota e l’elaborazione di linee guida per il sistema Parco.

 

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Parco del Valentino

Temi turistici per il paesaggio culturale della Valtiberina Toscana

1. Titolo del progetto

Temi turistici per il paesaggio culturale della Valtiberina Toscana

 

2. Soggetto/i proponente/i

Palazzo della Battaglia – Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari

 

3. Museo/i partecipante/i

Palazzo della Battaglia – Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Anghiari – Toscana d’Appennino Soc. Coop.

 

5. Cosa

Trasformare il bookshop del museo nel  luogo in cui vengono comunicate tematiche turistiche legate al paesaggio, dove il visitatore trova informazioni utili a una visita memorabile e personalizzata del territorio. Per cui, lo spazio dedicato alla vendita di oggetti, diviene strumento per veicolare informazioni per vivere esperienze di svago consapevoli.

 

6. Obiettivi

Far percepire il museo come promotore di fruibilità turistica e al tempo stesso fornire al territorio strumenti per il proprio sviluppo. Fornire inoltre “consapevolezza” ai visitatori del museo riguardo al territorio (da capire e rispettare nelle sue peculiarità storiche e antropologiche). Passato lo start-up, il progetto verrà esteso agli altri musei della attuale rete museale in Valtiberina toscana.

 

7. Strategie

Adeguare il protocollo di biglietteria mediante un periodo formativo rivolto al personale  sulle tematiche turistiche comunicate nel bookshop. Attivare una metodologia di prenotazione (in accordo con tour operator e/o operatori del settore) per mettere in grado il visitatore di vivere la sua esperienza. Attivare analisi di customer satisfaction. 

 

8. Prodotti

Appostiti apparati di comunicazione (fissi e digitali) in cui sarà possibile ricevere le informazioni adeguate con comunicazione adeguata. Questi alcuni dei temi: La Battaglia di Anghiari e i suoi luoghi - Per chi non si accontenta di Leonardo Da Vinci – San Francesco in terra di Anghiari - Per chi cerca la suggestione –   Il primo maestro di Piero della Francesca?  - Per gli appassionati d’arte –  Il Tevere in Toscana - Per chi cerca la natura in un paesaggio di storia – 

 

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Valtiberina

Gotica Toscana: Orizzonti di Libertà

1. Titolo del progetto

Orizzonti di Libertà

 

2. Soggetto/i proponente/i

Gotica Toscana Onlus

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo della Seconda Guerra Mondiale del Fiume Po di Felonica (MN)

Museo Memoriale della Libertà di San Lazzaro di Savena (BO)

Museo Winter Line di Livergnano (BO)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Enti collegat al “North Apennines Po Valley Park” (NAPV)

 

5. Cosa

L'area del Passo del Giogo nel Comune di Scarperia e S. Piero (FI), nel settembre 1944 è teatro di una delle Battaglie chiave dello sfondamento della Linea Gotica.
Gotica Toscana onlus ha censito le installazioni belliche ancora rilevabili e provvedendo al recupero e ripristino di quelle funzionali al progetto di itinerari escursionistici di varia durata e difficoltà, compresi quelli accessibili anche a persone con mobilità ridotta.

 

6. Obiettivi

Il progetto prevede inoltre il coordinamento e la presentazione sotto forma di percorsi tematici di tutte le attività organizzate dagli enti collegati al “North Apennines Po Valley Park” (NAPV) un parco storico-tematico sulla Seconda Guerra Mondiale dedicato alla conservazione della memoria dell''ultima fase della Campagna d'Italia.

 

7. Strategie

Il NAPV è nato dalla collaborazione tra Gotica Toscana Onlus e il suo Centro Documentazione e Ricerche Storiche (FI), il Museo della Seconda Guerra Mondiale del Fiume Po di Felonica (MN), il Museo Memoriale della Libertà di San Lazzaro di Savena (BO) e il Museo Winter Line di Livergnano (BO) offre con la sua rete museale un’interpretazione alternativa del panorama italiano rispetto al tradizionale approccio artistico e gastronomico attraverso l’organizzazione di mostre, manifestazioni come "Un Tuffo nella Storia - Museo a cielo aperto", raduni di veicoli d'epoca e rievocatori che ripercorrono le strade della Liberazione (La Colonna della Libertà).

 

8. Prodotti

Gotica Toscana onlus insieme gli altri membri del NAPV, promuove ed organizza mostre, incontri e contatti con veterani e le loro famiglie, archiviazione e diffusione delle testimonianze e attività sul campo. Queste ultime hanno come protagonisti principali i luoghi e le testimonianze paesaggistiche tuttora presenti. Questi elementi sono utilizzati per la progettazione e realizzazione di percorsi tematici, approccio che ha portato all'incremento delle presenze ed un aumento generale dell'interesse per questo settore anche da parte delle istituzioni straniere.

 

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NAPV

Villaggi di capanne nei Monti Lepini

1. Titolo del progetto

Villaggi di capanne nei Monti Lepini

 

2. Soggetto/i proponente/i

Università degli Studi di Roma “La Sapienza": Vincenzo Padiglione

 

3. Museo/i partecipante/i

EtnoMuseo Monti Lepini - Roccagorga (LT)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione; Regione Lazio - Area Servizi Culturali; Associazione Progetto Lepini

 

5. Cosa

Ancora nella prima metà del Novecento non vi era zona della collina lepina che non

accogliesse, tra i paesi, piccoli "villaggi" di capanne. Che quelle abitazioni antiche di pietre a secco, rami di castagno e stramma fossero un segno di indigenza è evidente, ma che rivelassero anche altro, una trama di migrazioni, una originale cultura, un patrimonio materiale e immateriale da conoscere e valorizzare (saperi naturalistici, ingegnose pratiche costruttive, spirito di frontiera) è consapevolezza di noi contemporanei. Le capanne e i villaggi ai quali esse hanno dato forma rappresentano un elemento che ha fortemente connotato il paesaggio tanto dal punto di vista culturale materiale (soprattutto in relazione ai materiali impiegati nella loro edificazione, ma anche in relazione alle forme, alla disposizione dei singoli manufatti) quanto immateriale (conoscenze, abilità, saperi, forme di socialità che la vita in capanna ha comportato)

 

6. Obiettivi

Documentare e salvaguardare i saperi e i saper fare alla base della costruzione di simili manufatti; creare attenzione circa i modi di vita di cui le capanne sono testimonianza; mettere a punto uno strumento di lettura capace di aiutare il fruitore a interpretare gli insediamenti di capanne dei Monti Lepini

 

 

7. Strategie

Il Sistema Museale dei Monti Lepini ha promosso una accurata documentazione etnoarcheologica per rivendicare la rinnovata e sperimentale alleanza fra l'etnografia – centrata sulla contemporaneità delle fonti orali, sull'osservazione partecipante, le ricostruzioni genealogiche, il coinvolgimento dialogico e riflessivo dei ricercatori e nativi – e l'archeologia, focalizzata sulla cultura materiale, sul rilievo puntuale degli insediamenti

 

8. Prodotti

Villaggi di capanne nei Lepini. Una prospettiva etnoarcheologica, a cura di Vincenzo Padiglione, Roma, 2012, raccoglie i risultati del lavoro pluriennale che ha visto impegnati sul territorio dei Lepini una equipe formata da un totale di 14 ricercatori tra antropologi e archeolog.

 

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Villaggi di Capanne nei Monti Lepini

EtnoMuseo Monti Lepini: Diversità/Neoruralità/Manutenzione del territorio

1. Titolo del progetto

Diversità/Neoruralità/Manutenzione del territorio. I musei etnografici incontrano la contemporaneità

 

2. Soggetto/i proponente/i

Università degli Studi di Roma “La Sapienza: Vincenzo Padiglione

 

3. Museo/i partecipante/i

EtnoMuseo Monti Lepini - Roccagorga (LT), Museo della terra - Latera (VT)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione; ARSIAL - Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione in Agricultora; Regione Lazio - Area Servizi Culturali; Associazione Progetto Lepini

 

5. Cosa

Ai piccoli etnografici musei si deve una radicale espansione della democrazia culturale avendo essi contribuito ad inscrivere stabilmente nel patrimonio da conservare, salvaguardare e valorizzare il racconto di storie, genti e luoghi considerati minori, avendo dato vibrante rappresentazione ad una alterità culturale grazie alla quale è inconsapevolmente cresciuta la nostra civiltà e si è lentamente prefigurato il nostro apprezzato paesaggio

 

