Strategy conference | Musei. Cultura e sviluppo locale. Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite 2020-2030.

Tra gli Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile e lo sviluppo locale. La cultura e i musei come fonte di benefici per salute e benessere, coesione sociale, innovazione e sviluppo. 4-6 aprile 2019, Trento

Nella suggestiva località di Vason di Monte Bondone i Presidenti e alcuni rappresentanti delle principali Associazioni museali italiane, su iniziativa di ICOM, hanno affrontato in forma seminariale un tema di grande attualità museologica, proposto da Michele Lanzinger. Il confronto fra i partecipanti, preceduto da relazioni introduttive di grande respiro, ha riguardato l’estensione delle tradizionali missioni e le azioni concrete che i musei possono intraprendere, di concerto con le autorità locali e in collaborazione con altre istituzioni del territorio, per concorrere alla salute e al benessere dei cittadini, alla coesione sociale, all’innovazione e alla ricerca, anche alla luce delle nuove prospettive che la cultura dovrà assumere per trovare adeguato riconoscimento nell’ambito delle politiche europee e, in una visione più generale, con riferimento agli Obiettivi dello Sviluppo sostenibile 2020–2030 promossi dalle Nazioni Unite.

Nella giornata di lavoro del 5 Aprile, l’approfondimento del tema Cultura e sviluppo locale, ha portato a riflettere sull’alto potenziale dei musei e dei siti culturali rispetto ai 5 punti sviluppati nella Guida ICOM/OCSE sul rafforzamento del ruolo dei musei nello sviluppo locale:

  1. Sviluppo economico e innovazione
  2. Urbanistica, paesaggi e sviluppo delle comunità
  3. Sviluppo culturale ed educativo
  4. Inclusione e benessere
  5. Gestione delle relazioni tra le amministrazioni e i musei per massimizzare l’impatto per lo sviluppo locale

Si è sostenuto infatti – e alcune indagini lo hanno già dimostrato – che nel loro insieme i musei possono ispirare la creatività, sostenere e promuovere la diversità culturale, contribuire all’educazione e all’apprendimento, all’impegno civico e alla promozione dei beni e dei paesaggi culturali, alla salute e al benessere, alla coesione sociale; si è ricordato che essi possono inoltre aiutare a riqualificare le aree urbane e a rigenerare le economie locali, attirando visitatori e nuovi investimenti produttivi. Naturalmente, è stato precisato, per realizzare i primi quattro obiettivi occorre una corretta relazione tra musei e governi (punto 5), un ascolto delle reali esigenze del territorio, una coerenza tra obiettivi e mezzi, un’efficienza nella gestione (elementi organizzativi indispensabili: mission statement, figura responsabile, accountability) e una programmazione pluriennale. Si è avvertito, inoltre, che risultati non possono essere misurati e valutati nel breve periodo (“ora e qui”), in quanto gli effetti di queste politiche si realizzano in tempi lunghi e si riverberano su fenomeni più ampi rispetto a quelli gestiti o controllati dai musei.

Il secondo argomento affrontato dalla Strategy conference ha riguardato gli Obiettivi dello Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals), cioè i 17 nuovi Obiettivi e i 169 obiettivi associati proposti nella riunione di Parigi del 2015 come programma d’azione universale per il decennio 2020-2030, invitando tutti i Paesi ad assumerli come riferimento per le loro politiche nazionali. Essi riguardano in realtà tutti i livelli della società e investono tre dimensioni: ambientale, sociale ed economica.

La filosofia complessiva, è stato rilevato, appare coerente con la missione e le attività dei musei per l’orientamento alle generazioni future, la conservazione del patrimonio in una prospettiva di servizio, il coinvolgimento di tutti. I riferimenti alla cultura sono però limitati e “affogati” sotto altre prospettive, gli indicatori sembrano ancora piuttosto grezzi. Ė sembrato perciò necessario programmare un ulteriore lavoro in termini di metodo e di misura e a tal fine è stato attivato un gruppo trasversale, l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile (ASVIS) di cui è portavoce Enrico Giovannini.

Ma intanto ci si è chiesto: come possono i musei far proprio il linguaggio e il metodo degli Obiettivi? I relatori hanno proposto di partire da alcuni degli obiettivi più vicini alle specificità del museo e al contesto: ad esempio per i musei scientifici l’ob. 6 (acqua pulita), il 13 (azioni per il clima), il 15 (conservazione flora e fauna), oppure di individuare i punti di forza di alcuni progetti del museo, come la parità di genere (5), l’educazione paritaria e di qualità (4), l’occupazione e la crescita economica (8).

Proprio sull’analisi e l’incrocio tra i due argomenti trattati si è concentrato l’originale lavoro seminariale e le attività sperimentali – concepite dallo stesso Lanzinger in forma di world Café e di gioco di ruolo – alle quali hanno partecipato i convegnisti. Si è trattato dapprima di verificare quanto le 5 azioni proposte dalla guida ICOM OCSE potessero essere di interesse per i musei partecipanti. Il successivo esercizio ha portato ad individuare un numero ristretto di casi museali, costruiti da un ipotetico team di progetto, in cui ciascun partecipante era chiamato a proporre un piano d’azione operativamente coerente con ciascuno dei temi della Guida ICOM–OCSE. Tale piano d’azione doveva essere concepito anche in riferimento al potenziale impatto positivo su uno o più Obiettivi di Sviluppo sostenibile.

Si può affermare in definitiva che l’esperimento, nonostante il tempo limitato a disposizione, sia riuscito, aprendo la via a riflessioni su quanto il nostro agire museale, aiutato o letto attraverso questi strumenti, possa essere inteso e sostenuto come un vero e proprio processo culturale utile alle istanze di sviluppo locale e atto a incidere e testimoniare l’interesse per i grandi temi che riguardano la società nel suo complesso, in rapporto con le dinamiche sociali e culturali, il rilevantissimo problema dei cambiamenti ambientali e climatici globali, e infine la partecipazione della cultura allo sviluppo di competenze e creatività per una società resiliente capace di cambiamento.

Nella giornata del 6 Aprile le Associazioni partecipanti hanno avuto modo di presentare le proprie attività e di impostare una dimensione di progetto di lungo periodo per una relazione strutturata tra momenti di analisi seminariale di temi di interesse comune – così come avvenuto in questa prima Strategy Conference – e un convegno annuale di restituzione di quanto elaborato in forma di convegno aperto a tutti i professionisti dei musei.

Alla Strategy Conference,  realizzata grazie all’impegno organizzativo del MUSE di Trento,  hanno partecipato circa 40 professionisti in rappresentanza delle seguenti Associazioni: AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiana); AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici Italiana); ANMLI (Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali); ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici); Associazione Nazionale Case della MemoriaICOM ItaliaMuseimpresa (Associazione italiana dei Musei e degli Archivi d’impresa); SIMBDEA (Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici).