Adotta un museo. Siamo passati ai fatti!

Lunedì 13 marzo in Palazzo Campana ad Osimo, dove per tutta la primavera e l’estate saranno esposte le opere dei musei della Rete dei Sibillini, il coordinamento Marche di ICOM Italia ha organizzato un incontro di presentazione dell’iniziativa in corso per facilitare i rapporti tra musei adottandi e musei adottati. I principali musei danneggiati dai terremoti 2016 hanno raccontato la loro situazione ma soprattutto hanno esposto le loro necessità, di salvaguardia delle collezioni ma, prima di tutto, dei lavoratori impegnati ma non strutturati prima del terremoto, molti dei quali sono già stati licenziati. La presenza in prossimità del museo delle collezioni è fondamentale per continuare ad assicurare l’esistenza stessa del museo, dare un senso all’identità dei luoghi colpita dall’abbandono parziale o totale delle popolazioni ed assicurare il lavoro degli operatori museali.

Adotta un museo ha finora coinvolto il Museo di Matelica e i Musei Civici di Verona per il tramite degli Amici dei Musei e dei Monumenti nel restauro di una tela, il Museo Poldi Pezzoli e la Rete dei Musei dei Sibillini nel restauro di un reliquiario ligneo seicentesco, i Musei di Ateneo di Camerino e di Padova in un’attività in corso di definizione. Ancora a questo stadio è l’adozione dei Musei di Torino, del Comune di Rho, del Centro di Restauro di Catania. Alcuni operatori locali hanno offerto la loro adesione all’iniziativa per sistemi illuminotecnici, impianti antifurto e telecamere a circuito chiuso, vetrine, la cui destinazione ora è al vaglio dei musei adottati.

L’iniziativa di ICOM Italia per i musei del terremoto è certamente un’iniziativa di solidarietà tra strutture museali ma è principalmente un modo per creare una rete tra i professionisti, di vicinanza sui problemi concreti e di crescita sugli adeguamenti in ordine alla sicurezza museale.