6. Obiettivi

Sollecitare l'antropologo museale a rivolgere il proprio sguardo etnografico al paesaggio rurale quale interpretazione dinamica della natura e della tradizione da parte delle comunità, a documentarne in dettaglio le radicali trasformazioni (es. processi di industrializzazione dell'agricoltura o di gentrificazione delle campagne) come anche le altrettanto significative permanenze. È inoltre necessario che, nelle vesti di conservatore del territorio – come recita la proposta ICOM – , egli mostri la medesima attenzione di cura che per missione e vocazione ha promosso e destinato verso la bellezza, la memoria e l'ingegnosità delle cose e dei discorsi. Il paesaggio culturale costituisce un aspetto imprescindibile nell'idea contemporanea di patrimonio

 

 

7. Strategie

Documentazione e interpretzione dall’interno dei modi di vita locali, degli aspetti culturali specifici e pervasivi dell'area di pertinenza, individuazione dei saperi e dei commenti degli stessi attori, spesso incorporati nelle pratiche. Dare rappresentazione con uno sguardo ad un tempo intimo e straniero le trasformazioni in atto nelle realtà locali e il protagonismo particolare delle nuove generazioni rispetto alla memoria di quelle precedenti. Mostrare come si viva oggi – resistendo e innovando – nei territori rurali e montani dove insistono molti piccoli musei etnografici

 

8. Prodotti

Installazioni etnografiche da esporre presso l'EtnoMuseo Monti Lepini di Roccagorga; interventi sul territorio (incontri, realizzazione di pubblicazioni, mostre); produzione di documenti audiovisivi

 

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Diversità/Neoruralità/Manutenzione del territorio

Musei del brigantaggio del Lazio

1. Titolo del progetto

Musei del brigantaggio del Lazio. Una lettura antropologica del territorio regionale

 

2. Soggetto/i proponente/i

Marco D'Aureli - Museo del brigantaggio di Cellere (VT), Vincenzo Padiglione - Museo del brigantaggio di Itri (LT) e Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo del brigantaggio - Cellere (VT), Museo del brigantaggio - Itri (LT), Museo delle terre di confine - Sonnino (LT)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Regione Lazio - Area Valorizzazione del patrimonio culturale

 

5. Cosa

Il progetto ha previsto promuovere i musei del brigantaggio che si trovano entro i confini della Regione Lazio a centri di interpretazione tramite i quali leggere la storia e la cultura e i paesaggi del Lazio sotto una prospettiva ben definita: quella dei vari fenomeni di ribellismo e illegalismo che vennero rubricati alla voce brigantaggio

 

6. Obiettivi

Promuovere in maniera integrata e incrociata i tre musei creando una sorta di micro sistema museale tematico capace di connettere i tre istituti culturali e di sollecitare i visitatori a muoversi al suo interno

 

7. Strategie

Creare un kit informativo capace di far sapere a chiunque acceda ad uno dei tre musei dell'esistenza degli altri e dunque di creare le premesse per delle visite mirate

 

8. Prodotti

Realizzazione di un cofanetto contenente i pieghevoli promozionali dei tre musei con l'aggiunta di un ulteriore pieghevole il cui testo serve a contestualizzare il tutto. I cofanetti, per un totale di 3000 esemplati, sono stati divisi equamente tra le tre strutture e vengono consegnati ai visitatori che ne fanno richiesta

 

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Musei del brigantaggio del Lazio

Museo dei Beni ecclesiastici della Diocesi di Rieti. All’eterno dal tempo

1. Titolo del progetto

All’eterno dal tempo

 

2. Soggetto/i proponente/i

Diocesi di Rieti

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo dei beni ecclesiastici della Diocesi di Rieti

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Diocesi di Rieti

Confraternite della Diocesi

Soprintendenza ai beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio

 

5. Cosa

La logica sottesa al progetto rispecchia l’impegno condiviso con la Soprintendenza ai beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio nella promozione del Museo Diffuso.

Poiché i beni musealizzati mantengono uno straordinario legame con i territori di provenienza, la loro catalogazione segnala, evidenzia e valorizza il contesto sociostorico che li ha prodotti, promuovendo iniziative di carattere culturale quali visite guidate, mostre temporanee e laboratori didattici mirati a conservare memoria delle devozioni locali e delle manifestazioni della tradizione.

 

6. Obiettivi

  • Garantire la conservazione del patrimonio storico artistico senza intaccarne l’uso liturgico ed il portato devozionale;
  • Promuovere la conoscenza delle radici e delle origini delle comunità dell’Italia centroappenninica parte integrante del territorio diocesano;
  • Trasmettere ai più giovani, attraverso la conoscenza delle opere d’arte sacra, gli elementi di un complesso sistema di valori identitari;
  • Promuovere l’acquisizione di beni ecclesiastici a rischio di deterioramento o di furto, incoraggiando le comunità parrocchiali a considerare il Museo Diocesano come il naturale luogo di custodia.

 

7. Strategie

In collaborazione con le Confraternite, si propongono attività volte alla migliore conoscenza del patrimonio artistico di matrice ecclesiastica e devozionale , attraverso incontri, conferenze, visite guidate.

È prevista l’attivazione di laboratori per la didattica museale in collaborazione con l’Ufficio Catechistico della Curia e con le scuole che ne fanno richiesta, elaborando specifici progetti da inserire nei Piani dell’Offerta Formativa.

 

8. Prodotti

Il catalogo della Pinacoteca Diocesana è concepito a partire dalla contestualizzazione e dalla provenienza delle opere d’arte sacra; analogamente  l’Annuario Diocesano riporta nelle schede descrittive delle parrocchie l’indicazione dei beni culturali custoditi presso le sale del Museo e della Pinacoteca.

 

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All'eterno del tempo

Rimini Antico-Presente Festival del Mondo Antico

1. Titolo del progetto

RIMINI Antico-Presente Festival del Mondo Antico

 

2. Soggetto/i proponente/i

Musei Comunali di Rimini

 

3. Museo/i partecipante/i

Musei Comunali di Rimini

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Società Editrice Il Mulino spa

 

5. Cosa

Rimini costituisce per Antico/Presente - progetto nato nel 1999 da un’idea di Marcello Di Bella - uno scenario attendibile non fosse altro per le emergenze dell'antico che lo connotano: l’Arco e il Ponte di età augustea, la "domus del chirurgo" con il Museo della Città.

Fedele a se stesso pur con varianti nel format, il Festival si dipana tra storia, archeologia, antropologia, filosofia, letteratura, religione… coinvolgendo studiosi spesso di livello internazionale. E propone Vacanze romane, visite guidate e laboratori per adulti, e Piccolo mondo antico Festival per bambini.

La rassegna Antico/Presente dal 2005 si è trasformata nel Festival del Mondo Antico con una svolta che evidenzia il coinvolgimento del territorio

 

6. Obiettivi

Il Festival nasce dall’intento di valorizzare il tessuto di quello che può considerarsi un distretto dell’antico allargato al territorio che conserva un patrimonio originale di testimonianze dalla Preistoria ad oggi. Un panorama che consente un dialogo tra passato e presente, ricco di confronti e sollecitazioni sulla vocazione territoriale, sull’evoluzione naturale e antropologica del paesaggio e dell’ambiente urbano.

 

7. Strategie

Peculiarità del Festival è quella di essere nato all’interno della struttura comunale avvalendosi per lo più di risorse umane interne. Dal 2013 si è creata una sinergia con la Società Editrice Il Mulino e ufficializzata la storica collaborazione con l’IBACN della Regione Emilia-Romagna. Fondamentale il rapporto con la Soprintendenza per i Beni Archeologici oltre che con Istituzioni e Associazioni locali e con le Università del territorio, da quella di Bologna a quella di Urbino. Utile alla creazione di una rete nazionale dei Festival, l’adesione ai lavori delle Città del Libro

 

8. Prodotti

Emblematiche dell’integrazione fra musei e paesaggi culturali le edizioni 2013 (STRADA FACENDO. 2200 ANNI DI VIA EMILIA) e 2014 (UN PONTE OLTRE GLI IMPERI 14-2014 Duemila anni di storia), incentrate la prima sulla Via Emilia, nell’anniversario della consolare, la seconda sul Ponte in pietra nel bimillenario della sua costruzione iniziata da Augusto nel 14 e terminata dal successore Tiberio nel 21. Tradizionalmente proposto nel solstizio d’estate, il Festival offre occasioni per conoscere anche angoli inediti di Rimini e del territorio o originali letture del paesaggio.

 

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Antico Presente

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia: Progetto Residenze

1. Titolo del progetto

RESIDENZE

 

2. Soggetto/i proponente/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

3. Museo/i partecipante/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

DENA Foundation Parigi, MACRO di Roma, American Accademy in Rome, Düsseldorf Kunstverein e Atelier sul mare a Castel di Tusa

 

5. Cosa

Il progetto RESIDENZE nasce dalla volontà di definire il legame tra il Museo Riso e il territorio, con l’intento di connettere la tutela del paesaggio alla valorizzazione dei contesti. Artisti siciliani sono stati ospitati a cura del museo da istituzioni culturali internazionali e hanno tradotto l’entusiasmo del contatto con questi spazi in una serie di attività artistiche e culturali all’insegna del rispetto per il paesaggio e per i suoi ritmi: alcune delle opere prodotte sono state oggetto di una mostra presso il museo.

 

6. Obiettivi

Il Museo Riso ha lo scopo istituzionale di porsi promotore della cultura contemporanea in ambito siciliano e di crescita sociale e culturale promuovendo, inoltre, i giovani artisti dell’archivio SACS – Sportello Arte Contemporanea Siciliana.

 

7. Strategie

A tal fine è stato aumentato il numero delle esposizioni, coordinate, a loro volta, ad attività didattiche e di ricerca che potessero produrre una partecipazione allargata del pubblico anche in funzione di un’offerta multidisciplinare.

 

8. Prodotti

Oltre alla progettazione di RESIDENZE d’artista il Museo RISO ospita attualmente la mostra Stanze#1 di Anselmo Kounellis, attiva fino al 09/11. Sono in fase di allestimento la personale di Michele Cossyro, “Universi” e quella di Stefano Canto. Dal 24/09 al 7/10 si terrà la rassegna Meteorite in Giardino in collaborazione con la Fondazione Merz.

 

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RESIDENZE

Riso: Cantiere del Seme d’arancia di Emilio Isgrò

1. Titolo del progetto

Cantiere del Seme d’arancia di Emilio Isgrò

 

2. Soggetto/i proponente/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

3. Museo/i partecipante/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Cantiere del Seme d’Arancia, Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (ME)

 

5. Cosa

È il 1988. Emilio Isgrò dona al comune di Barcellona Pozzo di Gotto una delle prime installazioni urbane di arte contemporanea, il Seme d’Arancia. Il Museo Riso, istituzione pubblica di riferimento nell’ambito dell’arte contemporanea in Sicilia, sta orientando la sua attività verso la valorizzazione del territorio: in questo senso il museo pone l’attenzione sul tema del restauro del contemporaneo a partire dall’opera di Isgrò, coinvolgendo tecnici e allievi del settore.

 

6. Obiettivi

Principale finalità del progetto è quella di porre l’attenzione degli operatori del settore e del pubblico sul restauro e sulle eventuali modifiche che un’opera d’arte contemporanea può subire: tematica, questa, di certo interesse che pone il problema del volere dell’autore e il suo diretto coinvolgimento. Altro obiettivo è la realizzazione di una mostra di Isgrò presso il Museo Riso  nel corso della futura programmazione.

 

7. Strategie

Realizzazione di workshop e laboratori multidisciplinari che coinvolgano gli addetti ai lavori e i non; una moltiplicazione delle attività espositive, didattiche e di ricerca, connesse con la partecipazione allargata del pubblico anche in funzione di un’offerta multidisciplinare per i bambini e le scuole.

 

8. Prodotti

Impegno nei lavori di restauro del Seme d’Arancia, attivi a partire dal 2014, che includano laboratori didattici e workshop. Cooperazione con Emilio Isgrò in vista di una sua mostra presso la sede espositiva del Museo Riso.

 

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Cantiere del Seme d'Arancia

Installazione di Richard Long, Circle of Life

1. Titolo del progetto

Installazione di Richard Long, Circle of Life, 1997-2008

 

2. Soggetto/i proponente/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

3. Museo/i partecipante/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Fondazione Orestiadi, Gibellina

 

5. Cosa

Il progetto dell’installazione in situ è nato dalla precisa volontà di definire il Museo Riso come museo del territorio avamposto nella tutela del paesaggio e attento alla valorizzazione dei contesti. L’intervento d’eccellenza di Richard Long, tra i più importanti realizzati nel territorio italiano, rappresenta un elemento paesaggistico denso di significati: il rinvio alla cultura del grande Nord, in cui la matrice originaria è legata alla simbologia solare, alla creazione e all’incontro.

 

6. Obiettivi

L’intento di questo progetto è stato quello di valorizzare il territorio attraverso la promozione delle pratiche dell’arte ambientale e della land art in Sicilia. Queste due correnti artistiche presentano, infatti, più di un’affinità con gli interessi del museo: la rievocazione o il ripensamento stesso del territorio, ad esempio, sono azioni che possono riqualificare il paesaggio.

 

7. Strategie

Proseguire la collaborazione con Richard Long è, al momento, una concreta possibilità per il Museo che potrà garantire certo prestigio al museo e, soprattutto, al territorio.

 

8. Prodotti

Nel corso della mostra Stanze# è preciso intento del Museo tradurre l’opera di Long dall’attuale collocazione presso Gibellina alla sede espositiva di Palazzo Riso sotto la supervisione dell’artista inglese: è evidente che un simile evento darà “luogo” a nuove e stimolanti evoluzioni che metteranno in  evidenza l’importanza del museo nel territorio e il suo chiaro interesse nella promozione del paesaggio. Una promozione che avviene per il tramite di azioni mirate e brillanti come può essere questo rinnovato sodalizio con Richard Long.

 

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Circle of Life

Da Siena al Padule: un itinerario tra natura e storia nella Piana di Rosia

1. Titolo del progetto

Da Siena al Padule: un itinerario tra natura e storia nella Piana di Rosia.

 

2. Soggetto/i proponente/i

Complesso Museale S.Maria della Scala, Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali-Università degli Studi di Siena.

 

3. Museo/i partecipante/i

_

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Sovicille, Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana.

 

5. Cosa

Il progetto di itinerario deriva dall’ analisi dei dati archeologici e storici confluiti nella mostra Memorie dal Padule: la Piana di Rosia tra storia e contemporaneità durante le Notti dell’Archeologia 2012.L’itinerario si snoda nella zona pianeggiante e pedecollinare a sud-ovest della città di Siena. La Piana in particolare costituisce un pregevole esempio di conservazione di paesaggio culturale: ancora oggi si caratterizza per la fitta rete di canali, risultato delle bonifiche intraprese a partire dal secolo XIII dal comune di Siena e dall’Abbazia di Torri, e per la presenza diffusa di insediamenti storici. L’itinerario valorizza anche le realtà museali presenti, come il Museo del Bosco di Orgia, incentrato sulle attività tipiche della zona collinare.

 

6. Obiettivi

La fruizione a fini ricreativi e didattici della Piana permette di apprezzare la stretta relazione con Siena, attraverso la lettura di quei “segni” che la città, dal periodo medievale, ha lasciato nel territorio per procurarsi le risorse necessarie alla propria crescita economica: sistemazioni agricole e idrauliche, mulini, gualchiere, ferriere, cave della Montagnola, fornaci di laterizi, infrastrutture viarie.

L’itinerario consente inoltre di conoscere la storia delle trasformazioni territoriali e di evidenziare, in quella stessa storia, le regole di manutenzione e di “restauro” per la conservazione del paesaggio culturale della Piana.

 

7. Strategie

Si prospettano possibili interventi di valorizzazione come l’istituzione di un parco agricolo multifunzionale, fondato su patti di pianificazione e collaborazione tra i vari attori presenti sul territorio, restauro e riqualificazione degli edifici storici, colture di qualità, filiera corta, itinerari turistico-culturali a tema. Le prevalenti attività agricole attuali, frequentemente associate a offerte ricettive di qualità, si inseriscono infatti in un tessuto ambientale e paesaggistico di grande fascino con innumerevoli emergenze archeologiche e monumentali.

 

8. Prodotti

2012 - Mostra documentaria Memorie dal Padule: la Piana di Rosia tra storia e contemporaneità, ospitata presso la COOP di Rosia e tavola rotonda presso la Bottega di Stigliano (SI);successivamente la mostra è  stata ospitata presso la Società Filarmonica di San Rocco a Pilli (SI);

2013 - Conferenza XV Pomeriggio con l’Agricoltura sul tema “Memorie dal Padule: storia e agricoltura nella Piana di Rosia” ed esposizione della mostra presso l’Accademia dei Fisiocritici di Siena;conferenza presso il Museo Archeologico “R. Bianchi Bandinelli” di Colle Val d’Elsa su “Memorie dal Padule: la Piana di Rosia tra storia e contemporaneità” in occasioni delle Notti dell’Archeologia 2013;

2014 - Incontro Pubblico sul tema “Il parco agricolo multifunzionale:  esperienze per un progetto del territorio” promosso da Associazione Ampugnano per la Salvaguardia del Territorio , ospitato presso la Società Filarmonica di San Rocco a Pilli (SI);i contributi sui temi della mostra sono in corso di pubblicazione nella collana Miscellanea Storica della Valdelsa.

 

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Rosia

“Occhio ai Chiostri di San Pietro” di Reggio Emilia

1. Titolo del progetto

“Occhio ai Chiostri di San Pietro” di Reggio Emilia

 

2. Soggetto/i proponente/i

- Liceo d’arte G. Chierici (scuola coordinatrice)/docenti Silvia Moretti e Paola Panciroli insieme a Istituto comprensivo E. Fermi di Rubiera, Istituto comprensivo di Carpineti e Casina e Scuola secondaria di primo grado Leonardo da Vinci

- Musei civici di Reggio Emilia/referente dei Chiostri di San Pietro/responsabile dr.ssa Elisabetta Farioli

 

3. Museo/i partecipante/i

Musei civici di Reggio Emilia/referente dei Chiostri di San Pietro

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Museo diocesano – Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla

 

5. Cosa

Il progetto sui Chiostri di San Pietro ha coinvolto gli studenti di quattro complessi scolastici posti sia all’interno della città sia nella provincia.

L’intento è stato quello di sviluppare un Picture Book scaricabile gratuitamente da Apple.

Il cittadino interessato ai Chiostri, consultando il Picture Book, partirà da quel bene per poi incuriosirsi, attraverso non banali punti di vista, e scoprire altri aspetti del paesaggio e del patrimonio collettivo grazie agli sguardi di giovani studenti.

 

6. Obiettivi

Far emergere altri “fili conduttori” sempre riconducibili ai Chiostri di San Pietro ma individuati dai ragazzi: sono state le loro intuizioni che hanno condotto ad altri beni presenti nei territori nel paesaggio circostante di tutta la provincia di Reggio Emilia.

I giovani hanno scoperto così i beni legati alla loro provenienza d’origine e alla loro storia, l’esperienza verrà restituita in un Picture Book grazie a parole chiave, video, musiche e suoni, letture, slide show fotografici.

 

7. Strategie

Il progetto è partito dall’esperienza nata con la II edizione del bando “Io amo i beni culturali”. Il liceo artistico è riuscito nell’intento di costruire un I Book sulla chiesa chiusa di San Domenico.

Abbiamo così allargato l’esperienza ad altre scuole secondarie di primo grado; insieme con la vincita di Occhio a San Pietro abbiamo creato una “redazione” allargata entro la quale il Liceo Chierici ha svolto il ruolo di “facilitatore”.

 

8. Prodotti

Con l’I Book i ragazzi hanno saputo trasformare il testo-bene culturale in pretesto per cogliere delle assonanze tra il bene e altri beni culturali del territorio.

E così dal centro della città di Reggio dove hanno sede i Chiostri si potrà – percorrendo l’asse della Via Emilia - giungere alla Corte ospitale di Rubiera e lì visitare un altro luogo benedettino in cui il chiostro piccolo presenta elementi di assonanza straordinariamente affini al chiostro di San Pietro.In bicicletta, dalla Corte Ospitale ci si potrà dirigere a visitare altre testimonianze storico-artistiche del paesaggio.

 

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Occhio ai Chiostri

Mappare il ricordo: L’alluvione di Firenze

1. Titolo del progetto

Mappare il ricordo: 4 novembre 1966, l’alluvione di Firenze

 

2. Soggetto/i proponente/i

MAB Toscana – dove l’acronimo sta per Musei, Archivi, Biblioteche – cioè il coordinamento delle sezioni regionali di ICOM (International Council of Museums), ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) e AIB (Associazione Italiana Biblioteche).

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Galileo, Villa I Tatti-Harvard University, Istituto degli Innocenti, Gabinetto Vieusseux, Archivio Fotografico Toscano, Associazione Nazionale Case della Memoria, Coopculture e tutti quegli istituti che potranno avere interesse ad aderire al progetto.

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Per la natura del progetto saranno da coinvolgere le istituzioni cittadine e regionali.

 

5. Cosa

Gli effetti di una calamità in un paesaggio urbano fortemente connotato in senso storico-artistico e il successivo lavoro di recupero delle opere e dei beni colpiti: MAB Toscana propone una mostra virtuale sull’alluvione di Firenze del ’66 e sulla mobilitazione che seguì per salvare e restaurare il suo patrimonio artistico e culturale.

 

6. Obiettivi

L'intenzione è quella di dare una cornice alle testimonianze, censire e individuare i depositi documentari pertinenti; più in profondità però l'idea è quella di rievocare lo spirito di collaborazione che si costituì allora fra le diverse professionalità impegnate nella cura dei beni culturali: è a partire da quello infatti – argine invisibile e umano – che, anche oggi, potranno nascere nuove strategie di conoscenza, tutela e valorizzazione.

 

7. Strategie

Data la natura del MAB Toscano il motore alla base della realizzazione della mostra e dei suoi ulteriori sviluppi sarà quello garantito dall’adesione volontaria degli istituti di cultura – musei, archivi, biblioteche – e dei singoli professionisti attivi nel mondo dei beni culturali.

 

8. Prodotti

Oltre alla mostra virtuale, ancora in fieri e per sua natura aperta, il progetto prevede la realizzazione di una app con tecnologie open source HTML5, che consenta di accedere attraverso comuni smartphone ai contenuti della mostra a partire dagli istituti coinvolti e dai luoghi della città più significativamente colpiti dal passaggio delle acque: un modo per rendere fisicamente esperibile un passaggio storico intenso, che vide protagoniste le professioni impegnate nella cura dei beni culturali.

 

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Mappare il ricordo

La sistemazione paesaggistica della necropoli delle Pianacce di Sarteano

1. Titolo del progetto

La sistemazione paesaggistica della necropoli delle Pianacce di Sarteano

 

2. Soggetto/i proponente/i

Comune di Sarteano

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Civico Archeologico di Sarteano

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Sarteano

Fondazione Musei Senesi

Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana

 

5. Cosa

Realizzazione di un Parco archeologico nella necropoli etrusca (VI-II sec. a. C.) delle Pianacce di Sarteano, la quale presenta contestualmente eccezionali evidenze archeologiche, quali la tomba dipinta di IV sec. a. C., detta della Quadriga Infernale, l’area sacra, oltre ad altri 13 grandi ipogei scavati nel travertino, ed anche un contesto paesaggistico e botanico di grande suggestione con uno dei più spettacolari affacci sulla Valdichiana e il contestuale controllo visivo di tre antiche poleis etrusche: Chiusi, Cortona e Orvieto, a dimostrazione della sua posizione strategica nell’antichità.

 

6. Obiettivi

Il progetto si pone l’obiettivo di valorizzare il sito attraverso la creazione di un  percorso di visita integrato che consenta a visitatori e residenti di  conoscere lo spessore storico e le preesistenze archeologiche e, al tempo stesso, acquisire informazioni sul contesto paesaggistico e sulle emergenze botaniche. Il progetto definisce la sistemazione di un'area campestre, quale quella delle Pianacce, particolarmente integrata nel paesaggio circostante, trasformandola in un grande giardino aperto e rendendo accessibili i 14 ipogei etruschi e l’area sacra.

 

7. Strategie

Per l’ottenimento di un finanziamento per la realizzazione delle opere è necessario in primo luogo che il Comune proceda con gli espropri dei terreni, operazione resa attualmente problematica per il mantenimento del patto di stabilità, ma fondamentale prima di qualsiasi richiesta di risorse. Sarebbe poi auspicabile inserire il progetto in una più ampia pianificazione di valorizzazione paesaggistica e archeologica di zona, per creare percorsi locali non solo tra musei, ma anche tra siti archeologici.

 

8. Prodotti

Al momento, grazie al finanziamento di Fondazione Musei Senesi, è stato realizzato un progetto esecutivo, da parte dell’architetto paesaggista Tessa Matteini, che è stato inserito nel programma delle opere pubbliche del Comune di Sarteano ed ha avuto l’approvazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e della Direzione Regionale del MiBACT, oltre che l’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena. Nel frattempo il Comune ha acquistato una porzione di terreno dell’unico proprietario disponibile alla vendita e sta per  procedere agli espropri degli altri terreni.

 

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Necropoli di Pianacce

Le vigne di Siena: un itinerario tra archeologia, storia e arte

1. Titolo del progetto

Le vigne di Siena: un itinerario tra archeologia, storia e arte

 

2. Soggetto/i proponente/i

Complesso Museale S.Maria della Scala, Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali e Dipartimento di Ingegneria dell’informazione e Scienze matematiche - Università degli Studi di Siena, Associazione Nazionale Città del Vino

 

3. Museo/i partecipante/i

_

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Siena, Provincia di Siena, Istituto di Istruzione Superiore “B. Ricasoli” - Siena, Azienda Agricola Castel di Pugna

 

5. Cosa

L’itinerario costituisce uno degli esiti del progetto di ricerca Senarum Vinea sugli antichi vitigni autoctoni e sulle forme tradizionali di vigneto a Siena e in prossimità delle sue mura.

Gli orti urbani e suburbani, le clausure degli istituti religiosi, le aree verdi di contrada diventano parte di un itinerario all’interno di un “museo diffuso” che, oltre a vitigni storici e forme di coltura di ascendenza etrusca e romana, comprende anche il ricco patrimonio di opere d’arte a testimonianza della storia della vite e del vino a Siena.

 

6. Obiettivi

Forte è la convinzione che la qualità di specifiche entità paesaggistiche stia assumendo nel sistema agricolo italiano il carattere di “risorsa” in grado di orientare lo sviluppo socio-territoriale con un turismo attrattivo indotto dalla valorizzazione delle produzioni tipiche e dalla tutela delle componenti paesaggistiche.

La città di Siena è uno scenario privilegiato dal momento che ha conservato lembi di paesaggio vitato di matrice storica. La persistenza di antichi vitigni, di tecniche di coltivazione tradizionali e di “unità paesaggistiche” viene a costituire, quindi, un recupero identitario di valore unico inestimabile, degno di essere conosciuto e protetto dal rischio di scomparsa per un sottostimato valore culturale ed economico.

 

7. Strategie

Il progetto prevede l’allestimento di itinerari di enotrekking urbano (vigna del convento della basilica di San Domenico, fonte di Fontebranda, Complesso museale Santa Maria della Scala, Museo Civico al Palazzo Comunale, Istituto San Girolamo, campo di conservazione del germoplasma viticolo senese presso l’Orto de’ Pecci) e suburbano. Percorribili a piedi o con mezzi di trasporto eco-friendly tesi a incentivare un turismo a basso impatto ecologico, faranno uso di applicativi per smartphone e tablet relativi al Progetto Senarum Vinea. Ai punti visita ai poderi con persistenze di vitigni storici e tecniche di coltivazione tradizionale si aggiungono quelli presso la banca del germoplasma dei vitigni storici impiantata presso l’Istituto Tecnico Agrario “B. Ricasoli” di Siena e l’Azienda Agricola Castel di Pugna, azienda pilota nell’ambito del progetto.

 

8. Prodotti

  • Pubblicazione volume: A. Ciacci, M. Giannace, Senarum Vinea. Il paesaggio urbano di Siena. Forme di recupero e valorizzazione dei vitigni storici, Siena, Nuova Immagine Editrice 2012.
  • Realizzazione del campo di conservazione del germoplasma viticolo senese presso l’Orto de’ Pecci.
  • Messa a dimora dei vitigni destinati alla banca del germoplasma viticolo senese e a forme sperimentali di microvinificazione presso l’Istituto Tecnico Agrario “Bettino Ricasoli” di Siena.
  • Mappatura e georeferenziazione dei vitigni campionati al 2014.

 

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Vigne di Siena

Il Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale

1. Titolo del progetto

Il Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale

 

2. Soggetto/i proponente/i

Comune di Modena

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comune di Castelnuovo Rangone (MO), Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Università degli Studi Sapienza di Roma, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Exarc, Sistema Museale della Provincia di Modena, Assessorato alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Modena

 

5. Cosa

Il Parco è nato nell’ambito di un progetto europeo dedicato alla tutela e alla valorizzazione di tre aree archeologiche di età protostorica situate, oltre che in Italia, in Germania e Austria. Di questi contesti rimangono poche tracce lasciate da un’architettura di materiali deperibili difficilmente interpretabili per il pubblico e soggetti al  rischio di essere irrimediabilmente danneggiati dalle trasformazioni del territorio. Per attuare una concreta salvaguardia del sito di Montale, collocato in un’area urbanizzata, e valorizzare un contesto che rappresenta un unicum nel panorama della terramare padane, è stato realizzato un open-air museum facendo riferimento ai numerosi esempi consolidati nella tradizione nord-europea.

 

6. Obiettivi

Proporre ai visitatori l’opportunità di vedere riuniti in un’unica proposta museale gli scavi della Terramara di Montale, sito dell’età del bronzo media e recente (XVII - metà XII secolo a.C.), e la ricostruzione di una parte del villaggio con fossato, terrapieno e due case ricostruite sulla base delle informazioni ricavate dagli scavi.

 

7. Strategie

L’offerta culturale del Parco, mirata a coniugare scienza e divulgazione, è rivolta a due categorie di utenza: appassionati di proposte di carattere archeologico (per la maggior parte famiglie con bambini) e scuole. A questi settori di pubblico sono dedicate proposte mirate che da un lato coinvolgono massicciamente le scuole, dall’altro garantiscono al parco una frequentazione e una fidelizzazione di visitatori grazie alla varietà di attività che si affiancano alla visita tradizionale.  

 

8. Prodotti

Guida al Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale; quaderno e schede didattiche; Guida e DVD dei Musei Archeologici Open-Air d’Europa nell’ambito del progetto Livearch, sito www.parcomontale.it; facebook  parcomontale.

 

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Terramara di Montale

Progetto "Mare Antico". Il porto museo di Tricase

1. Titolo del progetto

Progetto "Mare Antico". Il porto museo di Tricase (Il “metaprogetto” di valorizzazione del Porto di Tricase)

 

2. Soggetto/i proponente/i

Associazione Magna Grecia Mare, Tricase Porto - Lecce

 

3. Museo/i partecipante/i

Associazione Magna Grecia Mare, Tricase Porto - Lecce

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Città di Tricase   

La comunità del Porto di Tricase

I Partner nazionali ed internazionali, di volta in volta, coinvolti nelle fasi concettuali ed esecutive

 

5. Cosa

Il progetto nasce nel 2004, su iniziativa di un gruppo di giovani amanti della loro terra e del loro mare, coinvolgendo la comunità in un itinerario di dialogo, finalizzato alla riacquisizione di un’identità sopita, tramite un processo di condivisione di idee, opportunità ed impegni. Viene fondato il Centro Culturale Permanente sulle Antiche Tradizioni Marinaresche che esprime, come istituzioni operative, il Museo delle Imbarcazioni Tradizionali, la Scuola Municipale di Antica Marineria e la Bibliomediateca del Mare.

 

6. Obiettivi

Obiettivo del progetto è di intraprendere una rotta di riscoperta dei valori culturali, storici, naturalistici, che stavano cadendo nell’oblio fra la comunità, ma che avrebbero potuto innescare, come è successo, un percorso di crescita economica e sociale sostenibile e responsabile. Tricase Porto poteva diventare, cioè, un Porto Museo, non uno dei tanti musei del porto.

 

7. Strategie

Con risorse proprie prima e co-finanziamenti nazionali ed internazionali poi, il Centro, interprete del concetto più innovativo di cultura viva, recupera imbarcazioni di pescatori locali e non (oggi 13) e, salvandole da una fine ingloriosa, le rimette in mare. Acquisisce l’ammiraglia, il veliero storico Portus Veneris, museo navigante, nave scuola dove praticare le manovre tradizionali con attrezzature rigorosamente ricostruite. Si acquisiscono oggetti, attrezzi, strumenti, di pescatori e marinai. Si allestisce la Bibliomediateca con libri, audiovisivi, fotografie d'epoca, riviste. Si intraprende, quindi, una navigazione attiva finalizzata a rinnovare e accrescere l'impegno per il recupero prima, e la valorizzazione poi, del patrimonio culturale legato al mare ed alla costa (penisola Salento).

Accanto alle attività più tipicamente museali e di scuola, si avvia la ricerca sulla gastronomia locale, sulle abitudini alimentari e le tecniche di trasformazione e conservazione dei prodotti del mare e dell’immediato entroterra. Si avviano iniziative di conservazione dell’ambiente marino: campagne di pulizia dei fondali, corsi di biologia marina, subacquea d’osservazione, monitoraggio della biodiversità costiera,...

Si da massima importanza alla divulgazione nelle scuole primarie, puntando sulle nuove generazioni, trasmettendo principi di amore per il mare, per le sue tradizioni ed il suo ambiente.

L’esperienza positiva svolta, la chiarezza degli obiettivi e l’innovativo coinvolgimento della comunità, contribuiscono a far conoscere le attività di progetto al grande pubblico ed alle istituzioni regionali e nazionali prima, ed agli organismi internazionali poi (oggi partner dell’associazione).

 

8. Prodotti

Il Centro MGM è coinvolto in programmi internazionali, grazie alle collaborazioni attivate con organismi extra governativi (CIHEAM Bari, GCFM - FAO, AMMM,…); diventa partner di organizzazioni culturali, quali l’ISTIAEN, l’INSOR, aderisce al Sistema Museale Sud Salento ed oggi all’AMMM; pubblica studi e ricerche, mostre, produce filmati, incontra e collabora con  istituzioni di ricerca e formazione di ogni ordine e grado (UniSalento, UniBo,…).

Nel 2013 il progetto porta alla costituzione dell’Ecomuseo del Porto di Tricase con atto siglato da ass. MGM (proponente e gestore), Città di Tricase, CIHEAM-Bari, Parco Costa Otranto S.M.- Leuca e UniSalento.

Il progetto Mare Antico, che non prevede un termine, ma solo una evoluzione continua, prevede, nel suo prossimo futuro, di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Implementare e promuovere il Porto Museo di Tricase, per farlo conoscere sempre più, anche ricorrendo a moderni sistemi di marketing sociale;
  • Innescare meccanismi economici che consentano la continuità nelle attività della comunità, in particolar modo quella dei pescatori;
  • Integrare le attività principali (pesca) con quelle di supporto, non meno importanti, come artigiano ed enogastronomia;

Recuperare e promuovere la cultura legata al “pescatore contadino”, figura tradizionale, peculiare, comune anche a tanti piccoli borghi marinari del Mediterraneo.

 

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Tricase

La rete dei Musei Universitari per conoscere e valorizzare i paesaggi italiani

1. Titolo del progetto

La rete dei Musei Universitari per conoscere e valorizzare i paesaggi italiani

 

2. Soggetto/i proponente/i

Università di Modena e Reggio Emilia - Prof. Elena Corradini

 

3. Museo/i partecipante/i

Musei Universitari dell’Università di Modena e Reggio Emilia

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

In collaborazione con 38 Musei Universitari Italiani, 21 collezioni e 4 orti botanici appartenenti a dodici Università italiane: Bari, Cagliari, Chieti-Pescara, Firenze, Ferrara, Parma, Perugia, Roma La Sapienza, Siena, Salento, Tuscia, coordinate da quella di Modena e Reggio Emilia, con l’UMAC, University Museums and Collections International Committee e con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo.

 

5. Cosa

La prima rete dei Musei Universitari Italiani, costituitasi attraverso un progetto approvato e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, vede coinvolta una una grande varietà ambiti disciplinari. Questi rendono possibile la realizzazione di percorsi tematici che coinvolgono molteplici discipline  non solo scientifiche come anatomia, botanica, chimica, fisica, geologia, matematica, mineralogia, paleontologia, planetologia, ma anche arte, antropologia/etnografia, archeologia.

 

6. Obiettivi

Un obiettivo strategico del progetto è la realizzazione di un itinerario tematico, interdisciplinare e trasversale ai Musei Universitari della rete, dedicato ai paesaggi italiani in un quadro generale che, prendendo l’avvio dalle diverse collezioni conservate nei musei,  per i diversi ambiti geografici del territorio italiano, li caratterizzi per le differenti attività, agricole, industriali e di servizi in un excursus cronologico che va dalla preistoria ai giorni nostri.

 

7. Strategie

Lo sviluppo dell’itinerario sui paesaggi italiani è reso possibile grazie alla realizzazione di itinerari culturali sui territori delle diverse Università. Questi itinerari,  partendo dai reperti conservati nelle collezioni dei musei, consentono una riscoperta non solo limitata agli aspetti strettamente naturalistici, geologici, ecologici e floro-faunistici, ma anche aperta a quelli antropici, ossia alle relazioni uomo-territorio. In tale modo sarà possibile comprendere il  ruolo esercitato dalle comunità umane sull’evoluzione del paesaggio e capire come queste hanno, nel corso del tempo, interagito con gli ambienti, plasmando intere realtà territoriali, anche creando, sulla base di necessità economiche differenziate, paesaggi nuovi.

 

8. Prodotti

L’itinerario dedicato ai paesaggi italiani sarà uno dei quattro del portale web bilingue in corso di realizzazione per la rete dei Musei Universitari Italiani. Verrà implementato attraverso l’impiego di aggiornate tecnologie multimediali caratterizzate da un buon grado di usabilità e accessibilità, da utilizzarsi anche on site attraverso dispositivi mobili.

 

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Rete musei universitari

Via Marsala 1-53. Un percorso di ri-scoperta dell’identità di una delle vie più antiche di Bologna

1. Titolo del progetto

Via Marsala 1-53. Un percorso di ri-scoperta dell’identità di una delle vie più antiche di Bologna dove si intrecciano vita, storia e tradizioni della città fra passato e contemporaneità

 

2. Soggetto/i proponente/i

Istituto Comprensivo n. 4 – Bologna – Scuola Secondaria di I grado “A. Panzini”

 

3. Museo/i partecipante/i

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Accademia di Belle Arti Bologna – Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte - Corso di Progettazione Multimediale

Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna

 

5. Cosa

Il progetto ha voluto valorizzare l'idea di città, nello specifico Bologna, con un percorso che ne ha indagato sia la storia che la dimensione contemporanea, creando una mappatura “sentimentale” in grado di raccogliere le molteplici sfaccettature della città. L'azione si è concentrata su via Marsala, una strada significativa che unisce il cuore di Bologna con la zona universitaria, facendo convivere cittadini bolognesi da generazioni con chi vive la città temporaneamente o vi è arrivato da poco e da lontano.

 

6. Obiettivi

  • Conoscere la città dal punto di vista storico, per definirne gli aspetti sociali e culturali in relazione alla contemporaneità
  • Acquisire competenze relative all'uso di nuove tecnologie e alla rielaborazione personale di contributi multimediali
  • Affinare la capacità di team working nella programmazione e nella realizzazione delle attività, fino alla condivisione dei risultati raggiunti
  • Sperimentare nuove relazioni intergenerazionali, sia tra i destinatari, sia con i cittadini intervistati

 

7. Strategie

  • incontro a scuola per definire le linee guida del progetto
  • Visita a Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna per conoscere le origini e la storia della città
  • incontro in classe per scoprire come gli artisti contemporanei interpretano il tema della città
  • “passeggiate estetiche” in via Marsala per indagare la strada a livello storico, urbanistico e socio-culturale
  • Incontro in classe di raccolta e rielaborazione del materiale acquisito
  • Ideazione e realizzazione del sito web dedicato, allestimento mostra conclusiva

 

8. Prodotti

Il progetto ha portato alla realizzazione di un sito web appositamente ideato e di una mostra conclusiva allestita a Palazzo Pepoli. L’esposizione e il sito www.viamarsala1-53.it, a cura degli studenti del corso di Progettazione Multimediale dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, sono stati pensati per mostrare i diversi aspetti dell’identità di via Marsala: fotografie, testi, immagini, video, raccontano la strada attraverso dettagli, punti di vista, testimonianze di vissuti storici o personali.

 

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Via Marsala

Il patrimonio culturale valtellinese: il paesaggio e le sue trasformazioni

1. Titolo del progetto

Un curricolo di scuola per il patrimonio culturale valtellinese: il paesaggio e le sue trasformazioni

 

2. Soggetto/i proponente/i

Provincia di Sondrio

 

3. Museo/i partecipante/i

Sistema museale della Valtellina, Museo civico di Storia naturale di Morbegno, Museo Vallivo Valfurva, Ecomuseo della Valgerola

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Circolo didattico di Morbegno e Istituti comprensivi “Paesi orobici” di Sondrio, “Paesi retici” di Sondrio, Pio XII di Sondrio, di Ardenno, di Ponte in Valtellina, di Chiesa in Valmalenco, di Teglio, di Talamona, di Tirano; Associazione di promozione sociale e culturale VentiVenti

 

5. Cosa

Il progetto si è proposto di fornire agli insegnanti linee guida per l'elaborazione di un curricolo scolastico verticale (di scuola primaria e secondaria di primo grado) incentrato sul patrimonio culturale valtellinese. Un gruppo di lavoro di insegnanti e responsabili del servizio educativo di alcuni musei, adeguatamente formato, ha elaborato le linee guida, successivamente sperimentate e adottate da nove istituti comprensivi che hanno realizzato progetti di educazione al patrimonio culturale. Le attività sono state accompagnate e monitorate in ogni fase.

 

6. Obiettivi

Sollecitare nella scuola un cambiamento nell'approccio al patrimonio culturale che si traduca, concretamente, nella definizione del curricolo e del Piano per l'Offerta Formativa.

Far percepire il patrimonio culturale come uno strumento per “fare scuola” in modo interdisciplinare.

Valorizzare il paesaggio valtellinese in quanto espressione di tutte le tipologie di beni culturali ed esito dell'evoluzione storica del territorio.

Creare una rete di istituti scolastici e musei che faccia proprie le linee guida e porti avanti il progetto.

 

7. Strategie

Creare un forte partenariato scuola-museo-territorio.

Formare insegnanti e operatori museali sui temi del paesaggio e del curricolo scolastico.

Accompagnare alla redazione dei progetti di educazione al patrimonio culturale.

Monitorare tutte le fasi del progetto.

 

8. Prodotti

Pubblicazione delle linee guida per la formulazione di un curricolo verticale Un curricolo di scuola per il patrimonio culturale valtellinese: il paesaggio e le sue trasformazioni.

 

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Paesaggio Valtellinese

Ecomuseo digitale delle Terre di Siena

1. Titolo del progetto

Ecomuseo digitale delle Terre di Siena

 

2. Soggetto/i proponente/i

Fondazione Musei Senesi

 

3. Museo/i partecipante/i

 

VAL D’ELSA

Casole d’Elsa, Museo Civico Archeologico e della Collegiata

Colle di Val d’Elsa, Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra; Museo Archeologico “R. Bianchi Bandinelli”; Museo del Cristallo

San Gimignano, Palazzo Comunale, Pinacoteca, Torre Grossa; Museo Archeologico, Spezieria di Santa Fina, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”

Poggibonsi, Centro di Documentazione del Parco Archeologico di Poggio Imperiale e  Fonte delle Fate


CHIANTI

Castellina in Chianti, Museo Archeologico del Chianti Senese

Castelnuovo Berardenga, Museo del Paesaggio

Radda in Chianti, Museo Interdiocesano del Chianti


VAL DI MERSE

Murlo, Antiquarium di Poggio Civitate Museo Archeologico

Orgia (Sovicille), Museo Etnografico del Bosco

Radicondoli, Museo “Le Energie del Territorio”


CRETE VAL D’ARBIA

Asciano, Museo Civico Archeologico e d’Arte Sacra Palazzo Corboli; Museo Cassioli. Pittura senese dell’Ottocento

Buonconvento, Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia; Museo della Mezzadria Senese

Rapolano Terme, Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio

San Giovanni d’Asso, Museo del Tartufo e Centro di Documentazione


VAL D’ORCIA

Castiglione d’Orcia, Sala d’Arte San Giovanni e Rocca di Tentennano

Montalcino, Musei di Montalcino. Raccolta Archeologica, Medievale, Moderna

Monticchiello (Pienza), Tepotratos. Scene del Teatro Popolare Tradizionale Toscano

Pienza, Museo Diocesano

 

VAL DI CHIANA

Montepulciano, Museo Civico e Pinacoteca Crociani

Sarteano, Museo Civico Archeologico

Cetona, Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona e Parco Archeologico Naturalistico di Belverde

Chianciano Terme, Museo Civico Archeologico

Chiusi, Museo Civico “La Città Sotterranea”

Petroio (Trequanda), Museo della Terracotta

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Regione Toscana, Provincia di Siena, Comuni della provincia di Siena, Magistrato delle Contrade di Siena, Università degli Studi di Siena, Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Siena

 

5. Cosa

Il progetto Ecomusei Digitali delle Terre di Siena prende avvio dalla creazione di gruppi interdisciplinari di lavoro di studiosi, coadiuvati da esponenti delle comunità locali coinvolte, che hanno avuto (e hanno) il compito di realizzare una schedatura partecipata dei punti di interesse individuati, supportata da eventuale bibliografia esistente e corredata da supporti sia video che audio - ricerche su fonti di storia locale (archivi, biblioteche), fotografie, interviste, testi digitalizzati, tabelle e trascrizioni. I materiali raccolti - riguardanti luoghi di interesse paesaggistico, siti archeologici, beni monumentali, architettonici e artistici, specificità storiche e antropologiche del territorio - confluiscono in una piattaforma web basata sulla georeferenziazione dei punti di interesse. Il tutto è navigabile a partire da una mappa, che permette la consultazione delle schede corredate da contenuti di approfondimento.

 

6. Obiettivi

Il progetto “Ecomusei digitali delle Terre di Siena” si inserisce nell’ambito del piano di rilancio strategico del sistema museale delle Terre di Siena promosso dalla Fondazione Musei Senesi, che si pone l’obiettivo di integrare al sistema museale stesso i “paesaggi culturali” ad esso relativi, in ogni singolo ambito geografico del territorio, a partire da: patrimonio culturale diffuso - materiale e immateriale - patrimonio naturale, industrie culturali e della conoscenza, produzioni tipiche.

 

7. Strategie

Il progetto degli ecomusei digitali delle Terre di Siena intende mettere a disposizione il patrimonio culturale diffuso e salvaguardare i saperi di comunità, oltre che “riconnettere” gli oggetti, le cose e i racconti conservati dai musei con i contesti – e i paesaggi culturali - da cui provengono. Completano l’iniziativa, attività educative e formative, trekking esplorativi, attività di comunicazione e di promozione.

 

8. Prodotti

Realizzazione di circa 3000 schede, corredate da materiali fotografici, video, audio, link a siti web, ed inserimento delle schede in 7 portali web relativi ai distretti delle Terre di Siena: Val di Merse www.ecomuseovaldimerse.org, Chianti www.ecomuseochianti.org, Val d’Orcia www.ecomuseovaldorcia.org, Siena città www.ecomuseosiena.org, già on-line (rispettivamente dal dicembre 2012, dal marzo 2014 e giugno 2014). I portali relativi alle aree Crete Val d’Arbia, Val d’Elsa, Val di Chiana sono in fase di realizzazione: la schedatura sarà completata entro settembre e la messa on-line è prevista per ottobre 2014, quando  saranno attivate anche le versioni in lingua inglese di Chianti e Siena.

Entro agosto 2014 sarà attivata, a livello sperimentale, anche la versione mobile di Ecomuseo Siena.

 

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Ecomuseo Terre di Siena

Cesenatico: Il Porto delle Vele

1. Titolo del progetto

Il Porto delle Vele

 

2. Soggetto/i proponente/i

 Comune di Cesenatico (Museo della Marineria)

 

3. Museo/i partecipante/i

_

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

_

 

5. Cosa

Il tratto più interno del Porto Canale Leonardesco di Cesenatico, riservato e concesso in ormeggio gratuito tramite un apposito regolamento definito dal Museo della Marineria, a imbarcazioni tradizionali di proprietà privata che abbiano uno stretto legame con il paesaggio culturale marittimo dell’Adriatico centro-settentrionale, che è già oggetto della realtà e delle attività del Museo della Marineria.

 

6. Obiettivi

Garantire la sopravvivenza di imbarcazioni tradizionali da lavoro che sono ora la testimonianza primaria e molto poco conservata della marineria tradizionale da lavoro, e insieme la valorizzazione di un tratto importante del centro storico, che si configura così come una “estensione” della già importante e unica realtà della Sezione Galleggiante del Museo Marineria; ma soprattutto, promuovere la riattivazione del patrimonio intangibile di tecniche, saperi, relazioni sociali tra le persone coinvolte e fare diventare questo come catalizzatore di un recupero del valore del “paesaggio culturale” del porto canale e del mare per una intera comunità che ha visto il rapporto con il suo passato e identità sconvolto dalle trasformazioni dello sviluppo turistico e ora della crisi.

 

7. Strategie

Il progetto ha già avuto un periodo di sperimentazione, con risultati molto positivi, e ora intende consolidarsi attraverso la comunicazione dell’esperienza in modo che diventi una “buona pratica” da estendere ad altri porti storici dove siano presenti imbarcazioni tradizionali. Inoltre, ci si sta attivando al fine di ottenere un aumento dell’area di ormeggio per caratterizzare ancora di più il porto canale leonardesco di Cesenatico come “museo all’aria aperta” secondo il progetto culturale elaborato a suo tempo.

 

8. Prodotti

Sin qui il progetto ha ottenuto il risultato di avere 24 barche tradizionali naviganti (che si aggiungono alle tre del Museo della Marineria e alle 8 in mostra statica galleggiante), delle quali circa la metà già presenti, e l’altra metà delle quali è stato promosso in questo modo il recupero e il restauro, tutto da parte di privati. Si tratta di una realtà del tutto unica nel panorama mediterraneo, che ha infatti comportato l’ottenimento di alcuni riconoscimenti internazionali di settore.

 

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Portovele

Vedere la città invisibile. Percorsi storici, artistici e culturali a Faenza

1. Titolo del progetto

Vedere la città invisibile. Percorsi storici, artistici e culturali a Faenza

 

2. Soggetto/i proponente/i

Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia

 

3. Museo/i partecipante/i

Museo Internazionale delle Ceramiche

Museo nazionale dell’età neoclassica in Romagna

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Scuola di I grado dell’Istituto Carchidio-Strocchi

Sezione di Faenza di Italia Nostra.

 

5. Cosa

A partire dalle competenze tecnologiche acquisite in Pinacoteca, realizzando un sistema di audio guida con qrcode che ha portato ad organizzare e testi e materiali informativi su ogni opera esposta (inserendo uno specifico qr code su ogni didascalia), si è pensato di utilizzare tali possibilità anche per percorsi legati alla città.

 

6. Obiettivi

L’obiettivo finale è di avere un qr code, collegato a relativa documentazione, per ogni numero civico del centro storico di Faenza, a cui aggiungere anche le lapidi, i monumenti e le opere d’arte disseminati nell’intero territorio comunale.

 

7. Strategie

La strategia di fondo adottata tiene conto di due aspetti, ovvero della opportunità offerta dal sistema di operare a costi di investimento quasi nulli e dalla necessità di realizzare grandi quantità di contenuti. Per la parte tecnica si è deciso di operare con competenze interne all’apparato della Pinacoteca e del Comune di Faenza, avvalendosi di strutture disponibili (server della Provincia di Ravenna per la parte internet, wi-fi grazie alla rete della Regione Emilia-Romagna e ad uno sponsor, qr code stampati su maiolica da un ceramista di bottega faentina). Per i contenuti la strategia è basata sull’ampio coinvolgimento di scuole e associazioni, a partire dalla compilazione di singoli siti per i percorsi.

 

8. Prodotti

In questi primi mesi del 2014, al termine di esperienze didattiche, sono stati realizzati due percorsi relativi alla Faenza romana e al poeta Dino Campana con i suoi Canti Orfici pubblicati nel 1914, Un altro percorso, la Faenza neoclassica, è in corso di realizzazione con l’implementazione, anche, di app in realtà aumentata finanziata da progetti europei e dalla Provincia di Ravenna. Altri percorsi in via di progettazione sono dedicati al periodo medievale, alla città delle ceramiche, con il Museo Internazionale delle Ceramiche e la lunga tradizione secolare di Faenza, e al museo all’aperto ovvero alla raccolta di più di 60 opere d’arte già schedate ed esposte in luoghi pubblici della città.

 

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Faenza

Ecomuseo Valle dell'Aso e delle sue identità

1. Titolo del progetto

Ecomuseo Valle dell'Aso e delle sue identità

 

2. Soggetto/i proponente/i

Unione Comuni Valdaso

 

3. Museo/i partecipante/i

Ecomuseo della Valle dell'Aso e delle sue identità

Polo Museale di San Francesco Montefiore dell'Aso

Polo Culturale San Francesco Monterubbiano

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

14 Enti locali: 2 Province (Ascoli Piceno e Fermo); 1 Unione Comuni Valdaso; 11 comuni (Altidona, Campofilone, Lapedona, Montefiore dell'Aso, Monterubbiano, Moresco, Pedaso, Carassai, Petritoli, Ortezzano, Monte Vidon Combatte)

11 Proloco (Altidona, Campofilone, Lapedona, Montefiore dell'Aso, Monterubbiano, Moresco, Pedaso, Carassai, Petritoli, ortezzano, Monte Vidon Combatte)

4 Istituti Comprensivi scolastici

6 CAG (Centri di Aggregazione Giovanile); Circolo Legambiente Terramare

5 Associazioni culturali (Ass. Culturale Belvedere di Altidona, Ass. Culturale Apertamente, Ass. Culturale Aighero, Ass. Gruppo Giovani Valdaso, Archeo Club Carassai)

Partecipano inoltre come animatori e partner delle attività i produttori, i ristoratori e ela strutture ricettive residenti negli 11 territori comunali.

 

5. Cosa

L'Ecomuseo della Valle dell'Aso e delle sue identità è un progetto culturale che aderisce pienamente ai criteri di selezione proposti nella campagna ICOM Musei e Pesaggi culturali perché considera l'insieme del territorio della Valle dell'Aso nel quale opera come istituzione museale, un patrimonio culturale fatto di natura, architettura, borghi storici, collezioni museali strettamente connessi fra di loro a forte carattere identitario. L'Ecomuseo può definirsi come realtà orientata a favorire lo sviluppo socioeconomico del territorio, attraverso la valorizzazione e la messa in rete delle dinamiche culturali locali, la cerazione di sinergie con il comparto turistico ed economico, l'attenzione all'ambiente e la promozione delle logiche della sostenibilità.

6. Obiettivi

L'Ecomuseo della Valle dell'Aso è quel diffuso contenitore culturale dove i residenti della Valle possono incontrarsi, condividere ed arrivare a scelte di welfare comuni. L'Ecomuseo è uno strumento di confronto e di approfondimento fra gli enti e con le loro comunità locali che permette non solo di esprimere la propria capacità creativa, ma anche di realizzare piani di salvaguardia e governance del territorio, sperimentare professionalità e realizzare attività di animazione dei luoghi "significativi" per le comunità e da loro scelti come Centri d'Interpretazione Territoriale.

 

7. Strategie

L'Ecomuseo ha avviato diverse attività di incontro e confronto rivolte alla riscoperta dell'identità territoriale e paesaggistica. La scelta dei CIT (Centri d'Interpretazione Territoriale) è avvenuta mediante il coinvolgimento delle associazioni del territorio che hanno individuato 21 CIT. A questi centri è stato riconosciuto un valore fortemente identitario anche dai 500 alunni coinvolti nel concorso "Mappa di Comunità" volto a dotare l'Ecomuseo di una mappa che emttesse in evidenza le identità culturali, ambientali ed enogastronomiche del territorio. L'Ecomuseo ha intrapreso un dialogo con gli enti preposti alal tutela e governo del territorio entrando come progetto strategico nell'Agenda del Piano Paesistico regionale e nei Piani Territoriali di Coordinamento delle 2 Province.

 

8. Prodotti

Oltre alla Mappa di Comunità si evidenziano il progetto "Valdaso ecofesta", finalizzato alla riduzione dei rifiuti delle sagre estive, e le attività di valorizzazione del legame tra patrimonio culturale e enogastronomia, come il progetto "La Cucina a regola d'Arte nell'Ecomuseo della Valle dell'Aso".

Per quello che riguarda le iniziative in atto, l"Ecomuseo ha intrapreseo un progetto sulla salvaguardia e valorizzazione del paesaggio mediante la cerazione di percorsi pedonali e ciclistici e piazzole panoramiche attrezzate, il recupero e la valorizzazione delle "micro-centralità" urbane, la realizzazione di "nodi di scambio", pensati come centri di esposizione territoriale (CET) dei prodotti del territorio e la predisposizione di misure di salvaguardia del territorio dai rischi di dissesto idrogeologico.

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Valle dell'Aso

Mappe di Comunità dell'Ecomuseo del Casentino

1. Titolo del progetto

Ecomuseo del Casentino: I Cantieri delle mappe di comunità

 

2. Soggetto/i proponente/i

EcoMuseo del Casentino – Unione dei Comuni Montani del Casentino – Arezzo

 

3. Museo/i partecipante/i

EcoMuseo del Casentino (rete composta da 15 antenne vd. www.ecomuseo.casentino.toscana.it)

 

4. Istituzioni e soggetti coinvolti

Comuni e associazioni del comprensorio, altri ecomusei italiani con i quali sono stati condivisi metodi e strumenti (www.mondilocali.eu)

 

5. Cosa

Il cantiere delle mappe di comunità è una modalità di lavoro permanente, al momento applicata a tre contesti (che corrispondono a tre valli laterali al primo corso dell’Arno):

-valle del teggina

-alta valle del solano

-alta valle del corsalone

La carta, concepita come censimento partecipato del patrimonio locale, è divenuta un piano programmatico, un piano di lavoro disegnato e partecipato per i rispettivi ecomusei presenti.

Sono state utilizzate risorse varie a seconda dei contesti:legge regionale sulla partecipazione, risorse proprie, sponsor privati e pubblici

 

6. Obiettivi

Riconoscersi e riconoscere le specificità, i valori e le criticità del proprio contesto di vita (paesaggio) attivando processi duraturi di conoscenza, valorizzazione e presa in carico dell’eredità culturale materiale ed immateriale del territorio. Con la mappa si liberano entusiasmi e “voglia di fare” che l’ecomuseo si impegna ad alimentare in un processo permanente.

 

7. Strategie

In ciascuno dei tre contesti l’esperienza delle mappe ha sperimentato strade diverse anche se accomunate da medesime metodologie. Dalla mappa sono nate progettualità specifiche (cantieri autogestiti di recupero di sentieri e manufatti, ripresa di ritualità tradizionali, riscoperta di prodotti…) che rappresentano tappe di un processo più ampio (ecomuseo).

 

8. Prodotti

Un primo punto d’arrivo è stato rappresentato dalla realizzazione di una mappa cartacea a da relativa pubblicazione scaricabili dal sito:

www.ecomuseo.casentino.toscana.it/mappavallesanta

Per il territorio della Vallesanta è stata realizzata anche una mappa elettronica interattiva consultabile sempre entrando nel sito sopra riportato.

 

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Mappe Ecomuseo Casentino

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